martedì 9 dicembre 2014

Hurricane


Hurricane - Bob Dylan, Desire, 1975

Il 17 giugno del 1966 alle 2.30 di notte due uomini di colore entrano nel "Lafayette Bar and Grill" a Patterson, nel New Jersey. Quando escono lasciano dietro di loro 3 cadaveri e un uomo in fin di vita. Comincia così la storia di Rubin Carter, detto "Hurricane", pugile di colore accusato del triplice omicidio. Nonostante i testimoni oculari non lo abbiano identificato come uno dei killer, Carter viene ugualmente accusato.

"Hurricane" Rubin Carter

Se oggi il razzismo è un problema, negli Stati Uniti del 1966 era una consuetudine. La polizia si convince che Carter sia colpevole e non importa che non ci siano prove, inducono Alfred Bello (un delinquente di basso profilo a loro ben noto) a testimoniare contro Carter in un processo pilotato. La sentenza è il carcere a vita. Finisce così la carriera di Rubin "Hurricane" Carter, pugile professionista in lizza per il titolo di campione mondiale dei pesi medi.
La sua storia poteva finire così, come quella di molti altri afroamericani finiti in carcere o alla sedia elettrica solo per essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma Rubin scrive la sua storia in un libro intitolato "The 16th Round" e manda delle copie a personaggi famosi sperando che qualcuno possa aiutarlo. Uno dei destinatari è Bob Dylan che legge il libro nel 1975, durante un viaggio in Francia. Tornato negli stati uniti visita Carter in carcere, i due parlano per ore e Dylan si convince dell'innocenza dell'ex pugile.
Bob Dylan assieme a Jacques Levy scriveranno la canzone "Hurricane" che descrive i fatti accaduti a Carter. Organizzerà 2 concerti a favore di Carter e grazie al suo impegno il caso verrà riesaminato. Carter dopo un breve periodo di libertà vigilata viene però nuovamente giudicato colpevole e mandato nuovamente in carcere. La situazione si risolverà solo nel 1985 quando la Corte Distrettuale del New Jersey riconoscerà quello che Bob Dylan canta da ormai dieci anni, cioè che la condanna di Carter è stata dettata da motivi raziali e non a seguito di una seria inchiesta. Dopo 18 anni di carcere Rubin Carter viene finalmente scarcerrato.

TESTO ORIGINALE:

Hurricane

Pistols shots ring out in the barroom night
Enter Patty Valentine from the upper hall
She sees the bartender in a pool of blood
Cries out "My God they killed them all"
Here comes the story of the Hurricane
The man the authorities came to blame
For something that he never done
Put him in a prison cell but one time he could-a been
The champion of the world.

Three bodies lying there does Patty see
And another man named Bello moving around mysteriously
"I didn't do it" he says and he throws up his hands
"I was only robbing the register I hope you understand
I saw them leaving" he says and he stops
"One of us had better call up the cops"
And so Patty calls the cops
And they arrive on the scene with their red lights flashing

In the hot New Jersey night.
Meanwhile far away in another part of town
Rubin Carter and a couple of friends are driving around

Number one contender for the middleweight crown
Had no idea what kinda shit was about to go down
When a cop pulled him over to the side of the road
Just like the time before and the time before that
In Patterson that's just the way things go
If you're black you might as well not shown up on the street
'Less you wanna draw the heat.
Alfred Bello had a partner and he had a rap for the cops
Him and Arthur Dexter Bradley were just out prowling around
He said "I saw two men running out they looked like middleweights

They jumped into a white car with out-of-state plates"
And Miss Patty Valentine just nodded her head
Cop said "Wait a minute boys this one's not dead"

So they took him to the infirmary
And though this man could hardly see
They told him that he could identify the guilty men.
Four in the morning and they haul Rubin in
Take him to the hospital and they bring him upstairs
The wounded man looks up through his one dying eye

Says "Wha'd you bring him in here for ? He ain't the guy !"
Yes here comes the story of the Hurricane
The man the authorities came to blame
For something that he never done
Put in a prison cell but one time he could-a been
The champion of the world.
Four months later the ghettos are in flame
Rubin's in South America fighting for his name
While Arthur Dexter Bradley's still in the robbery game
And the cops are putting the screws to him looking for somebody to blame
"Remember that murder that happened in a bar ?"
"Remember you said you saw the getaway car?"
"You think you'd like to play ball with the law ?"
"Think it might-a been that fighter you saw running that night ?"

"Don't forget that you are white".
Arthur Dexter Bradley said "I'm really not sure"
Cops said "A boy like you could use a break

We got you for the motel job and we're talking to your friend Bello
Now you don't wanta have to go back to jail be a nice fellow

You'll be doing society a favor
That sonofabitch is brave and getting braver
We want to put his ass in stir
We want to pin this triple murder on him
He ain't no Gentleman Jim".
Rubin could take a man out with just one punch
But he never did like to talk about it all that much
It's my work he'd say and I do it for pay
And when it's over I'd just as soon go on my way
Up to some paradise
Where the trout streams flow and the air is nice
And ride a horse along a trail
But then they took him to the jailhouse
Where they try to turn a man into a mouse.
All of Rubin's cards were marked in advance
The trial was a pig-circus he never had a chance

The judge made Rubin's witnesses drunkards from the slums

To the white folks who watched he was a revolutionary bum
And to the black folks he was just a crazy nigger
No one doubted that he pulled the trigger
And though they could not produce the gun
The DA said he was the one who did the deed
And the all-white jury agreed.
Rubin Carter was falsely tried
The crime was murder 'one' guess who testified
Bello and Bradley and they both baldly lied
And the newspapers they all went along for the ride
How can the life of such a man
Be in the palm of some fool's hand ?
To see him obviously framed
Couldn't help but make me feel ashamed to live in a land
Where justice is a game.
Now all the criminals in their coats and their ties
Are free to drink martinis and watch the sun rise
While Rubin sits like Buddha in a ten-foot cell
An innocent man in a living hell
That's the story of the Hurricane
But it won't be over till they clear his name
And give him back the time he's done
Put him in a prison cell but one time he could-a been
The champion of the world.

- - -

TESTO TRADOTTO:

Uragano


Pistole spari nella notte al bar
Entra Patty Valentine dal piano di sopra
Lei vede il barista in una pozza di sangue
Grida "Mio Dio li hanno uccisi tutti"
Questa è la storia dell' Uragano
L'uomo che le autorità hanno incolpato
Per qualcosa che lui non ha mai fatto
Messo in una cella in prigione ma poteva essere
Il campione del mondo

Patty vede tre corpi giacere lì
E un altro uomo di nome Bello muoversi attorno
con fare misterioso
"non sono stato io" lui dice alzando le mani
"Io stavo solo rubando dalla cassa, spero che tu capisca
Li ho visti andarsene" lui dice e si ferma
"Uno di noi farebbe meglio a chiamare i poliziotti"
E così Patty chiama i poliziotti
E loro arrivano sulla scena con le loro luci rosse
lampeggianti in una calda notte del New Jersey

Intanto, lontano, in un'altra parte della città
Rubin Carter e un paio di amici stanno guidando intorno
Contendente numero uno per la cintura dei pesi medi
Lui non aveva idea di che razza di merda stava per capitargli
Quando un poliziotto gli fece cenno di accostare
Proprio come al tempo e prima ancora
A Patterson questo è il modo in cui le cose vanno
Se sei nero faresti meglio a non farti vedere per strada
Almeno che tu non voglia aver a che fare con la polizia

Alfred Bello aveva un socio e aveva un conto in sospeso con la polizia
Luie Arthur Dexter Bradley erano usciti da poco (di prigione)
e si aggiravano nei dintorni
Lui disse "Ho visto due uomini correre fuori, sembravano dei pesi medi
Sono saliti su una macchina bianca con la targa
di un altro stato"
E Miss Patty Valentine si limita ad annuire
Il poliziotto dice "Aspettate un minuto ragazzi, questo non è morto"
Così lo portarono all'infermieria
E anche se quest'uomo poteva a malapena vedere
Loro gli dissero che poteva identificare il colpevole

Quattro del mattino e trascinano Rubin da loro
Portatelo all'ospedale e loro lo portano al piano di sopra
L'uomo ferito guarda attraverso il suo occhio in fin
di vita
dice "Per cosa lo avete portato qui? Non è lui il tipo !"
Questa è la storia dell'uragano
L'uomo che le autorità hanno incolpato
Per qualcosa che lui non ha mai fatto
Messo in una cella in prigione ma poteva essere
Il campione del mondo.

Quattro mesi dopo il ghetto è in fiamme
Rubin è in sud America a combattere per il titolo
Mentre Arthur Dexter Bradley è ancora impegnato contenderla faccenda della rapina
E i poliziotti gli stanno alle costole per dargli la colpa
"Ricordi l'omicidio accaduto nel bar ?"
"Ricordi hai detto che hai visto la macchina fuggire?"
"Pensi di voler collaborare con la legge?"
"Pensi che potrebbe essere quel pugile quello che hai visto
correre quella notte ?"
"Non dimenticare che tu sei bianco".

Arthur Dexter Bradley disse "non ne sono molto sicuro"
I poliziotti dissero "Uno come te dovrebbe cogliere l'occasione
Ti abbiamo in pugno per il lavoro al motel e ci stiamo
lavorando il tuo amico Bello
Adesso se non vuoi tornare in prigione devi essere
un bravo ragazzo
Stai facendo un favore alla società
Quel figlio di puttana è coraggioso e sarà sempre peggio
Vogliamo gettare il suo culo in prigione
Vogliamo affibbiargli questo triplice omicidio
Lui non è Gentleman Jim".

