lunedì 10 febbraio 2014

People are strange


People are strange - The Doors, strange days, 1967

Per un blog che si chiama "Music's over" prima o poi deve arrivare il momento di parlare dei Doors. Difficile scrivere di un gruppo come i Doors, ogni cosa che poteva esser detta su di loro è già stata detta e ci sono in rete moltissimi siti dedicati esclusivamente a loro... Quindi mi limiterò a fare un veloce riassunto della loro carriera.
I Doors si formarono nel 1965 a Los Angeles, la band era formata da Jim Morrison alla voce, Ray Manzarek alla tastiera, John Desnmore alla batterie e Robby Krieger alla chitarra. Il nome del gruppo deriva dal libro "The doors of perception" di William Blake, un libro che come suggerisce il titolo, parla di esperienze con le droghe. 35 milioni di dischi venduti solo negli stati uniti, altri 100 milioni nel resto del mondo, non c'è bisgno di aggiungere altro per sottolineare il successo che ebbero e tutt'ora hanno i Doors. Il tre luglio del 1971 Jim Morrison viene trovato morto nel suo appartamento a Parigi, le circostanze del decesso rimangono tutt'ora poco chiare. Sulla sua morte si sono fatte le ipotesi più fantasiose, compreso un complotto della CIA e che abbia finto la sua morte. Belle storie, ma la verità è molto più semplice: anche se non si sanno i dettagli, a stroncare la vita di Jim Morrison fu un'overdose. Come Jimi Hendrix, Janis Joplin e molti altri anche Jim Morrison aveva 27 anni quando morì. Il gruppo sopravvisse per altri 2 anni dopo la morte del cantante, alla fine decisero di sciogliersi e di tentare carriere soliste, senza Jim Morrison i Doors non era più la stessa cosa.
People are Strange, che in italiano significa "la gente è strana", venne pubblicata come singolo nel settembre del 1967 estratta dal secondo album della band "strange days".

La copertina di "Strange days" dove in effetti la genta un po' strana è...


Il singolo si piazzò al dodicesimo posto della top 100 Statunitense e si piazzò al decimo posto tra i singoli più venduti. La canzone fu scritta da Jim Morrison e Robby Krieger, anche se nei riconoscimenti è citata l'intera band. Il testo tratta di emarginazione e solitudine, non di droga come talvolta viene erroneamente creduto. Anche se i Doors facevano largo uso di droga e spesso ne parlassero, non significa che ogni singola canzone dovesse trattare quell'argomento!

TESTO ORIGINALE:

People are strange

People are strange when you're a stranger
Faces look ugly when you're alone
Women seem wicked when you're unwanted
Streets are uneven when you're down

When you're strange
Faces come out of the rain
When you're strange
No one remembers your name
When you're strange
When you're strange
When you're strange

People are strange when you're a stranger
Faces look ugly when you're alone
Women seem wicked when you're unwanted
Streets are uneven when you're down

When you're strange
Faces come out of the rain
When you're strange
No one remembers your name
When you're strange
When you're strange
When you're strange

When you're strange
Faces come out of the rain
When you're strange
No one remembers your name
When you're strange
When you're strange
When you're strange

- - -

TESTO TRADOTTO:

La gente è strana


La gente è strana quando sei straniero
I volti sembrano brutti quando sei da solo
Le donne sembrano malvage quando sei indesiderato
Le strade sono diverse quando sei giù

Quando sei strano
Le facce vengono fuori dalla pioggia
Quando sei strano
Nessuno ricorda il tuo nome
Quando sei strano
Quando sei strano
Quando sei strano

La gente è strana quando sei straniero
I volti sembrano brutti quando sei da solo
Le donne sembrano malvage quando sei indesiderato
Le strade sono diverse quando sei giù

Quando sei strano
Le facce vengono fuori dalla pioggia
Quando sei strano
Nessuno ricorda il tuo nome
Quando sei strano
Quando sei strano
Quando sei strano

Quando sei strano
Le facce vengono fuori dalla pioggia
Quando sei strano
Nessuno ricorda il tuo nome
Quando sei strano
Quando sei strano
Quando sei strano

- - -

"La gente è strana quando sei straniero" è la frase di apertura di questa canzone. Ad una prima lettura può semplicemente sembrare un testo che parla di quanto è difficile cominciare una vita quando si è lontani da casa, in un posto che non è il nostro. Ma in realtà il significato è un po' più profondo. In generale ci si riferisce alla sensazione di isolamento che sempre più persone sperimentano nonostante vivano in metropoli affollatissime. L'essere straniero non è riferito ad una locazione geografica, piuttosto ad una condizione sociale. Gli americani hanno il termine "outsider" per identificare coloro che vivono al di fuori della società, tradotto alla lettera significa "colui che sta fuori", in altre parole uno straniero. E' la condizione in cui vivono costantemente alcuni gruppi sociali (ad esempio gli omosessuali), ma non è necessario appartenere ad uno di essi per sentirsi stranieri. Un punk ad un concerto pop, un comunista a Washinton DC, un mussulmano a San Pietro, arriva per tutti un momento in cui ci si sente stranieri. Talvolta basta essere ad una festa dove non si conosce nessuno e non ci si sente a proprio agio, ed ecco che "Women seem wicked" e "No one remembers your name".
La strofa "Streets are uneven when you're down" aggiunge un altro livello di lettura, la depressione. Quando si è tristi e ancor di più se si è depressi, il discorso fatto sopra vale indipendentemente da dove ci si trova e con quale compagnia. In questo caso si è stranieri sempre, tutto appare scuro e le persone lontane e cattive.
La canzone venne scritta dopo una passeggiata a Laurel Canyon, un quartiere nei dintorni di Hollywood, fatta da Robby Krieger assieme ad un depresso Jim Morrison. Stando a quanti dichiara il batterista della band John Desmond, questa canzone è una manifestazione della vulnerabilità di Jim Morrison.
Dunque è la depressione e la tristezza a far apparire tutto strano e brutto, ma non è detto che le cose siano esattamente così. Leggendo il testo si trova "Faces look ugly" e "Woman seem wicked", non "faces ARE ugly, Woman ARE wicked", la gente SEMBRA cattiva ma non è detto che lo sia.
Quindi quando si è giù di morale, ricordiamo che probabilmente le cose sono migliori di quanto crediamo.