Rubin avrebbe potuto uccidere un uomo con un pugno
Ma a lui non è mai piaciuto parlare di questo
E' il mio lavoro diceva e lo faccio per soldi
E quando sarà finita me ne andrò veloce per la mia strada
In qualche paradiso (naturale)
Dove nuotano branchi di trote e l'aria è buona
E si può andare a cavallo lungo i sentieri
Ma poi lo hanno portato in prigione
Dove cercano di trasformare un uomo in un topo

Tutte le carte di Rubin erano segnate sin dal principio
Il processo fu un circo di maiali, lui non ha mai avuto speranza
Il giudice fece passare i testimoni di Rubin come ubriaconi
dai sobborghi
Per i bianchi che hanno assistito lui era un
vagabondo rivoluzionario
E per la gente nera era solo un negro pazzo
Nessuno dubitava che lui avesse premuto il grilletto
E anche se non avevano la pistola (come prova)
Il procuratore disse che era stato lui a commettere l'atto
E la giuria di soli bianchi fu d'accordo

Rubin Carter fu incastrato
I'accusa fu omicidio di primo grado, indovinate chi testimoniò
Bello e Bradley ed entrambi mentirono spudoratamente
Ei giornali specularono sull'accaduto
Come può la vita di un uomo
Essere nel palmo di qualche mano folle
Di vederlo così palesemente incastrato
Non ho potuto fare a meno di vergognarmi di vivere
in questo paese
Dove la giustizia è un gioco.

Ora tutti i criminali in giacca e cravatta
Sono liberi di bere martini e guardare l'alba
Mentre Rubin siede come Buddha in una cella di tre metri
Un uomo innocente sta vivendo un inferno
Questa è la storia dell' Uragano
Ma non sarà finita finchè non reabiliteranno il suo nome
E gli daranno in dietro il tempo perduto
Messo in una cella di prigione ma lui poteva essere
Il campione del mondo

- - -


Bob Dylan incontrò difficoltà a scrivere il testo di questa canzone, non riusciva a trovare il modo adatto per narrare la storia di Hurricane. Fu Jaques Levy a trovare la soluzione : scrivere il testo come se fosse un copione. A riguardo Jacques Levy racconta :

The first step was putting the song in a total storyteller mode, ..the beginning of the song is like stage directions, like what you would read in a script: 'Pistol shots ring out in a barroom night... Here comes the story of the Hurricane.' Boom! Titles. You now, Bob loves movies, and he can write these movies that take place in eight to ten minutes, yet seem as full or fuller than regular movies.”

"Il primo passo è stato mettere la canzone in un modo completamente narrato, l'inizio della canzone è come un'indicazione di scena, come si potrebbe leggere in un copione: 'Pistole e spari nella notte al bar... Ecco che arriva la storia di Hurricane.' Boom! Titoli. Sapete, Bob ama i film, e può scrivere questi film che durano otto o dieci minuti, ma sembrano completi o anche di più dei film normali."

Trovata la forma giusta, scrivere il testo fu facile per Dylan e Levy. Dylan fu costretto a registrare due volte questa canzone. La prima versione raccontava di Alfred Bello e Dexter Bradley intenti a rubare dai cadaveri (robbed the bodies). Bello e Bradley non furono mai accusati di aver rubato dai corpi e la Colubia (casa discografica che produceva la canzone) temeva una denuncia legale.
Nonostante la modifica, "Hurricane" suscitò diverse controversie: in molti credevano (e continuano a credere) che Carter fosse effettivamente colpevole del triplice omicidio.
Data la natura narrativa della canzone, non c'è molto da aggiungere al testo che si racconta da solo.
Segnalo solo che nella frase "He ain't Gentleman Jim" si fa riferimento a James J. Corbett, pugile campione dei pesi massimi di fine '800, non significa "non è un gentiluomo" come talvolta è tradotta.

Infine, la domanda cruciale: Rubin "Hurricane" Carter è veramente innocente oppure è colpevole? La giustizia americana pur avendolo liberato non lo ha mai dichiarato innocente.
Se lui è innocente, chi commise il triplice omicidio?
Bob Dylan da anni non canta più Hurricane nonostante sia una delle canzoni più amate dal suo pubblico. Chi sostiene la colpevolezza di Carter dice che Dylan non la canta perchè si è reso conto di aver contribuito a scarcerare un assassino. Chi sostiene l'innocenza di Carter dice che Dylan non la canta più perchè ormai Hurricane è libero. La verità è che provare adesso l'innocenza o la colpevolezza di Carter è praticamente impossibile. Se anche fosse stato colpevole, la polizia all'epoca fu troppo impegnata a fabbricare prove e testimonianze false per cercare eventuali prove vere e il tribunale troppo impegnato a screditare la difesa per cercare la verità. La realtà è che Carter fu incarcerato per il colore della sua pelle, il fatto che fosse colpevole o innocente non ha mai avuto realmente peso.
A guardare la vita di Carter dopo la sua scarcerazione l'impressione è quella di un uomo innocente a cui sono stati rubati preziosi anni di vita.
Sia come sia, la canzone Hurricane rimane una delle più belle di Bob Dylan e nonostante gli anni non ha perso affatto significato.


martedì 2 dicembre 2014

Toxicity


Toxicity – System of a Down, Toxicity, 2001

Toxicity è la dodicesima canzone dell'omonimo album dei System of a down del 2001. Con il termine toxicity, in italiano "tossicità", generalmente si indica il grado di avvelenamento di un oggetto o di un ambiente (in realtà la spiegazione sarebbe più complicata, ma per capire il significato non è necessario scendere in dettagli). Il testo, scritto interamente dal cantante del gruppo Serj Tankian, si presta a moltissime interpretazioni e non è facile identificare con precisione che cosa sia la cosa tossica che avvelena la città secondo i SOAD. 

toxicity
Toxicity, il singolo.
 
La stesura musicale di Toxicity è accreditata a tutto il gruppo, la canzone è uscita come singolo l'8 marzo del 2002. La canzone si è posizionata al terzo posto nella classifica USA di rock alternativo e decima nella classifica Rock.
Cercando su internet si possono trovare tantissime interpretazioni diverse, alcune plausibili ed altre davvero fantasiose, ma forse è possibile scovare il vero significato di questo testo.

TESTO ORIGINALE:

Toxicity

Conversion, software version 7.0
Looking at life through the eyes of a
tired hub
Eating seeds as a pastime activity
The toxicity of our city, our city

You, what do you own the world?
How do you own disorder, disorder
Now somewhere between the sacred silence
Sacred silence and sleep
Somewhere, between the sacred silence and sleep
Disorder, disorder, disorder

More wood for the fires, loud neighbors
Flashlight reveries caught in the headlights of a truck
Eating seeds as a pastime activity
The toxicity of our city, of our city

Now, what do you own the world?
How do you own disorder, disorder
Now somewhere between the sacred silence
Sacred silence and sleep
Somewhere between the sacred silence and sleep
Disorder, disorder, disorder

Now, what do you own the world?
How do you own disorder, disorder
Now somewhere between the sacred silence
Sacred silence and sleep
Somewhere, between the sacred silence and sleep
Disorder, disorder, disorder

When I became the sun
I shone life into the man's hearts
When I became the sun
I shone life into the man's hearts

- - -

TESTO TRADOTTO:

Tossicità

Conversione, software versione 7.0
Guardando alla vita attraverso gli occhi di
un hub stanco
Mangiare semi come passatempo
La tossicità della nostra città, nostra città

Tu, cosa possiedi il mondo?
Come fai con il tuo disordine, disordine
Adesso da qualche parte tra il sacro silenzio
Sacro silenzio e sonno
Da qualche parte, tra il sacro silenzio e
il sonno
Disturbo, disturbo, disturbo

Altra legna per il fuoco, vicini rumorosi
Lampi fantastici catturati nei fari di
un camion
Mangiare semi come passatempo
La tossicità della nostra città, nostra città

Tu, cosa possiedi il mondo?
Come fai con il tuo disordine, disordine
Adesso da qualche parte tra il sacro silenzio
Sacro silenzio e sonno
Da qualche parte, tra il sacro silenzio e il sonno
Disturbo, disturbo, disturbo

Tu, cosa possiedi il mondo?
Come fai con il tuo disordine, disordine
Adesso da qualche parte tra il sacro silenzio
Sacro silenzio e sonno
Da qualche parte, tra il sacro silenzio e il sonno
Disturbo, disturbo, disturbo

Quando sono diventato il sole
Ho illuminato la vita nel cuore dell' uomo
Quando sono diventato il sole
Ho illuminato la vita nel cuore dell' uomo

- - -


Le interpretazioni più comunu spaziano da una critica alla società, all'industria musicale, all'inquinamento. Il testo è abbastanza vago da rendere possibili queste chiavi di lettura, ma forse il significato vero di Toxicity è un'altro.
Durante un'esibizione dal vivo al Download Festival del 2005, sembra che Daron Malakian abbia rivelato che il testo si riferisce alla "Sindrome da deficit di attenzione", meglio conosciuta con l'acronimo di ADHD.
L'ADHD è un disturbo del comportamento difficile da inquadrare chiaramente, chi ne è affetto ha difficoltà a concentrarsi, si comporta in maniera impulsiva e presenta iperattività motoria. L'ADHD generalmente si presenta nei bambini, è una sindrome difficile da diagnosticare e da curare.
Se diamo credito alle parole del chitarrista dei SOAD, il testo della canzone prende un taglio molto più personale, diventa il punto di vista di una persona affetta da questa sindrome.
"Conversion, software version 7.0 / Looking at life through the eyes of a tired hub", l'inizio della canzone ci presenta una scena molto comune, ovvero una persona davanti ad un computer che naviga in internet. Qui è necessario soffermarsi sulla parla "Hub", visto che in molte traduzioni presenti su internet è tradotto con un enigmatico "mozzo di ruota" che non ha alcun senso nella frase. L'hub è quella magica scatolina che ci permette di andare su internet, quindi volendo tradurre del tutto la frase in maniera più comprensibile potremmo scrivere "Guardando alla vita attraverso gli occhi di un modem stanco". Ma siccome l'hub non è un modem, ho preferito lasciar perdere.
Tornando al senso, non c'è niente di più deleterio per chi ha difficoltà di concentrazione di un computer connesso a internet. Navigare su internet porta moltissimi stimoli, tantissime informazioni che bombardano il cervello senza lasciargli il tempo di assimilare i concetti.
"Eating seeds as a pastime activity", ovvero perdere tempo senza fare niente di costruttivo. Cercando informazioni in merito ho scoperto che in Armenia, e ricordiamo che i SOAD sono di origine armena, mangiare semi di girasole e sputare le bucce per terra è considerato un passatempo al pari di un solitario con le carte.
"The toxicity of our city, our city", qui è difficile capire a cosa si riferiscano i SOAD con precisione, ma forse non è un male. Di tossicità che avvelenano le nostre città ce ne sono moltissime, sia tangibili come l'inquinamento che più eteree come l'indifferenza e la solitudine. Probabilmente la frase è volutamente vaga, in modo da indicare tutti i mali in generale.
"You, what do you own the world? How do you own disorder, disorder", questa frase del ritornello ci ricollega al tema principale, la sindrome da deficit di attenzione. Il disordine è quello mentale, l'incapacità di focalizzarsi su un pensiero. La frase "own the world" credo sia da intendersi un po' come "chi ti credi di essere", ma è solo una mia supposizione.
"Now somewhere between the sacred silence / Sacred silence and sleep", uno dei disturbi legati all'ADHD è la presenza di stati allucinatori simili a quelli che si possono sperimentare durante il dormiveglia, appunto tra il silenzio e il sonno.
"Disorder, disorder, disorder", ancora la confusione nei pensieri.
"More wood for the fires, loud neighbors / Flashlight reveries caught in the headlights of a truck", queste tre frasi credo rappresentino l'attenzione catturata dagli stimoli esterni e l'impossibilità di ignorarli per concentrarsi su qualcos'altro.
Sul finale "When I became the sun / I shone life into the man's hearts" le possibilità di interpretazione sono molte. Potrebbe riferirsi sempre agli stati allucinatori, oppure una possibilità di guarigione, o altro. Forse neanche i System of a down hanno un'idea precisa su quest'ultima frase.


lunedì 24 novembre 2014

Forest


Forest – System of a Down, Toxicity, 2001

Per chi non li conoscesse, ma sarebbe davvero una cosa strana, i System of a down sono un gruppo di quattro musicisti armeni-americani formatosi nell'ormai lontano 1994. I componenti del gruppo sono Daron Malakian alla chitarra, Serj Tankian alla voce, Shavo Odadjian al basso e John Dolmayan alla batteria. Il nome della band deriva da un racconto scritto dal chitarrista Malakian, "Victim of a Down". La parola "Victim" fu sostituita con "System" sotto consiglio del bassista Odadjian che pensava di rendere in questo modo il nome della band più appetibile al pubblico. Inoltre il gruppo desiderava un nome che in qualche modo ricordasse la loro band preferita, gli Slayer. 

Malakian Tankian Odadjian Dolmayan, non è uno scioglilingua sono i SOAD!

Facendo una rapida ricerca su internet troviamo che i System of a down, o SOAD, o semplicemente System, sono definiti come un gruppo rock. La definizione stà un po' stretta ai System, sia per il loro suono decisamente troppo pesante per essere semplicemente rock, sia per le influenze armene che nel cantato non si faticano ad identificare. Personalmente dovendo mettere un'etichetta al gruppo sceglierei qualcosa del tipo "Amenian Rock".
Forest è l'ottava canzone del loro secondo album dal titolo "Toxicity" del 2001. Toxicity è stato un grande successo commerciale, in America ha ottenuto otto dischi di platino ed è stato in cima alle classifiche americane e canadesi sin dal debutto.
Forest ha un testo interessante, oltre ad un comparto musicale davvero ben fatto. In molti hanno cercato di scoprire il significato di questa canzone nella quale i riferimenti al divino non sono difficili da scorgere.

TESTO ORIGINALE:

Forest

Walk with me my little child,
To the forest of denial,
Speak with me my only mind,
Walk with me until the time,
And make the forest turn to wine,
You take the legend for a fall,
You saw the product,

Why can't you see that you are my child,
Why don't you know that you are my mind,
Tell everyone in the world, that I'm you,
Take this promise to the end of you.

Walk with me my little friend,
Take this promise to the end,
Speak with me my only mind,
Walk with me until the end,
And make the forest turn to sand,
You take the legend for a fall,
You saw the product,

Why can't you see that you are my child,
Why don't you know that you are my mind,
Tell everyone in the world, that I'm you,
Take this promise to the end of you.

Take this promise for a ride,
You saw the forest, now come inside,
You took the legend for its fall,
You saw the product of it all,
No televisions in the air,
No circumcisions on the chair,
You made the weapons for us all,
Just look at us now,

Why can't you see that you are my child,
Why don't you know that you are my mind,
Tell everyone in the world, that I'm you,
Take this promise to the end of you.

- - -

TESTO TRADOTTO:


Foresta

Cammina con me mio piccolo bambino,
Alla foresta della negazione,
Parla con me mio unico pensiero,
Cammina con me fino al momento,
E fa che la foresta diventi vino,
credere alla leggenda ti porterà alla rovina,
Hai visto il risultato,

Perchè non riesci a vedere che sei mio figlio,
Perchè non sai che sei il mio pensiero,
Dillo a tutti nel mondo, che sono te,
Mantieni questa promessa fino alla tua fine.

Cammina con me mio piccolo amico,
Mantieni questa promessa fino alla fine,
Parla con me mio unico pensiero,
Cammina con me fino alla fine,
E fai che la foresta diventi sabbia,
Prendere la leggenda ti porterà alla rovina,
Hai visto il risultato,

Perchè non riesci a vedere che sei mio figlio,
Perchè non sai che sei il mio pensiero,
Dillo a tutti nel mondo, che sono te,
Mantieni questa promessa fino alla tua fine.

Prendi questa promessa come un imbroglio,
Hai visto la foresta, ora entra dentro,
Hai preso la leggenda per la sua disfatta,
Hai visto il risultato di tutto questo,
Niente televisioni nell'etere,
Niente cironcisioni sula sedia,
Hai fatto le armi per tutti noi,
Basta che ci guardi adesso,

Perchè non riesci a vedere che sei mio figlio,
Perchè non sai che sei il mio pensiero,
Dillo a tutti nel mondo, che sono te,
Mantieni questa promessa fino alla tua fine.

- - -
Per quanto riguarda la traduzione da segnalare c'è un solo passaggio che risulta leggermente difficile da interpretare. Si tratta della frase "You take the legend for a fall". In alcune traduzioni presenti in rete viene trascritto in italiano come "Hai preso la leggenda per una caduta" oppure "hai creduto che la leggenda fosse una caduta", ma entrambe le versioni non mi convincono. Cercando tra i modi di dire americani ho trovato "riding for a fall", che significa "fare qualcosa/tenere un comportamento che causerà problemi". Da qui la mia interpretazione "credere alla leggenda ti porterà alla rovina". Sia come sia, il significato nudo e crudo della frase è che credere alla leggenda non è una cosa buona.
Passando al significato del testo le cose si complicano. I System non hanno mai spiegato cosa significhi la canzone, in molti però si sono cimentati nella ricerca del significato di Forest. Di tutte le varie interpretazioni ne riporto solo 2, quelle che a mio parere sono le più significative.
La prima vede la canzone in chiave biblica, dove la prima strofa racconta le vicende della genesi con Adamo ed Eva cacciati dall' Eden, la seconda strofa il popolo ebraico guidato da Mosè per 40 anni nel deserto e nella terza strofa il popolo ebraico che si abbandona all'idolatria alle pendici del monte dove Mosè riceve i 10 comandamenti.
E' una visione plausibile del testo, ma personalmente non credo che i System si siano limitati a raccontare i fatti della bibbia.
La seconda interpretazione stravolge completamente il significato della canzone. A parlare non sarebbe Dio, ma bensì Madre Terra rivolta ai suoi figli. In questa interpretazione Madre terra si chiede come mai noi uomini non riusciamo a capire che siamo semplicemente suoi figli, e tenta di metterci in guardia dalle (false) religioni che ci siamo costruiti. In questa visione passaggi come You take the legend for a fall/You saw the product, You saw the product of it all, acquistano un valore totalmente diverso. Aver creduto alle leggende delle nostre religioni ci ha portati solo a divisioni e guerre, quando in realtà essendo tutti figli di Madre Terra (o della natura, se preferite) siamo tutti fratelli e come tali dovremmo trattarci.
Non c'è modo di dire cosa avessero veramente in testa i System quando hanno composto questa canzone, e non lo sapremo finché non si decideranno a dircelo. Nel frattempo, saremo liberi di vedere in Forest il significato più vicino a noi.


giovedì 16 ottobre 2014

The Chain


The Chain – Fleetwood Mac, Rumours, 1977

Alla fine degli anni '70 i Fleetwood Mac erano ai ferri corti. La band, che negli anni ha subito numerosissimi cambi di formazione, all'epoca era formata dal chitarrista e cantante Lindsey Buckingham, il batterista Mick Fleetwood (fondatore della Band), la tastierista e cantante Christine McVie, il bassista John McVie e la cantante Stevie Nicks. Il lavoro precedente, chiamato come il gruppo "Fleetwood Mac", era stato un grande successo ma la fama ed i soldi non avevano portato la felicità.
Dopo sei mesi di tour i coniugi McVie avevano divorziato mettendo fine ad otto anni di matrimonio. Da allora la tastierista ed il bassista non si erano più parlati se non per questioni strettamente legate alla musica ed alla band. Lindsey Buckingham e Stevie Nicks erano uniti da un rapporto conflittuale che li portava a continui litigi ed infine Mick Fleetwood aveva scoperto che sua moglie, la madre dei suoi due figli, lo aveva tradito con il suo migliore amico.
In questa atmosfera da telenovela sudamericana i Fleetwood Mac si trovavano a dover incidere il loro nuovo lavoro.