sabato 8 febbraio 2014

Havana affair


Havana affair – Ramones, Ramones, 1975

Ci sono vari motivi che mi portano a scrivere della canzone dei Ramones "Havana Affair", dico subito che il principale è che adoro questa canzone. E' una canzone veloce, ironica e divertente sia da ascoltare che da suonare. E' stata una delle prime cose che ho imparato a fare alla chitarra, anche per questo la amo così tanto. Detto questo e dichiarata la mia totale mancanza di obiettività, continuo dicendo che "Havana Affair" fu pubblicata come singolo assieme alla canzone simbolo dei Ramones "Blitzkrieg Bop" nel novembre del 1975. Fu inclusa poi nell'album di debutto della Band dal nome, appunto, "Ramones" uscito l'anno successivo.

Se avete uno di questi, vi invidio molto.

 Havana Affair presenta due interessanti caratteristiche: dal punto di vista del suono è il primo tentativo del chitarrista Johnny Ramone di usare lo "sliding barre", cioè di scivolare da un accordo all'altro senza staccare le dita dalle corde. Questa tecnica poi verrà usata da Johnny nella canzone "commando" in maniera molto più estesa. Dal punto di vista del testo, è una delle poche canzoni politicamente impegnate nella sterminata produzione dei Ramones.
Havana affair è una critica alla politica estera degli Stati Uniti, in particolare si riferisce a Cuba e al tentativo americano di invadere Cuba fallito del 1961 meglio noto come "Baia dei porci".

TESTO ORIGINALE:

Havana affair

PT boat on the way to Havana
I used to make a living, man
Pickin' the banana
Now I'm a guide for the CIA
Hooray! For the USA

Baby baby make me loco
Baby baby make me mambo

Sent to spy on a Cuban talent show
First stop - Havana go go!
I used to make a living, man
Pickin' the banana
Hooray! For Havana

Baby baby make me loco
Baby baby make me mambo

- - -

TESTO TRADOTTO:

Affari all' Avana

PT boat per la via dell' Havana
Era così che mi guadagnavo da vivere, uomo
Raccogliendo banane
Adesso sono una guida per la CIA
Evviva! Per gli USA

Baby Baby rendimi pazzo
Baby baby rendimi mambo

Mandato a spiare in un talent show cubano
Prima fermata, Havana a go go!
Era così che mi guadagnavo da vivere, uomo
Raccogliendo banane
Evviva! Per l' Havana

Baby baby rendimi pazzo
Baby baby rendimi mambo

- - -

Il testo si potrebbe riassumere con un contadino cubano, probabilmente un esule scappato negli Stati Uniti, che contattato dalla CIA accetta di diventare una spia.
Nella prima strofa il contadino arriva su un PT boat, un grosso motoscafo armato spesso usato dalla CIA per le sue operazioni.
"I used to make a living, man. Pickin' the banana" è la strofa che tutti si ricordano di questa canzone, perchè cantata dalla voce di Joey Ramone risulta buffa. In questa strofa però, oltre al precedente lavoro della spia, c'è dell'altro. E' un riferimento alla "United Fruit Company", meglio conosciuta in Italia come "Chiquita" la banana dal bollino blu. Vale la pena di spendere qualche parola al riguardo, perchè quando uno si compra una banana dal bollino blu non pensa certo che l'azienda produttrice abbia :

pagato 700.000 dollari ad un gruppo di guerriglieri di estrema destra in Colombia

e

Aver governato per decenni il Guatemala, conosciuto non a caso negli anni '50 come "repubblica delle banane", tramite dittatori super corrotti.

e

Alla fine degli anni '50 aver rovesciato assieme alla CIA il governo del Guatemala democraticamente eletto, per non perdere denaro e continuare a sfruttare i lavoratori.

Insomma, Chiquita 10 e lode. Chiudiamo la parentesi storico-corporativa e torniamo alla canzone.
"Baby baby make me loco, baby baby make me mambo" sono una chiara dichiarazione di intenti della neo assunta spia cubana, deciso a spendere il denaro dello zio Sam nel modo più divertente possibile. "Sent to spy on a cuban talent show, first stop – Havana go go!" è la missione della spia, andare all'Avana ad assistere ad un importante evento, probabilmente dove saranno presenti importanti personaggi politici. Arrivato all'Avana cosa farà la spia che si guadagnava da vivere raccogliendo banane?
La risposta è "Hooray! For Havana", ovvero la bella vita nella capitale a spese degli Stati Uniti infischiandosene della missione, delle spie e della politica.