The Chain
Nonostante la posa plastica, i Fleetwood Mac se la passavano male alla fine degli anni '70

Fu così che nel Febbraio del 1976 il gruppo si spostò in California per registrare nello studio di Sausalito, un tetro casermone di legno quasi del tutto privo di finestre. I componenti femminili dei Fleetwood Mac presero due appartamenti in riva al mare mentre i maschi si trasferirono sulle colline. Ebbe inizio così la lunga e travagliata registrazione dell' album "Roumors" pubblicato un anno dopo il 4 Febbraio 1977.
I Fleetwood Mac avevano deciso di fare uno sforzo e passare per quanto possibile sopra i loro drammi personali per il bene del gruppo. La loro perseveranza portò buoni frutti e Roumors fu un successo che presto divenne un classico del Rock.
Per quanto tutte le canzoni contenute in Roumors parlino comprensibilmente di drammi personali, "The Chain" è quella che meglio di tutte trasmette lo stato d'animo e le intenzioni dei Fleetwood Mac dell'epoca, non a caso è l'unica canzone realizzata con il contributo di tutti i membri della formazione.
The Chain è nata prima sotto il profilo sonoro e dopo fu aggiunto un testo scritto da Stevie Nicks. La canzone è stata assemblata usando parti composte e scartate in periodi differenti e poi rielaborate.

TESTO ORIGINALE:

The Chain

Listen to the wind blow, watch the sun rise
Run in the shadows, damn your love, damn your lies

And if, you don't love me now
You will never love me again
I can still hear you saying
You would never break the chain (Never break the chain)

And if, you don't love me now
You will never love me again
I can still hear you saying
You would never break the chain (Never break the chain)

Listen to the wind blow down comes the night
Running in the shadows damn your love, damn your lies

Break the silence, damn the dark, damn the light

And if, you don't love me now
You will never love me again
I can still hear you saying
You would never break the chain (Never break the chain)

And if, you don't love me now
You will never love me again
I can still hear you saying
You would never break the chain (Never break the chain)

And if, you don't love me now
You will never love me again
I can still hear you saying
You would never break the chain (Never break the chain)

Chain keep us together, running in the shadow
Chain keep us together, running in the shadow
Chain keep us together, running in the shadow
Chain keep us together, running in the shadow
Chain keep us together, running in the shadow

- - -

TESTO TRADOTTO:


La catena

Ascolta il vento soffiare, guarda il sole sorgere
Corri nelle ombre, dannato il tuo amore,
dannate le tue bugie

E se, tu non mi ami ora
Tu non potrai mai più amarmi
Posso ancora sentirti dire
Non avresti mai spezzato la catena (mai
spezzato la catena)

E se, tu non mi ami ora
Tu non potrai mai più amarmi
Posso ancora sentirti dire
Non avresti mai spezzato la catena (mai
spezzato la catena)

Ascolta il vento soffiare giù arriva la notte
Corri nelle ombre, dannato il tuo amore,
dannate le tue bugie

Rompi il silenzio, dannato il buio, dannata
la luce

E se, tu non mi ami ora
Tu non potrai mai più amarmi
Posso ancora sentirti dire
Non avresti mai spezzato la catena (mai
spezzato la catena)

E se, tu non mi ami ora
Tu non potrai mai più amarmi
Posso ancora sentirti dire
Non avresti mai spezzato la catena (mai
spezzato la catena)

E se, tu non mi ami ora
Tu non potrai mai più amarmi
Posso ancora sentirti dire
Non avresti mai spezzato la catena (mai
spezzato la catena)

Catene ci tengono assieme, correndo nell'ombra
Catene ci tengono assieme, correndo nell'ombra
Catene ci tengono assieme, correndo nell'ombra
Catene ci tengono assieme, correndo nell'ombra
Catene ci tengono assieme, correndo nell'ombra

- - -
Il testo è chiaramente lo svolgimento di una storia d'amore ormai giunta alla fine. Viste le condizioni in cui versavano i membri del gruppo, non ci vuole un grosso sforzo di immaginazione. Gli elementi ci sono tutti: le bugie, il rimpianto, l'incertezza. Quello che però focalizza l'attenzione è l'immagine della catena, che nonostante tutto resiste e che a quanto pare nessuno nel bene o nel male vuole spezzare.
La catena è un simbolo forte e dai significati opposti: da una parte è costrizione e prigionia, dall'altro è qualcosa che evita di perdersi e tiene saldi.
Anche se il testo è ovviamente una storia d'amore ormai finita, sul finale le cose cambiano. The Chain è una canzone con un'altra canzone dentro: il basso annuncia un nuovo inizio, il ritmo cambia drasticamente in una sorta di corsa, non è più una storia d'amore si parla direttamente dei Fleetwood Mac. "Chain keep us together, running in the shadow" viene ripetuto mentre la musica incalza, la catena è il gruppo stesso che tiene uniti i membri del gruppo nonostante tutto, verso un futuro che all'epoca sembrava scuro e minaccioso.


martedì 23 settembre 2014

Hey Joe


Hey Joe – The Jimi Hendrix Experience, Are you experienced, 1967

Probabilmente nessuna canzone di Jimi Hendrix è famosa quanto Hey Joe, ma non sono in molti a sapere che Hey Joe non è una canzone di Hendrix. La paternità di Hey Joe è una cosa piuttosto complicata:
La canzone è accreditata al musicista folk Billy Roberts, che ne ottenne i diritti nel 1962. Esistono vari nastri su cui Roberts ha inciso Hey Joe, il primo del 1961, ma nessuno è mai stato pubblicato.

Non importa chi abbia scritto Hey Joe, per noi è di Hendrix!
 
Prima di Billy Roberts, Dino Valenti tentò di registrare la canzone come sua. C'è una storia secondo la quale negli anni '50 Billy Roberts lasciò i diritti della canzone a Dino, per aiutarlo a raccogliere i soldi per uscire dalla prigione di Folsom dove era rinchiuso per una storia di droga. La cosa non ha molto senso dal momento che nessuno all'epoca conosceva Hey Joe, quindi i suoi diritti equivalevano a zero assoluto...
Comunque, Dino raggiunse una certa fama durante gli anni '60 e suonò Hey Joe anche assieme ad altri artisti, per quanto non ne registrò mai una versione. Anche se non fece molto successo, con Dino Hey Joe cominciò a circolare negli ambienti del folk americano. Nel 1965 Hey Joe era suonata già da diversi musicisti : Billy Roberts, Dino Valenti, Tim Rose e David Crosby per citare i più importanti e ancora nessuno aveva registrato la canzone.
Finalmente nel 1965 la band "The Leaves" registra la prima versione della canzone, che per altro non è affatto folk.
Dopo l'uscita dell'Hey Joe dei The Leaves, tutti si affrettarono a registrare la propria versione della canzone e a reclamarne la paternità.
Dunque, la canzone (dovrebbe) essere di Billy Roberts, anche se c'è tutt'ora confusione sull'argomento. Per esempio Tim Rose continua a sostenere che la canzone appartiene alla tradizione americana e di averla ascoltata da bambino in Florida. Nonostante estese ricerche negli archivi, non sono mai state trovate prove a sostegno di questa sua affermazione.
E' certo comunque che Hendrix trovò ispirazione per la sua Hey Joe ascoltando la versione folk ed elaborata di Tim Rose, al "cafè wha?" Di New York.
La Hey Joe di Hendrix esce con la versione americana dell'album di debutto Are You Experienced il 23 agosto del 1967 ed è subito uno strepitoso successo commerciale. Curiosamente, la versione britannica del disco uscita pochi mesi prima non contiene Hey Joe.
Are you experienced è considerato tra i migliori (se non IL migliore) album di debutto nella storia del Rock. In inghilterra raggiunge il secondo posto in classifica, superato solo da Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band dei Beatles.
Sono oltre 400 i gruppi ed i cantanti che dagli anni '60 hanno cantato e registrato una propria Hey Joe, da Patti Smith ai Type o negative.
Il primo maggio del 2006, a Breslavia in Polonia, 1572 chitarristi hanno suonato contemporaneamente Hey Joe, entrando così nel guinnes dei primati.

TESTO ORIGINALE:

Hey Joe

Hey Joe, where you goin' with that gun of your hand
Hey Joe, I said where you goin' with that gun in your hand, oh
I'm goin' down to shoot my
old lady
You know I caught her messin' 'round with another man
Yeah, I'm goin' down to shoot my
old lady
You know I caught her messin' 'round with another man
Huh! and that ain't cool
Huh hey Joe, I heard you shot your mamma down
You shot her down now
Hey Joe, I heard you shot
your lady down
You shot her down in the ground yeah!
Yeah!
Yes, I did, I shot her
You know I caught her messin' round messin' round town
Huh, yes I did I shot her
You know I caught my old lady messin' 'round town
And I gave her the gun
And I shot her
Alright
Shoot her one more time again baby!
Yeah!
Oh dig it
Oh alright
Hey Joe,
Where you gonna run to now where you gonna go
Hey Joe, I said
Where you gonna run to now where you gonna go
I'm goin' way down south
Way down to mexico way
Alright
I'm goin' way down South
Way down where I can be free
Ain't no one gonna find me
Ain't no hangman gonna
He ain't gonna put a rope around me
You better believe it right now
I gotta go now
Hey, Joe
You better run on down
Goodbye everybody
Hey, hey Joe...

- - -

TESTO TRADOTTO:


Hey Joe

Hey Joe, dove stai andando con quella pistola in mano
Hey Joe, ho detto dove stai andando con quella pistola in mano, oh
Andrò ad uccidere la mia
vecchia signora
Sai, l'ho trovata a tradirmi con un
altro uomo
Si, sto andando ad uccidere la mia
vecchia signora
Sai l'ho trovata a tradirmi con un altro uomo
Huh! E questo non è molto carino
Huh hey Joe, ho sentito che hai sparato alla tua signora (mamma)
Le hai sparato
Hey Joe, ho sentito che hai sparato alla
tua signora
Le hai sparato giù a terra yeah!
Yeah!
Si, l'ho fatto, le ho sparato
Sai l'ho trovata a tradirmi
tradirmi in paese
Huh, si l'ho fatto le ho sparato
Sai o trovato la mia vecchia signoa a tradirmi,
tradirmi in paese
E le ho dato la pistola
e le ho sparato
Va bene
Sparale una volta ancora baby!
Si!
Oh scava
Oh va bene
Hey Joe,
Dove hai intenzione di scappare adesso
dove andrai
Hey Joe, ho detto
Dove hai intenzione di scappare adesso
dove andrai
Andrò giù a sud
Giù fino in Messico
Va bene
Andrò giù a sud
Giù dove potrò essere libero
E nessuno mi troverà
e nessuna impiccagione
Lui non mi metterà una corda intorno
Faresti meglio a crederci adesso
Devo andare ora
Hey, Joe
Faresti meglio a correre giù
Addio a tutti
Hey, hey Joe...

- - -

Non c'è molto da dire sul testo, come la maggior parte delle canzoni country le parole si limitano a raccontare una storia. In questo caso è la storia di un uomo che, tradito dalla moglie, si vendica assassinandola per poi tentare la fuga in Messico. Tuttavia non sono in pochi a pensare che Hey Joe abbia un altro significato. Alcuni pensano che la donna uccisa da Joe sia la madre, altri pensano che il testo sia da intendersi come un messaggio contro la guerra del VietNam e che la "vecchia signora" siano gli Stati Uniti. Sono ipotesi interessanti, ma sbagliate. Non c'è da scavare molto in questo testo, è chiaro e non pretende altro se non di raccontare una storia.
Siete pregati di non fare idiozie in caso di tradimento da parte della vostra metà, tanto più che non si sa se poi Joe riesce a farla franca o meno.


mercoledì 17 settembre 2014

Who are you?


Who are you? - The Who, Who are you?, 1978

Who are you? è la canzone di chiusura dell'ottavo lavoro dei The Who, l'album prende il nome proprio dall'ultima canzone dell'album. Registrato tra l'Ottobre 1977 e Novembre 1978, l'album uscì per la vendita il 18 agosto del 1978. Erano passati 3 anni dal lavoro precedente dei The Who, i membri del gruppo erano divisi tra progetti solisti e problemi personali. Who are you? è l'ultimo album con la presenza dello storico batterista Keith Moon, morto 20 giorni dopo l'uscita del'album a causa di un overdose. Ironicamete sulla copertina dell'album appare Keith Moon seduto su una sedia con scritto "Not to be taken away", traducibile con "non deve essere portato via".

who are you
Keith Moon si fece fotografare in questa posa per nascondere la pancia
 
In molti conoscono questa canzone grazie al telefilm poliziesco CSI che la usa come sigla iniziale, ma molti non sanno che il forte "Yeahhhh" che si sente alla fine è estratto da un'altra canzone dei The Who: Won't get fooled again. Tutti gli spin off di CSI usano canzoni dei The Who come sigla: CSI New York usa Baba O'Riley e CSI Miami Won't get fooled again.
Who are you? prende spunto da una brutta giornata vissuta da Pete Townshend (leader e chitarrista del gruppo), che dice di aver solo vaghi ricordi sulla scrittura di questa canzone. In riguardo ha spiegato:

"I'd like to think that where the song came from wasn't the feet that i was drunk when i did the demo, but the fact that i was fuking angry with Allen Klein, and that the song was an outlet for that anger"

"Mi piace pensare che la canzone non è venuta dal fatto che ero talmente ubriaco da non reggermi in piedi quando ho inciso il demo, ma dal fatto che ero dannatamente arrabbiato con (il manager) Allan Klein, e che la canzone è stata uno sbocco per la rabbia" 

TESTO ORIGINALE:

Who are you

I woke up in a Soho doorway
The policeman knew my name
He said, "You can go sleep at home tonight
If you can get up and walk away"
I staggered back to the underground
The breeze blew back my hair
I remembered throwing punches around
And preachin' from my chair

Who are you
Who who who who
Who are you
Who who who who

I took the tube back out of town
Home to the rolling pin
I felt a little like a dying clown
But with a streak of Rin Tin Tin
I stretched back and I hiccuped
Looked back on my busy day
Eleven hours in the tin pan
God there's got to be another way

Who are you
Who who who who
Who are you
Who who who who

There's a place where I know you walked
The love falls from the trees
My heart is like a broken cup
I only feel right on my knees
I spit out like a sewer hole
Yet still receive your kiss
How can I measure up to anyone now
After such a love as this

Who are you
Who who who who
Who are you
Who who who who

- - -

TESTO TRADOTTO:


Tu chi sei

Mi sono svegliato in un portone a Soho
Il poliziotto sapeva il mio nome
Lui disse, "Puoi andare a dormire a casa stasera
Se riesci ad alzarti ed andare via"
Barcollai indietro verso la metropolitana
La brezza tirava indietro i miei capelli
Ricordo di aver tirato pugni all'aria
e predicato dalla mia sedia

Tu chi sei
Chi chi chi chi
Tu chi sei
Chi chi chi chi

Ho preso la metropolitana per tornare fuori città
A casa al mattarello
Mi sentivo un po' come un clown morente
Ma con una vena di Rin Tin Tin
Mi distesi e singhiozzai
Ho guardato indietro alla mia giornata
dodici ore al tin pan
Dio deve esserci un altro modo

Tu chi sei
Chi chi chi chi
Tu chi sei
Chi chi chi chi

C'è un posto dove so che andavi a camminare
L'amore cade dagli alberi
Il mio cuore è come una tazza rotta
Mi sento bene solo in ginocchio
Ho sputato come una fogna
Ma ancora ricevo i tuoi baci
Come posso essere all'altezza di qualcuno
Dopo un amore come questo

Tu chi sei
Chi chi chi chi
Tu chi sei
Chi chi chi chi 

- - - 

La canzone prende spunto da una pessima giornata vissuta dal chitarrista. Tutto comincia con una lunga ed estenuante mattinata per contrattare sui diritti delle canzoni, "Eleven hours in the tin pan God there's got to be another way" fa riferimento al Tin Pan Alley. Il Tin Pan Alley era il nome dato al raggruppamento di produttori e musicisti newyorkesi che dominanvano la scena musicale degli Stati Uniti. Dopo tutto quel tempo a parlare di soldi e diritti, Townshend riesce a strappare un grosso assegno ai produttori ed andò a bere ad un bar. Al bar trovò Paul Cook e Steve Jones dei Sex Pistols, che ammiravano molto i The Who. Il movimento punk all'epoca tendeva a disprezzare e ridicolizzare il rock che lo aveva preceduto, i The Who facevano eccezione perchè venivano considerati come dei precursori. Essere però ammirato dai punk non fece che aumentare l'inquietudine di Townshend che continuò a bere senza limiti e finì per essere totalmente ubriaco. Fu risvegliato da un poliziotto che lo aveva riconosciuto (The policeman knew my name), davanti ad un portone di Soho. Il poliziotto disse a Townshend che se riusciva a camminare poteva tornare a casa (invece di finire in cella), You can go sleep at home tonight If you can get up and walk away. Ma, stordito e incapace di capire cosa stava accadendo, Townshend rispose "Who the fuck are you?", "Chi c***o sei?". Da quella frase detta da ubriaco, è nato il ritornello "Who are you?" (che dal vivo talvolta viene pronunciato Who the fuck are you?).
La storia non dice altro, ma dall'ultima strofa si intuisce che poi deve essere tornato a casa dalla moglie, che deve avergli perdonato tutti gli eccessi.
Anche se il significato originale della canzone era semplicemente una descrizione di una brutta giornata, nel 1985 Pete Townshend disse che a lavoro finito Who Are You? aveva assunto un diverso significato, quello di un' uomo indigente che si rivolge a Dio in una sorta di preghiera ubriaca. Who are you? deve essere dunque interpretata come un povero ubriaco che, alzando gli occhi al cielo, si rivolge direttamente a Dio. 


lunedì 15 settembre 2014

Hotel California


Hotel California – Eagles, Hotel California, 1977

Hotel California è senza dubbio la canzone più famosa degli Eagles, è talmente conosciuta che anche chi non ama il rock non fatica a riconoscerla già dai primi accordi. La canzone dà il nome al quinto album della band, uscito l'8 dicembre 1976. L'album Hotel California è il primo lavoro senza il fondatore del gruppo Bernie Leadon, il primo con il chitarrista Joe Walsh e l'ultimo con il bassista originale Randy Meisner. La canzone è stata scritta da Don Felder, Glenn Frey e Don Henley.

hotel california
Quello in copertina si chiama Beverly Hills Hotel e non Hotel California

L'album è stato registrato al Criteria Studios a Miami, durante la registrazione nello studio adiacente a quello dove suonavano gli Eagles i Black Sabbath incidevano il loro album Technical Ecstasy. La storia vuole che i Black Sabbath suonassero ad un volume talmente alto da riuscire a passare le pareti insonorizzate, costringendo gli Eagles a fermarsi e riprendere la registrazione in più occasioni. Nonostante i fastidi provocati da Ozzy ed i suoi Sabbath, gli Eagles riuscirono a registrare il loro miglior album di sempre: già dal suo rilascio alla fine del 1976 vennero vendute 16 milioni di copie solo negli Stati Uniti. L'album è stato in cima alle classifiche per otto settimane, ben due canzoni riuscirono ad arrivare al primo posto nella classifica che singoli: New Kid in town ed Hotel California.
Quanto alla canzone Hotel California, tanta popolarità ha portato a tante interpretazioni differenti. Le atmosfere surreali evocate dal testo hanno alimentato le ipotesi più disparate, ma per fortuna gli Eagles stessi sono intervenuti per spiegare il significato del testo.