Il video che vi propongo non è la più lenta versione da studio, ma è un live del 1977 che potete trovare nell'album "It's Alive".


mercoledì 22 gennaio 2014

Mother's little helper



Mother's little helper – Rolling stones, Aftermath, 1966

"Mother's little helper" è la traccia di apertura del quarto album dei Rollong Stones, "Aftermath". Uscito nell'aprile del 1966, "Aftermath" è considerato un album di svolta per la band. Le quattordici traccie del disco sono scritte e composte dal duo Mick Jagger/Keith Richards. Brian Jones (che per chi non lo sapesse era l'originario leader del gruppo) inserisce nelle varie tracce strumenti non proprio usuali per una banda rock: sitar, marimba, armoica e koto. In "Mother'a little helper" il caratteristico rif è suonato con... non si sa. Alcune fonti riferiscono con il sitar, altri con una chitarra a 12 corde. Personalmente credo sia una chitarra, come nelle esibizioni dal vivo.

Come vorrei avere questo disco.

Dubbi strumentali apparte, il risultato è un album che è un classico, che riuscì ad arrivare al primo posto della classifica inglese del '66.
"Mother's little helper" è stata registrata a Los Angeles tra il 3 e l'8 dicembre del 1965. La canzone tratta dell'uso/abuso delle droghe legali, comunemente chiamate "tranquillanti", da parte di quelle che noi chiameremmo "madri di famiglia". L'argomento che era di estrema attualità nel 1965 non ha perso affatto importanza nel presente. L'idea che si faceva largo nel '66 che ad ogni problema esistesse una medicina, non si è affatto persa e l'abuso di farmaci è una cosa talmente diffusa da non far più notizia. Se gli psichiatri continuano a ripetere che "essere tristi non è essere malati" ci sarà un motivo. La protagonista di questa canzone è proprio una persona forse triste ma certamente non malata, che pensa di risolvere i suoi problemi con una piccola pillola gialla:

TESTO ORIGINALE:

Mother's little helper

What a drag it is getting old
"Kids are different today,"
I hear ev'ry mother say
Mother needs something today to calm her down
And though she's not really ill
There's a little yellow pill
She goes running for the shelter of a mother's little helper
And it helps her on her way, gets her through her busy day

"Things are different today,"
I hear ev'ry mother say
Cooking fresh food for a husband's just a drag
So she buys an instant cake and she burns her frozen steak
And goes running for the shelter of a mother's little helper
And two help her on her way, get her through her busy day

Doctor please, some more of these
Outside the door, she took four more
What a drag it is getting old

"Men just aren't the same today"
I hear ev'ry mother say
They just don't appreciate that you get tired
They're so hard to satisfy, You can tranquilize your mind
So go running for the shelter of a mother's little helper
And four help you through the night, help to minimize your plight

Doctor please, some more of these
Outside the door, she took four more
What a drag it is getting old

"Life's just much too hard today,"
I hear ev'ry mother say
The pusuit of happiness just seems a bore
And if you take more of those, you will get an overdose
No more running for the shelter of a mother's little helper
They just helped you on your way, through your busy dying day

- - -

TESTO TRADOTTO:

Piccolo aiutante di mamma


Che palle invecchiare
"I bambini sono diversi oggi,"
Sento tutte le madri dire
Mamma ha bisogno di qualcosa per calmarsi
E anche se lei non è veramente malata
C'è una piccola pillola gialla
Lai va di corsa a rifugiarsi dal piccolo aiutante di mamma
E la aiuta a modo suo, accompagnandola attraverso la sua giornata impegnata

"Le cose sono diverse oggi,"
Sento tutte le madri dire
Cucinare cibo fresco per il marito è una seccatura
Così lei compra una torta istantanea e brucia la sua bistecca congelata
E corre a rifugiarsi dal piccolo aiutante di mamma
E due aiuti sono pe la via, accompagnandola attraverso la sua giornata impegnata

Dottore per favore, un po' di questi
Fuori dalla porta, lei ne ha prese altre quattro
Che palle invecchiare

"Gli uomini non sono gli stessi oggi"
Lo sento dire da tutte le madri
Loro solo non apprezzano che tu ti stanchi
Loro sono così difficili da soddisfare, Tu puoi tranquillizzare la tua mente
Allora corri a rifugiarti dal piccolo aiutante di mamma
E quattro aiuti per la tua notte, aiutano a minimizzare la tua difficile situazione

Dottore per favore, un po' di questi
fuori dalla porta, lei he ha prese altre quattro
che palle invecchiare

"La vita è semplicemente troppo difficile oggi,"
Lo sento dire da tutte le madri
La ricerca della felicità sembra solo una seccatura
E se ne prendi delle altre, otterrai un ovedose
Niente più corse per rifugiarsi dal piccolo aiutante di mamma
Ti hanno appena aiutato a modo tuo, attraverso il tuo impegnato giorno morente

- - -


L'inizio della canzone, "What a drag is getting old" ci dice subito lo stato d'animo della protagonista del testo: una donna, probabilmente di mezza età, madre e moglie che sente gli anni passare. Stressata dal suo ruolo di madre (Kids are different today) ma comunque sana (She's not really ill) comincia a prendere i tranquillanti per calmarsi un po'.
Dall'iniziale pillola per calmarsi un po', la protagonista continua a prendere tranquillanti usando ogni cosa come scusa. Dalla noia di cucinare la cena, al marito che non la apprezza fino a non avere più neanche bisogno di un pretesto (Life's just much too hard today).
Nel ritornello sentiamo la protagonista chiedere al dottore di segnarle le pillole di cui continua ad abusare.
L'ultima strofa è un monito per tutti: "Se ne prendi altre otterrai un overdose" e quindi la morte.
In Italia l'abuso di psicofarmaci è un problema grave, se nella canzone la protagonista era una donna di mezza età in Italia i protagonisti sono i giovani e i bambini.
In Europa, siamo al quinto posto per utilizzo di psicofarmaci tra i giovani (15 – 16 anni) e negli ultimi anni c'è stata un'impennata pazzesca (stimato unaumento del 280% negli ultimi 5 anni) delle prescrizioni di psicofarmaci nei bambini.
Pillole per l'umore, tranquillanti, psicofarmaci, antidolorifici e simili hanno degli effetti collaterali devastanti, non molto dissimili dagli effetti delle "droghe pesanti" per le quali si va in galera.