TESTO ORIGINALE:

Hotel California

On a dark desert highway,
cool wind in my hair
Warm smell of colitas,
rising up through the air
Up ahead in the distance,
I saw a shimmering light
My head grew heavy
and my sight grew dim
I had to stop for the night
There she stood in the doorway;
I heard the mission bell
And I was thinking to myself,
"This could be Heaven
or this could be Hell"
Then she lit up a candle
and she showed me the way
There were voices down the corridor,
I thought I heard them say...

Welcome to the Hotel California
Such a lovely place (Such a lovely place)
Such a lovely face
Plenty of room at the Hotel California
Any time of year (Any time of year)
You can find it here

Her mind is Tiffany-twisted,
she got the Mercedes bends
She got a lot of pretty, pretty boys
she calls friends
How they dance in the courtyard,
sweet summer sweat.
Some dance to remember,
some dance to forget

So I called up the Captain,
"Please bring me my wine"
He said, "We haven't had that spirit here since nineteen sixty nine"
And still those voices are calling from far away,
Wake you up in the middle of the night
Just to hear them say...

Welcome to the Hotel California
Such a lovely place (Such a lovely place)
Such a lovely face
They livin' it up at the Hotel California
What a nice surprise (what a nice surprise)
Bring your alibis

Mirrors on the ceiling,
The pink champagne on ice
And she said "We are all just prisoners here,
of our own device"
And in the master's chambers,
They gathered for the feast
They stab it with their steely knives,
But they just can't kill the beast

Last thing I remember, I was
Running for the door
I had to find the passage back
To the place I was before
"Relax, " said the night man,
"We are programmed to receive.
You can check-out any time you like,
But you can never leave! "

- - -
 
TESTO TRADOTTO:

Hotel California

Su un'autostrada deserta e buia,
vento fresco tra i capelli
Caldo profumo di colitas,
sale attraverso l'aria
Più avanti in lontananza,
vidi una luce scintillante
La mia testa si fece pesante
e la vista sempre più fioca
Mi sono dovuto fermare per la notte
Lei si fermò sulla soglia;
Ho sentito la campana della missione
E pensavo tra me e me,
"Questo potrebbe essere il paradiso
oppure l'inferno"
Poi lei accese una candela
e mi mostrò la strada
C'erano voci giù nel corridoio,
E ho pensato di sentir dire...

Benvenuto all'Hotel California
Davvero un bel posto
Davvero una bel volto
Abbondano le stanze all'Hotel California
In ogni periodo dell'anno
Puoi trovarlo qui

La sua mente è tipo Tiffany,
ha una Mercedes tutta curve
Ha avuto un sacco di bei ragazzi,
che lei chiama amici
Come danzano nel cortile,
dolce sudore estivo
Alcune danze da ricordare,
alcune danze da dimenticare

Così ho chiamato il Capitano,
"Perfavore, mi porti del vino"
Lui disse,
"Non abbiamo quel tipo di vino dal 1969"
E ancora quelle voci chiamavano in lontananza,
Svegliarsi nel bel mezzo della notte
Solo per sentirli dire...

Benvenuto all'Hotel California
Davvero un bel posto
Davvero una bel volto
Loro vivono la vita all'Hotel California
Che bella sorpresa
Portate i vostri alibi

Specchi sul soffitto,
Lo champagne rosa nel ghiaggio
E lei disse "Siamo tutti solo dei prigionieri qui,
dei nostri stessi espedienti"
E nella camera del padrone,
Si sono riuniti per il banchetto
Lo hanno pugnalato con i loro coltelli di acciaio,
Ma non possono uccidere la bestia

L'ultima cosa che ricordo, ero
Di corsa verso la porta
Dovevo trovare un passaggio indietro
Per il posto dove ero prima
"Rilassati" disse l'uomo di notte,
"Siamo programmati per ricevere.
Puoi lasciare l'albergo quando vuoi,
Ma non potrai mai andartene!"

- - -

Cominciamo con il dire quali sono le interpretazioni più fantasiose che sono state date a questa canzone.
Alcuni hanno pensato che gli Eagles si riferissero al "Camarillo State Mental Hospital", in pratica il testo sarebbe un viaggio nella mente di un pazzo internato in manicomio.
Altri hanno semplicemente pensato che tutto il testo fosse la descrizione di un abuso di droga.
Essendo una canzone rock, non poteva mancare l'interpretazione satanista: negli anni '80 alcuni cristiani evangelisti hanno pensato che la canzone facesse riferimento al San Francisco Hotel, acquistato da Anton Lavey e trasformato in chiesa di satana.
Tutte queste interpretazioni sono sbagliate, la canzone parla degli eccessi e del materialismo nella società Statunitense. In una intervista al London Daily Mail del 9 Novembre 2007, Don Hanley ha dichiarato :

"Some of the wilder interpretation of that song have been amazing. It was really about the excesses of American culture and certain girls we knew. But it was also the uneasy balance between art and commerce"

"Alcune delle interpretazioni più selvagge della canzone sono state sorprendenti. Ma in realtà era sugli eccessi della cultura americana e alcune ragazze che conoscevamo. Era anche sul difficile equilibrio tra arte e commercio"

e pochi giorni dopo in un'altra intervista televisiva ha aggiunto:

"Its a song about the dark underbelly of the american dream, and about excess in America which was something we knew about."

"E' una canzone che parla del lato oscuro del sogno americano, e degli eccessi in America, di cui noi sapevamo qualcosa."

Infine nel 2013 nel documentario History of the Eagles, Hanley ha offerto un'altra interpretazione:

"It's a song about a journey from innocence to experience."

"E' una canzone che parla di un viaggio dall'innocenza all'esperienza."

Per una volta quindi, non ci sono dubbi sul significato di questa canzone, anche se su internet spesso appaiono nuove interpretazioni sul significato nascosto di Hotel California.
Anche se il significato è chiaro, ci sono dei passaggi che comunque meritano una spiegazione.
Tutta la prima parte è una introduzione che descrive l'arrivo all'Hotel. La frase "Warm smell of colitas, rising up through the air" ha creato qualche problema di intepretazione. "Colitas" in messicano è un soprannome della marijuana, così in molti hanno pensato che tutto il testo parlasse di un' allucinazioni causate dalla droga. In realtà la Colitas è una pianta che cresce nel deserto e fiorisce di notte, emanando un odore pungente. E' come se dicessimo "che buon profumo d'erba" e chi ci ascolta pensasse che stiamo parlando di droga. Con "erba" posso riferirmi alla marijuana, ma posso anche semplicemente parlare dell'erba...
"Her mind is Tiffany-twisted, she got the Mercedes bends", tutta la strofa si riferisce chiaramente alle "certe ragazze" di cui parlava Don Hanley. Mercedes Bends è un gioco di parole per dire che è una ragazza tutta curve, ma nel testo è difficile sentirlo e in molti pensano che si pari di una ragazza con una grossa macchina.
"So I called up the Captain, Please bring me my wine", secondo Don Henley la strofa è una critica "sociopolitica", sfortunatamente non si addentra in spiegazioni e quale che sia la metafora, io non l'ho capita.
"We are all just prisoners here, of our own device" è la frase che spiega meglio l'intero significato della canzone, degli eccessi e delle falistà di cui sono prigionieri gli americani di un certo ceto sociale.
"And in the master's chambers, They gathered for the feast / They stab it with their steely knives,
But they just can't kill the beast" è la frase che ha portato molti a credere che nella canzone ci fosse un significato satanista. In realtà è solo una metafora per dire che per quanto si cerchi di uscire dal mondo falso dei soldi si è sempre prigionieri. La frase "They stab it with their steely knives"è un omaggio ai loro rivali/amici del gruppo Steely Dan. Qualche tempo dopo, gli Steely Dan per ricambiare inserirono nella loro canzone Everything you did la frase "Turn up the Eagles, the neighbors are listening".

Questa canzone è talmente famosa che, dopo la sua pubblicazione, sono apparsi "Hotel California" in tutto il mondo. L'hotel che appare sulla copertina dell'album è il "Beverly Hills Hotel", conosciuto anche come Pink Palace, è famoso per essere frequentato dalle star della musica e del cinema.


domenica 22 giugno 2014

Digital


Digital – Joy Division, A factory sample, 1978.

La vigilia di Natale del 1978 usciva nei negozi di dischi inglesi l' EP “A factory sample”. Per chi non lo sapesse, l' EP era un formato più lungo di un singolo ma più corto di un normale LP (essendo la fine degli anni '70, si parla di vinili).
“A factory sample” era composto da due 45 giri su cui erano incisi brani di 4 band differenti, sul lato A del primo disco aprivano la raccolta i Joy Division con le canzoni “Digital” e “Glass”.

Se avete uno di questi, avete un piccolo tesoro di circa 200 euro


Di Digital voglio parlare, una delle ultime canzoni simil punk composte dai Joy Division prima che inventassero il suono dark per cui tutti li ricordano. Digital è anche l'ultima canzone suonata in pubblico dai Joy Division, il 2 maggio 1981 durante un concerto alla Birmingham University.
Come già accennato, Digital ha una sonorità non molto distante dal punk che caratterizza i Joy Division degli esordi, tuttavia il testo per quanto di difficile interpretazione è sicuramente Dark. Il titolo della canzone sembra che non sia legato direttamente al testo, ma che derivi dal fatto che fu registrata usando il “digital delay”, un effetto molto comune oggi ma all'epoca all'avanguardia.
Digital oltre ad essere nell'introvabile “A factory sample”, è stata inserita nelle raccolte “substance”, “Heart and soul” e “Still”.
La canzone è stata usata dalla BBC per presentare i mondiali di rugby del 2005, ed è stata inserita nel videogioco di calcio FIFA 2006.

TESTO ORIGINALE:

Digital

Feel it closing in,
Feel it closing in,
The fear of whom I call,
Every time I call,
I feel it closing in,
I feel it closing in,
Day in, day out,
Day in, day out,
Day in, day out,
Day in, day out,
Day in, day out,
Day in, day out.

I feel it closing in,
As patterns seem to form.
I feel it cold and warm.
The shadows start to fall.
I feel it closing in,
I feel it closing in,
Day in, day out,
Day in, day out,
Day in, day out,
Day in, day out,
Day in, day out.

I'd have the world around,
To see just whatever happens,
Stood by the door alone,
And then it's fade away.
I see you fade away.
Don't ever fade away.
I need you here today.
Don't ever fade away.
Don't ever fade away.
Don't ever fade away.
Don't ever fade away.
Fade away. Fade away.
Fade away. Fade away.
Fade away. Fade away.
Fade away.

- - -

 

TESTO TRADOTTO:

Digitale

Sento che si avvicina,
Sento che si avvicina,
La paura di chi chiamo,
Ogni volta che io chiamo,
Sento che si avvicina,
Sento che si avvicina,
Giorno dopo giorno,
Giorno dopo giorno,
Giorno dopo giorno,
Giorno dopo giorno,
Giorno dopo giorno,
Giorno dopo giorno.

Sento che si avvicina,
Come uno schema che sembra prendere forma.
Lo sento freddo e caldo.
Le ombre iniziano a cadere.
Sento che si avvicina,
Sento che si avvicina,
Giorno dopo giorno,
Giorno dopo giorno,
Giorno dopo giorno,
Giorno dopo giorno,
Giorno dopo giorno.

Vorrei il mondo intorno,
Solo per vedere tutto quel che accade,
Scaricato da solo davanti alla porta,
E allora è svanito.
Ti vedo svanire.
Non devi mai svanire.
Ho bisogno di te qui oggi.
Non devi mai svanire.
Non devi mai svanire.
Non devi mai svanire.
Non devi mai svanire.
Svanire. Svanire.
Svanire. Svanire.
Svanire. Svanire.
Svanire.

- - -

E' difficile dire di cosa parli con esattezza questa canzone. In molti legano il testo al malessere del cantante Ian Curtis, alla sua epilessia e al finale suicidio. Questa interpretazione però è probabilmente errata, quando la canzone fu scritta a Curtis non era ancora stata diagnosticata la malattia e in generale sembra che fosse in un buon stato d'animo.
Altri vedono nel testo la paranoia causata della ripetitività imposta dal mondo del lavoro. Si sa che all'epoca Curtis, ancora lontano dal successo, per vivere svolgeva vari lavori che non amava particolarmente. Questo renderebbe più plausibile tale interpretazione, nel ritornello “Day in, day out” si identificherebbe il tran tran quotidiano, sempre uguale e noioso.
Ma sono solo supposizioni, solo Ian sapeva in realtà a cosa si riferiva e non c'è modo di avere una interpretazione sicura.
Una nota alla traduzione: “Day in, day out” talvolta viene erroneamente tradotto con “un giorno si, un giorno no”. Per quanto a livello letterale forse può anche essere calzante, la frase è un modo di dire che in italiano significa “giorno dopo giorno”.


giovedì 5 giugno 2014

Lotus


Lotus – REM, Up, 1998

Alla fine degli anni novanta i REM erano alla ricerca di qualcosa di diverso dalle classiche sonorità che li avevano sempre caratterizzati. Complice di questa voglia di cambiamento furono diversi mutamenti che avevano interessato il gruppo in quel periodo: Lo storico batterista Bill Berry aveva lasciato la band che intanto aveva deciso di cambiare produttore.
Il risultato di questa voglia di cambiare fu il loro undicesimo lavoro, Up, uscito il 26 ottobre del 1998. 

Perché questa foto? continuate a leggere e capirete

Up è sicuramente l'album più sperimentale dei REM (e per una volta sperimentale non significa inascoltabile), la forte componente elettronica unita al suono comunque inconfondibile dei REM hanno creato un lavoro che è destinato a rimanere unico. Per quanto Up non raggiunse il successo di altri album dei REM (anche se ben inserita, l'elettronica aveva spiazzato molti vecchi fan), si piazzò comunque al terzo posto nelle classifica USA e al secondo il quella inglese.
I REM non proveranno mai a seguire la via intrapresa con UP, ed è un vero peccato, perché è uno dei dischi più belli di Stipe e compagni.
Lotus è stato il secondo singolo estratto da UP ed a mio avviso una delle più belle canzoni mai suonate dai REM.

TESTO ORIGINALE:

Lotus

I was hell
Sarcastic silver swell
That day it rained
Tough spun. Hard won. No
Ocean flower aquarium
Badlands. Give a hand
Honey dipt. Flim flam
Hey hey. Hey hey
That cat can walk like a big bad man

So happy to show us
I ate the lotus
Say haven't you noticed?
I ate the lotus

Storefront window, I reflect
Just last week I was merely heck
Tip the scale. I was hell
Picked me up, then I fell
Who's this stranger? Crowbar spine
Dot dot dot and I feel fine
Let it rain, rain, rain (rain)
Bring my happy back again

So happy to show us
I ate the lotus
Say haven't you noticed?
I ate the lotus
I ate the lotus

Let it rain, rain, rain (rain)
Save me from myself again
Wash away my ugly sins
Opposing thumb, dorsal fin
That monkey died for my grin
Bring my happy back again
Let it rain (rain), rain, rain (rain)
Bring my happy back again

So happy to show us
I ate the lotus
Say haven't you noticed?

I ate the lotus
I ate the lotus
I ate the lotus
I ate the lotus

- - -

TESTO TRADOTTO:

Loto

Ero un inferno
Onde d'argento sarcastico
Quel giorno pioveva
Visione sfocata. Difficile vincere. No
Ocean flower aquarium
Terre brulle. Dare una mano
Miele di DIPT, senza senso
Hey hey. Hey hey
Quel gatto può camminare come un grosso uomo cattivo

Così felici di mostrarci
Ho mangiato il loto
Dite che non l'avete notato?
Ho mangiato il loto

Vetrina del negozio, Io rifletto
Solo l'altra settimana Io ero un disastro
Propendere per. Ero un inferno
Mi ha raccolto, poi sono caduto
Chi è questo straniero? Spina dorsale a piede di porco
punto punto punto e mi sento bene
Lascia piovere, piovere, piovere (piovere)
Riporta indietro la mia felicità

Così felici di mostrarci
Ho mangiato il loto
Dite che non l'avete notato?
Ho mangiato il loto
Ho mangiato il loto

Lascia piovere, piovere, piovere (piovere)
Salvami nuovamente da me stesso
Lava via i miei orribili peccati
Pollice opponibile, pinna dorsale
Quella scimmia è morta per il mio sorriso
Riporta indietro la mia felicità
Lascia piovere (piovere), piovere, piovere
Riporta indietro la mia felicità

Così felici di mostrarci
Ho mangiato il loto
Dite che non l'avete notato?