Ovviemante nessuno ne parla. Forse dovremmo chiedere ai Rolling Stones di comporci una nuova canzone sull'argomento...

lunedì 13 gennaio 2014

She talks to rainbows


She talks to rainbows – Ramones, ¡Adios Amigos!, 1995

Adios Amigos è il quattordicesimo ed ultimo album in studio dei Ramones. Era il 1995 quando uscì, il titolo dell'album era abbastanza chiaro sul futuro della band. L'avventura cominciata nel 1974 era giunta al termine ed infatti l'anno successivo i Ramones si divisero per non riunirsi mai più.
Dalle 13 traccie dell'album ho scelto una canzone d'amore : “She talks to rainbows”. 

Adios Ramones...
E' inusuale per me scegliere proprio una canzone d'amore, generalmente non mi piacciono perché tendono ad essere un po' tutte uguali. In questo caso però la scelta è ben giustificata, la penultima traccia dell'album infatti è molto particolare sia per la melodia che per il testo.
A livello sonoro è una canzone anomala per essere dei Ramones, non ha il ritmo veloce che da sempre caratterizza le loro canzoni.
La batteria è rallentata, la voce di Joey è profonda e pacata, la chitarra non è veloce e tirata. Generalmente le canzoni dei Ramones sono allegre, questa ha un incedere lento e malinconico che si sposa perfettamente con il testo:

TESTO ORIGINALE:

She talks to rainbows

She's a little lost girl in her own little world
She looks so happy but she seems so sad
Ah ah oh yea oh oh oh yea
She's a little lost girl in her own little world
I'd like to help her I'd like to try
Ah ah oh yea oh oh oh yea

She talks to birds she talks to angels
She talks to trees she talks to bees
She don't talk to me
Talks to the rainbows and to the seas
She talks to the trees
She don't talk to me
Don't talk to me

You know she drives me outta my mind
You know she drives me outta my head

She talks to birds
She's a little lost girl in her own little world
She looks so happy but she seems so sad
Ah ah oh yea oh oh oh yea
She's a little lost girl in her own little world
I'd like to help her I'd like to try
Ah ah oh yea oh oh oh yea

She talks to birds she talks to angels
She talks to trees she talks to bees
She don't talk to me
Talks to the rainbows and to the seas
She talks to trees
She don't talk to me
Don't talk to me
She don't talk to me
Don't talk to me
She don't talk to me
Don't talk to me
She don't talk to me
Don't talk to me 


- - -

TESTO TRADOTTO:
 
Lei parla agli arcobaleni

Lei è una piccola ragazza persa nel suo piccolo mondo
Lei appare così felice ma sembra così triste
Ah ah oh yea oh oh oh yea
Lei è una piccola ragazza persa nel suo piccolo mondo
Vorrei aiutarla mi piacerebbe provare
ah ah oh yea oh oh oh yea

Lei parla agli uccelli lei parla agli angeli
lei parla agli alberi lei parla alle api
Lei non parla con me
Parla con gli arcobaleni e i mari
Lei parla agli alberi
Lei non parla con me
Non parla con me

Sai lei mi manda fuori di mente
Sai lei mi manda fuori di testa

Lai parla agli uccelli
Lei è una piccola ragazza persa nel suo piccolo mondo
Lei appare così felice ma sembra così triste
Ah ah oh yea oh oh oh yea
Lei è una piccola ragazza persa nel suo piccolo mondo
Vorrei aiutarla mi piacerebbe provare
ah ah oh yea oh oh oh yea

Lei parla agli uccelli lei parla agli angeli
lei parla agli alberi lei parla alle api
Lei non parla con me
Parla con gli arcobaleni e i mari
Lei parla agli alberi
Lei non parla con me
Non parla con me
Lei non parla con me
Non parla con me
Lei non parla con me
Non parla con me
Lei non parla con me
Non parla con me

- - -

Una ragazza che vive nel suo mondo, che sembra felice ma con uno sguardo malinconico. Una ragazza splendida che vorremmo aiutare ma che semplicemente "non parla con noi".
Perchè non parla con noi? Perchè noi non siamo angeli, alberi, api o arcobaleni, siamo esseri umani. Apparteniamo alla realtà e questa ragazza non è di questo mondo, ha un mondo tutto suo fatto di alberi, api, angeli e arcobaleni ed è questo che la rende così meravigliosa. Ciò che la rende così speciale e che ci manda "outta my mind" è la stessa cosa che ci separa e che non ci permette di avvicinarla.
In questa contraddizione sta la genialità di questa malinconica canzone, che pur non pronunciando mai la parola "Love" resta pur sempre a pieno titolo una canzone d'amore. Del resto l'amore è sempre circondato da contraddizioni, Joey è riuscito in questo a costruire un testo non banale nel quale è facile immedesimarsi.

Ascoltando questa canzone e la seguente dell'album, "born to die in Berlin", ho sempre avuto l'impressione che i Ramones abbiano mostrato quello in cui potevano evolversi se non si fossero fermati. Una canzone d'amore dall'incedere malinconico seguita da una canzone dall'andamento arrabbiato/disperato, così diverse dall'abituale "one-two-three-four" sia come testi che come suono.
Ma è solo una mia personalissima opinione.


 

mercoledì 25 dicembre 2013

Man next door

Man next door – Massive attack, Mezzanine, 1998

Comprai l'album “Mezzanine” dopo aver ascoltato la meno nota “Risingson” dalle atmosfere decisamente più cupe, fu uno dei rari casi dove sul volto si dipinge un sorriso soddisfatto figlio della consapevolezza di aver speso bene i propri denari. Con l'orgoglio di un investitore di wall street che ha appena concluso un buon affare, trovai in Mezzanine un album perfetto dove ogni canzone ha un suo perché ed un suo fascino.
“Man next door” mi conquistò, sarà stata la ritmica che trovato “strana”, il suono della voce di Andy Horace, il fatto che non capivo una parola del testo... comunque sia, divenne la mia prediletta.
Poi si cresce e ci si chiede il perché delle cose, vediamo un po' meglio di cosa si tratta.

Lo scarafaggione sulla copertina di Mezzanine... perchè?


Anzitutto all'epoca non sapevo che “Man next door” è una cover e non un brano originale dei Massive Attack. Probabilmente sul CD da qualche parte ci sarà stato anche scritto, ma chi legge le minuscole note sui libretti dei CD ?
La versione originale risale al 1968 incisa da John Holt e i suoi “The Paragons”, ed è una canzone raggae. La versione dei Massive Attack non stravolge l'andamento generale della canzone originale, anche se la componente raggae scompare completamente. E' piuttosto raro che si riesca a mantenere una melodia che ricorda l'originale pur avendo completamente eliminato quello che era uno dei cardini della versione del 68, la chitarra in levare tipica del raggae. Inoltre la versione dei Massive si allinea all'atmosfera “oscureggiante” dell'album, inserendo campionature e dilatando i tempi. La “Man next door” dei Massive dura quasi 6 minuti contro i 2 scarsi dei Paragons.
Il buon Holt e i suoi Paragoni dovevano vivere in un quartiere davvero terribile a giudicare dal testo della canzone:

TESTO ORIGINALE:

Man Next Door

There is a man that live next door
In my neighborhood
In my neighborhood
And he gets me down...

He gets in so late at night
Always a fuss and fight
Always a fuss and fight
All through the night

I've got to get away from here
This is not a place for me to stay
I've got to take my family
We'll find a quiet place

Hear the pots and pans they fall
Bang against my wall
Bang against my wall
No rest at all

He gets in so late at night
Always a fuss and fight
Always a fuss and fight
All through the night

I've got to get away from here
This is not a place for me to stay
I've got to take my family
We'll find a quiet place

- - -

TESTO TRADOTTO:

L'uomo della porta accanto


C'è un uomo che vive alla porta accanto
Nel mio quartiere
Nel mio quartiere
E mi fa sentire giù...

Rientra così tardi la notte
Sempre confusione e rissa
Sempre confusione e rissa
Per tutta la notte

Devo andarmene via da qui
Questo non è posto per me
Devo prendere la mia famiglia
Troveremo un posto tranquillo

Senti le pentole che cadono
Sbattono contro il mio muro
Sbattono contro il mio muro
Non c'è mai pace

Rientra così tardi la notte
Sempre confusione e rissa
Sempre confusione e rissa
Per tutta la notte

Devo andarmene via da qui
Questo non è posto per me
Devo prendere la mia famiglia
Troveremo un posto tranquillo

- - -

Chi ha avuto modo di avere dei vicini tanto turbolenti non farà fatica ad immedesimarsi nel protagonista della canzone che medita di cambiare casa. Io ho avuto il “piacere” di vivere una situazione simile, ma sfortunatamente non ho scritto una canzone tanto bella in riguardo. Possibile che anche i grandi musicisti abbiano problemi così terreni come quello di un vicino terribile?

domenica 15 dicembre 2013

London calling


London calling - The Clash, London calling, 1979

28 marzo del 1979, ore 4.00, centrale nucleare di Three Mile Island in Pennsylvania USA.
La centrale opera ad un regime del 97% quando qualcosa non funzione nel circuito di raffreddamento secondario del reattore. Strumentazione inadeguata e scarsa competenza del personale portarono a quello che fino ad oggi è considerato il peggiore incidente nucleare nella storia dell'energia nuclare commerciale. Il nocciolo del reattore arrivò ad una parziale fusione, tutt'oggi il reattore è chiuso e in stato di monitoraggio in attesa dello smantellamento (perchè è bene che si sappia, nessono finora ha mai smantellato una centrale nucleare e nessuno ha un'idea precisa di come si possa fare).
Da quel terribile incidente nacque la canzone "London calling" scritta da degli spaventati e sconcertati Clash.

Il punk va ascoltato così: vecchio, smagnetizzato e analogico!

Joe Strummer, leader della band, in merito "all' errore nucleare" che portò alla nascita della canzone ebbe a dire :

"We felt that we were struggling about to slip down a slope or something, grasping with our fingernails. And there was no one there to help us."

"Ci sentivamo come se stessimo per scivolare giù per un pendio o qualcosa di simile, grattando con le nostre unghie (per non cadere). E non ci fosse nessuno lì ad aiutarci"

"London calling" però non è solo paura per il nucleare, è un insieme dei timori dei Clash. Nella canzone sono inseriti anche riferimenti alla brutalità della polizia, al disagio sociale, alle droghe ed infine alla precaria situazione della band in quel periodo.
I Clash non avevano più un manager, erano fortemente indebitati e l'ondata punk ormai era alla fine. Per fortuna i Clash poi hanno superato quel momento difficile, anche grazie a questa canzone che riuscì a rimanere nelle classifiche inglesi per 15 settimane. Fu anche la prima canzone dei Clash ad entrare nelle classifiche straniere, rimase la canzone di maggior successo fino a "Shoul I stay or Should i go" composta dieci anni dopo. In parte la popolarità di questa canzone è dovuta anche al videoclip, girato su una chiatta in una piovosa sera lungo il Tamigi.