Ho mangiato il loto
Ho mangiato il loto
Ho mangiato il loto
Ho mangiato il loto

- - -

Cominciamo l'analisi del testo con una piccola parentesi di letteratura classica. Nell'Odissea di Omero, Ulisse dopo nove giorni di tempesta approda con le sue navi presso l'isola dei mangiatori di loto. La popolazione dell'isola si ciba dell'unico alimento disponibile, il frutto del loto. Caratteristica di questo frutto è di cancellare la memoria di chi lo mangia, Ulisse è costretto a reimbarcare a forza i suoi uomini e a partire immediatamente. Se i suoi uomini avessero mangiato il frutto del loto, avrebbero dimenticato famiglia e patria e non avrebbero più voluto lasciare l'isola.
Tutto questo per dire che il loto della canzone si riferisce alla droga o più probabilmente, agli psicofarmaci.
I was hell / Sarcastic silver swell / That day it rained Tough spun. Hard won / No. L'inizio della prima strofa riferisce chiaramente un diffuso stato di malessere. “Tough spun” è un tipo di filtro fotografico che sfoca i contorni, non trovando un corrispettivo in italiano ho semplicemente messo “visione sfocata”.
Ocean flower aquarium, è il nome di un negozio di San Francisco davanti al quale il cantante dei REM passava tutti i giorni per andare allo studio di registrazione. In un'intervista sul web Stipe ha dichiarato che l'iniziale ispirazione per la canzone è arrivata da quel tragitto di routine.
Badlands. Give a hand / Honey dipt. Flim flam / Hey hey. Hey hey / That cat can walk like a big bad man. Per badlands generalmente si intendono luoghi aridi dove non cresce vegetazione. “Honey dipt” è stato un passo piuttosto difficile da interpretare, finchè non ho scoperto che DIPT è la sigla di “Diisopropyltryptamine”, una droga allucinogena e primo indizio di dove vuol andare a parare il testo. “flim flam” è un modo di dire che intende sia “cose senza senso, perdita di tempo”, ma anche “truffa, inganno”.
Per quanto riguarda la frase relativa al gatto, nelle canzoni dei REM spesso il gatto viene associato a qualcosa di malevolo. Stipe ha dichiarato di non avere niente contro i gatti (pur preferendo i cani), anche se è vero che nei suoi testi hanno sempre un significato negativo.
So happy to show us / I ate the lotus / Say haven't you noticed? I ate the lotus. Il ritornello è la chiave di lettura di tutto il testo. La necessità di mostrarsi sempre felici e pronti, porta a usare/abusare di droghe e psicofarmaci (rappresentati dal loto di Omerica memoria). “Say haven't you noticed?” è interessante, molti personaggi pubblici fanno uso di droghe e potenti psicofarmaci ma la maggior parte delle persone non se ne accorge. Un tempo quando si scopriva che un personaggio dello spettacolo o della politica faceva uso di droghe scoppiava uno scandalo. Adesso lo diamo praticamente per scontato, chi non si aspetta che dietro alla gente felice che vediamo in televisione non ci siano montagne di cocaina o altre sostanze del genere? Eppure, come dicono i REM, “non lo notiamo”. Ovviamente questo non è un bene.
La prima parte della seconda strofa è un altro elenco di disagi, la parte finale è interessante:
Dot dot dot and I feel fine / Let it rain, rain, rain (rain) / Bring my happy back again.
Dot dot dot...” è per ammissione dello stesso Stipe, una autocitazione dalla canzone “it's the end of the world as we know it”. Il riferimento alla pioggia ci riporta nuovamente a San Francisco, e la frase che chiude le strofa “Bring my happy back again” è l'inutile ricerca della felicità tramite la chimica delle medicine e delle droghe. Arriviamo così all'ultima strofa.
Let it rain, rain, rain / Save me from myself again / Wash away my ugly sins”, io interpreto questa frase come la ricerca della via d'uscita dal tunnel della dipendenza da sostanze stupefacenti.
Opposing thumb, dorsal fin / That monkey died for my grin”, questa frase è quella che mi fa credere che l'intera canzone si riferisca agli psicofarmaci più che alle droghe. “Quella scimmia è morta per il mio sorriso” è un chiarissimo riferimento alla sperimentazione animale che viene fatta nella ricerca medica, Stipe è sempre attento alle tematiche ambientali e trovare un riferimento alla vivisezione non deve stupire più di tanto. Potremmo aprire una lunga parentesi sull'effettivo valore della sperimentazione farmaceutica sugli animali ma ci porterebbe fuori strada.
Per chi si stesse chiedendo se la canzone è autobiografica, la risposta è no. Non c'è notizia di uso / abuso di psicofarmaci da parte di Michael Stipe o altri componenti dei REM (almeno non che io sappia). 

 

sabato 31 maggio 2014

Surfin' Bird


Surfin' bird - The Trashmen, Surfin' bird, 1963

I Trashmen (Spazzini) si formarono a Minneapolis nel Minnesota nel 1962 dall'unione di quattro ragazzi del liceo: Tony Anderson, Dan Winslow, Steve Wahrer e Bob Reed. Il nome del gruppo deriva dalla canzone “The trashmen blues” di Kai Ray. Fu Steve Wahrer a proporre il nome per il gruppo, suscitando le risate del resto della band. Ma la settimana dopo si presentò con la scritta “The Trashmen” sulla grancassa della batteria, decretando così il nome definitivo del gruppo.

The Trashmen. Al centro della foto Steve Wahrer.

I Trashmen, per loro ammissione, non si sono mai presi sul serio. Suonavano per il gusto di farlo, per racimolare i soldi della benzina e per le ragazze (anche se, ci tengono a precisare, su questo punto non avevano grande fortuna).
Suonavano prevalentemente nelle “ballroom” (sale da ballo) che all'epoca erano molto popolari. I ragazzi andavano a vedere i concerti per ballare, erano interessati anche a vedere i musicisti ed ascoltare la musica dal vivo, ma il ballo rimaneva la componente principale. Tony Anderson parlando di quei tempi ha detto:

That's what it was all about, dancing, having a Pepsi and sneaking a cigarette out in back”

Ecco di cosa si trattava, ballare, bere una Pepsi e fumare di nascosto una sigaretta sul retro”

In questa atmosfera da Happy Days, durante un concerto, è nata per caso 'Surfin' bird.
Surfin Bird è stato l'unico vero successo dei Trashmen, si classificò in quarta posizione nella U.S. Billboard Hot 100 del 1963. Negli anni la canzone è stata reinterpretata da molti musicisti, anche italiani, la cover più famose è quella che fecero i Ramones nel 1977 sul loro album Rocket to Russia. Surfin' bird è stata inserita anche in molte colonne sonore di film e telefilm, tanto che nel 2009 è tornata alla ribalta classificandosi alla cinquantesima posizione dei singoli più venduti negli Stati Uniti. Non male per una canzone del '63.

TESTO ORIGINALE:

Surfin' Bird

A-well-a, everybody's heard about the bird
Bird, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird, bird, bird, the bird is the word
A-well-a, bird, bird, bird, well, the bird is the word
A-well-a, bird, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird, bird, bird, well, the bird is the word
A-well-a, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird, bird, bird, well, the bird is the word
A-well-a, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, don't you know about the bird
Well, everybody knows that the bird is the word
A-well-a, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a

A-well-a, everybody's heard about the bird
Bird, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, don't you know about the bird
Well, everybody's talking about the bird
A-well-a, bird, bird, b-bird's the word
A-well-a, bird

Surfin' bird
Bbbbbbbbbbbbbbbbbb, aaah

Pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa
Pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow

Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Oom-oom-oom-oom-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-oom-oom-oom
Oom-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-a-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, ooma-mow-mow
Papa-oom-oom-oom-oom-ooma-mow-mow
Oom-oom-oom-oom-ooma-mow-mow
Ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, ooma-mow-mow
Well, don't you know about the bird
Well, everybody knows that the bird is the word
A-well-a, bird, bird, b-bird's the word

Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow...

- - -

TESTO TRADOTTO:

Uccello surf

Bene, tutti quanti hanno sentito dell'uccello
Uccello, uccello, uccello, uccello è la parola
Bene uccello, uccello, uccello, l'uccello è la parola
Bene uccello, uccello, uccello, bene,
l'uccello è la parola
Bene, uccello, uccello, uccello, uccello è la parola
Bene uccello, uccello, uccello, bene, l'uccello è la parola
Bene, uccello, uccello, uccello è la parola
Bene , uccello, uccello, uccello è la parola
Bene, uccello, uccello, uccello, bene,
l'uccello è la parola
bene, uccello, uccello, uccello è la parola
Bene, non sai dell'uccello
Bene, tutti sanno che la parola è l'uccello
Bene, uccello, uccello, uccello è la parola
Bene

Bene, tutti quanti hanno sentito dell'uccello
Uccello, uccello, uccello, uccello è la parola
Bene , uccello, uccello, uccello è la parola
Bene , uccello, uccello, uccello è la parola
Bene , uccello, uccello, uccello è la parola
Bene , uccello, uccello, uccello è la parola
Bene , uccello, uccello, uccello è la parola
Bene , uccello, uccello, uccello è la parola
Bene , uccello, uccello, uccello è la parola
Bene, non sai dell'uccello
Bene, tutti sanno che la parola è l'uccello
Bene, uccello, uccello, uccello è la parola
Bene, uccello

Ucello Surf
Bbbbbbbbbbbbbbbbbb, aaah

Pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa
Pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow

Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Oom-oom-oom-oom-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-oom-oom-oom
Oom-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-a-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, ooma-mow-mow
Papa-oom-oom-oom-oom-ooma-mow-mow
Oom-oom-oom-oom-ooma-mow-mow
Ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, ooma-mow-mow
Bene, non sai dell'uccello?
Bene, tutti sanno che la parola è l'uccello
Bene, uccello, uccello, uccello è la parola

Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow
Papa-ooma-mow-mow, papa-ooma-mow-mow...

- - -


Cercando su internet si trovano varie interpretazioni sul significato di questa canzone, ma la verità è che non c'è un significato vero e proprio. Durante un concerto al Chubs Ballroom, Steve Wahrer dice ai suoi amici di suonare e di cambiare accordo ad un suo segnale con la testa. Steve inizia a cantare un misto tra due canzoni dei Rivingtons, “the bird is the word” e “papa oom mow mow”, facendo strani versi al microfono. Il pubblico si scatena, piace così tanto che quella sera i Trashmen suoneranno 4 volte la appena nata Surfin' bird. Ad assistere al concerto c'era Bill Dhiel della WDGY Radio, che rimane impressionato dalla canzone e convince i ragazzi ad inciderela.
Dunque il significato è tutto qui, l'unione dei due testi dei Rivingtons. “The Bird” comunque non va' inteso come l'uccello animale, ma come un ballo molto famoso agli inizi degli anni '60. Volendo mettere in prosa il testo, si potrebbe riassumere con “Non hai mai sentito parlare del ballo dell'uccello? Tutti sanno del ballo dell'uccello!”.
Per chi fosse interessato, c'è una bella intervista a Tony Anderson disponibile al sito classicbands.com, che racconta dei Trashmen e dei tempi in cui suonavano.