TESTO ORIGINALE:

London calling

London calling to the faraway towns
Now war is declared, and battle come down
London calling to the underworld
Come out of the cupboard,
you boys and girls
London calling, now don't look to us

Phoney Beatlemania has bitten the dust
London calling, see we ain't got no swing
'Cept for the ring of that truncheon thing

The ice age is coming, the sun's zooming in
Meltdown expected, the wheat is growing thin
Engines stop running, but I have no fear
'Cause London is drowning, and I live by the river

London calling to the imitation zone
Forget it, brother, you can go it alone
London calling to the zombies of death
Quit holding out, and draw another breath
London calling, and I don't wanna shout
But while we were talking, I saw you nodding out
London calling, see we ain't got no high
Except for that one with the yellowy eyes

The ice age is coming, the sun's zooming in
Engines stop running, the wheat is growing thin
A nuclear error, but I have no fear
'Cause London is drowning, and I live by the river

Now get this

London calling, yes, I was there, too
An' you know what they said?
Well, some of it was true!
London calling at the top of the dial
After all this, won't you give me a smile?
London calling

I never felt so much alike alike alike alike

- - -

TESTO TRADOTTO:

Londra chiama

Londra chiama le città lontane
Adesso la guerra è dichiarata, la battaglia in arrivo
Londra chiama l'oltretomba
Venite fuori dall'armadio,
ragazzi e ragazze
Londra chiama, adesso non guardate noi
La falsa Beatlemania ha mangiato la polvere
Londra chiama, vedi noi non abbiamo oscillazioni
Eccetto che per l'anello del manganello

L'era glaciale sta arrivando, il sole sta ingrandendo
La fusione è prevista, il grano cresce magro
Motori smettono di girare, ma io non ho paura
Perchè Londra sta affondando, ed io vivo sulla riva del fiume

Londra chiama alla zona d'imitazione
Lascia perdere, fratello, puoi andare da solo
Londra chiama gli zombie della morte
Molla la presa, e prendi un altro respiro
Londra chiama, ed io non voglio urlare
Ma mentre stavamo parlando, ti ho visto fare un cenno fuori
Londra chiama, vedi non siamo andati troppo in alto
Eccetto quello con gli occhi giallastri

L'era glaciale sta arrivando, il sole sta ingrandendo
Motori smettono di girare, il grano cresce magro
Un errore nucleare, ma io non ho paura
Perchè Londra sta affondando, ed io vivo sulla riva del fiume

Ora prendete questo

Londra chiama, si, ero li, anche io
E lo sai cosa hanno detto?
Bene, che in parte era vero !
Londra chiama dalla cima del quadrante
Dopo tutto questo, non vuoi farmi un sorriso?
Londra chiama

Non mi sono mai sentito così così così così

- - -

Ed ora un'occhiata al testo:
Il ripetuto "London calling" fa riferimento alla frase "This is London calling..." che usava l'emittente radio BBC durante la seconda guerra mondiale, quando trasmetteva verso i paesi occupati.
"Now war is declared, and battle come down" sembrerebbe far riferimento ad un'eventuale guerra nucleare, dopotutto in quegli anni non era poi così improbabile.
"Phoney Beatlemania has bitten the dust" è un riferimento alla fine dell'ondata punk degli anni '70.
" 'Cept for the ring of that truncheon thing" è una frase nella quale i Clash esprimono la loro preoccupazione per la brutalità della polizia, "ring of that truncheon thing" altro non è che il manganello che all'epoca era dotazione standard per le forze dell'ordine inglesi.
"The ice age is coming, the sun's zooming in Meltdown expected, the wheat is growing thin Engines stop running" sono tutti riferimenti alle conseguenze di una catastrofe nucleare. "Engines stop running" potrebbe riallacciarsi all'iniziale frase sulla guerra dichiarata, in caso di un'esplosione nucleare l'onda elettromagnetica "friggerebbe" tutti i componenti elettronici di un motore facendolo fermare. Ma è anche probabile che si continui a far riferimento alla crisi di Three Mile Island, senza l'energia prodotta dalla centrale i motori si fermano. Quale sia la spiegazione più veritiera solo i Clash lo sanno.
" 'Cause London is drowning, and I live by the river" è una delle ennesime paure di Strummer: che il Tamigi rompa gli argini e sommerga buona parte del centro di Londra. Oggi per evitare questa eventualità esiste la Thames Barrier, segno che le paure di Strummer non erano del tutto infondate.
Il testo segue con frasi di paura e paranoia da disastro nucleare, fino a "Except for that one with the yellowy eyes". Questa frase sugli occhi gialli è un riferimento all'abuso di alcolici.
L'ultima frase su cui soffermarsi è "London calling, yes, I was there, too An' you know what they said? Well, some of it was true!". Questa frase è la più personale della canzone, riassume un po' il sentimento dal quale è nata. Si potrebbe leggere come "Ho un sacco di paure e sai Londra cos'ha detto? Che buona parte di queste sono fondate!". Da questa amara presa di coscienza arriva la frase finale : "I never felt so much alike alike alike alike".

Chiudo questa piccola recensione con qualche parola sull'energia nucleare. Il nucleare non è affatto "pulito e sicuro", in realtà è sporchissimo e pericolosissimo. In Italia abbiamo avuto (stranamente) il buon senso di non costruire centrali nucleari. Tramite 2 referendum popolari siamo riusciti a rimanere "denuclearizzati" (almeno fino ad un certo punto, perchè anche se non se ne parla molto ci sono reattori nucleari in Italia. Piccoli, militari, ma ci sono). E' questione di tempo prima che i politicanti di turno non tornino a favoleggiare di un "nucleare italiano". Quando questo accadrà, fermiamoci un attimo ad ascoltare i Clash e poi vediamo di dire "NO" ancora una volta. Perchè se il nucleare è già dannatamente pericoloso un eventuale "nucleare italiano", visto come vanno le cose qui da noi, è assicurazione di catastrofe.

When the Man comes around


When the Man comes around – Johnny Cash, American IV: The Man comes around, 2002

Questa volta abbiamo una canzone che parla della fine del mondo, dell'Armageddon così come lo vedono i cristiani... o meglio come lo vedeva Johnny Cash. Nonostante la sua vita travagliata il signor Cash era molto religioso, non tanto da essere bigotto ma sicuramente fermo nelle sue convinzioni. Quando gli veniva chiesto se era cattolico, ortodosso o di qualche altra corrente cristiana, rispondeva che lui era cristiano e basta e che non dovevano inquadrarlo. 
Un jhonny Cash versione apocalittica... (Art by Chris Rubenstahl)
Di Johnny Cash si potrebbero dire moltissime cose, qui mi limiterò a dire che un uomo che nel 1968 decide (andando contro la sua casa discografica che era fortemente contraria) di fare un concerto gratuito per i detenuti all'interno di un carcere è sicuramente un uomo speciale. American IV è l'ultimo album uscito mentre Cash era ancora in vita, contiene 2 vecchi pezzi reinterpretati, molte cover e un solo brano scritto per l'album che è appunto "When the Man comes Around". Tra le cover contenute nell'album è da segnalare una splendida versione di Personal Jesus. Johnny Cash morirà nel 2003, a pochissima distanza dalla sua amata moglie. La serie "American" andrà comunque avanti, pubblicata postuma.

TESTO ORIGINALE:

When the Man comes around

And I heard as it were the noise of thunder
One of the four beasts saying come and see and I saw
And behold a white horse


...

There's a man going around taking names
And he decides who to free and who to blame
Everybody won't be treated all the same
There'll be a golden ladder reaching down
When the Man comes around

The hairs on your arm will stand up
At the terror in each sip and in each sup
Will you partake of that last offered cup?
Or disappear into the potter's ground
When the Man comes around

Hear the trumpets, hear the pipers
One hundred million angels singing
Multitudes are marching to the big kettledrum
Voices calling, voices crying
Some are born and some are dying
It's Alpha and Omega's kingdom come

And the whirlwind is in the thorn tree
The virgins are all trimming their wicks
The whirlwind is in the thorn tree
It's hard for thee to kick against the pricks

Till Armageddon no shalam, no shalom
Then the father hen will call his chickens home
The wise man will bow down before the throne
And at His feet they'll cast their golden crowns
When the Man comes around

Whoever is unjust let him be unjust still
Whoever is righteous let him be righteous still
Whoever is filthy let him be filthy still
Listen to the words long written down
When the Man comes around

Hear the trumpets, hear the pipers
One hundred million angels singing
Multitudes are marching to the big kettledrum
Voices calling and voices crying
Some are born and some are dying
It's Alpha and Omega's kingdom come

And the whirlwind is in the thorn tree
The virgins are all trimming their wicks
The whirlwind is in the thorn tree
It's hard for thee to kick against the pricks

In measured hundred weight and penney pound
When the Man comes around.

...

And I heard a voice in the midst of the four beasts
And I looked and behold, a pale horse
And his name that sat on him was Death
And Hell followed with him.


- - -

TESTO TRADOTTO:

Quando arriva l'uomo

E ho sentito come il rumore del tuono
Una delle quattro bestie dice vieni a vedere, ed ho visto
E guarda, un cavallo bianco


...

C'è un uomo che va in giro a prendere nomi
E lui decide chi è da liberare e chi da incolpare
Non tutti saranno trattati allo stesso modo
Ci sarà una scala d'oro che scende
Quando arriva l'Uomo

I peli sul tuo braccio di rizzeranno
Al terrore in ogni sorso in ogni zuppa
Vuoi prendere parte all'ultima coppa offerta?
O scomparirai nel pentolone della terra
Quando arriva l'Uomo

Ascolta le trombe, ascolta i pifferi
Cento milioni di angeli cantano
Moltitudini marciano al grande timpano
Voci che chiamano, voci che gridano
Qualcuno nasce e qualcuno muore
E' il regno dell'Alfa e Omega che arriva

Ed il turbine è nell'acacia
Le vergini stanno tutte ricaricando le lampade
Il turbine è nell'acacia
E' difficile per te scalciare contro il pungolo

Fino all'Armageddon no shalam, no shalom
Poi il padre della chioccia chiamerà i suoi pulcini a casa
L'uomo saggio si inchinerà davanti al trono
E ai piedi di Lui getteranno le loro corone d'oro
Quando arriva l'Uomo

Chi è ingiusto lo sia ancora
Chi è giusto lo sia ancora
Chi è indecente lo sia ancora
Ascolta le parole a lungo ignorate
Quando arriva l'Uomo

Ascolta le trombe, ascolta i pifferi
Cento milioni di angeli cantano
Moltitudini marciano al grande timpano
Voci che chiamano, voci che gridano
Qualcuno nasce e qualcuno muore
E' il regno dell'Alfa e Omega che arriva

Ed il turbine è nell'acacia
Le vergini stanno tutte ricaricando le lampade
Il turbine è nell'acacia
E' difficile per te scalciare contro il pungolo

Un peso da cento carichi per una libra di penny
Quando arriva l'Uomo

...

E ho sentito una voce in mezzo alle quattro bestie
E ho guardato e vidi, un cavallo bianco
Ed il nome del suo cavaliere era Morte
E l'inferno lo seguiva


 - - -
Praticamente tutta la canzone è composta da citazioni tratte dai testi sacri della cristianità, alcune più conosciute altre meno. Per citare le più importanti cominciamo con l'introduzione ed il finale narrato, che fanno riferimento al libro delle rivelazioni. Anche chi è completamente a digiuno di sacre scritture capisce facilmente che si fa riferimento all'apocalisse.
"There's a man going around taking names..." è a sorpresa una doppia citazione. Da una parte si riferisce a Gesù che segna nel libro della vita i credenti (sempre dal libro delle rivelazioni), dall'altra si fa riferimento ad una canzone folk di Lead Belly. La canzone segue con altre citazioni dai vangeli, degna di nota è "The virgins are all trimming their wicks". La segnalo perchè nelle traduzioni che si trovano su web questo passo è tradotto in modi deliranti. Il significato chiaramente non letterale è "Le vergini stanno ricaricando le lampade", in riferimento alla parabola delle 10 vergini che attendono sul ponte. Solo una, quella saggia, si porta dietro l'olio per ricaricare la lampada. Le altre al calare della notte sono costrette ad abbandonare per andare a prendere l'olio e mentre sono via arriva il matrimonio che stavano attendendo. Solo la saggia parteciperà. In pratica significa che bisogna farsi trovare pronti. "It's hard for thee to kick against the pricks", letteralmente si riferisce al pungolo per incitare i cavalli a trainare il carro. Talvolta si ribellano e scalciano, finendo per farsi ancor più male. E' tratto dal libro degli atti, il significato cristiano è che se Dio ti indica la via, per quanto si possa sbagliare alla fine faremo la cosa giusta. Ci sono moltissime altri riferimenti biblici ma voglio citarne solo uno, "In measured hundred weight and penney pound". Sempre dal libro delle rivelazioni "una misura di grano per un denaro, e tre misure di orzo per un denaro" si riferisce a quanto sia necessario lavorare per guadagnare i soldi che servono per vivere, ma che per vivere servirebbe molto meno lavoro. Il che è tristemente vero, anche senza scomodare la religione.

Cabbies on crack


Cabbies on crack – Ramones, Mondo Bizarro, 1992

"Mondo bizarro" del 1992 è il dodicesimo album dei Ramones, il primo senza Dee Dee in qualità di bassista ma comunque presente come compositore. Da quest'album abbiamo già visto "Poison heart" una delle più belle e conosciute canzoni dei Ramones. Oggi ci occupiamo di una canzone minore, l'undicesima dell'album: "Cabbies on crack".
Un impaurito Joey Ramone
Ho scelto questa canzone per la simpatica leggenda riguardante la sua nascita:
Era un venerdì sera, Joey Ramone uscendo dallo studio di registrazione prende un taxi per tornare a casa. Il tassista parte a razzo, facendo cento miglia all'ora nell'affollatissimo traffico newyorkese schivando automobili in rotta di collisione. Joey ha avuto veramente paura, una volta sceso dal taxi e accertatosi di essere ancora vivo, è entrato in casa e ha scritto questa canzone.

TESTO ORIGINALE:
 
Cabbies on crack

Got into a cab, Broadway, 59
Took off like a blast
Almost lost my mind - oh, oh, oh

Cabbies on crack

It first felt like at thrill ride
Excited for a while
Got pretty scary
Swerving at a hundred miles an hour - oh, oh, oh

Cabbies on crack
I want to get out,
out of this yellow shell
I want to get out,
crack cabbies straight from hell

And I don't wanna die before I live
Cabbies on

Cabbies on crack

Cabbies on crack
Want my money back
Disco blasting out,
Stomach in my mouth - oh, oh, oh

Cabbies on crack

Times Square was approaching
He braked for the light
At 90 miles an hour,
flashed by, I saw my life - oh, oh, oh

Cabbies on crack
I want to get out,
out of this yellow shell
I want to get out,
crack cabbies straight from hell

And I don't wanna die before I live
Cabbies on

Cabbies on crack

And I don't wanna die before I live
Cabbies on

Cabbies on crack
Cabbies on crack 

- - -

TESTO TRADOTTO:
 
Tassisti sotto crack

Entro in un taxi, Broadway, 59
Partiamo come un proiettile
Ho quasi perso il senno – oh, oh, oh

Tassisti sotto crack

All'inizio è stato come le giostre
Eccitante per un po'
Abbastanza spaventoso
Prendendo una deviazione a 100 miglia all'ora – oh

Tassisti sotto crack
Voglio uscire,
fuori da questo guscio giallo
Voglio uscire,
Tassisti sotto crack direttamente dall'inferno

E non voglio morire prima di aver vissuto
Tassisti sotto
Tassisti sotto crack

Tassisti sotto crack
Rivoglio indietro i miei soldi
Disco sparata a tutto volume,
Stomaco in bocca – oh, oh, oh

Tassisti sotto crack

Time Square si stava avvicinando
Lui ha frenato per le luci
A 90 miglia all'ora
In un baleno, ho visto la mia vita – oh, oh, oh

Tassisti sotto crack
Voglio uscire,
Fuori da questo guscio giallo
Voglio uscire,
Tassisti sotto crack direttamente dall'inferno

E non voglio morire prima di aver vissuto
Tassisti sotto
Tassisti sotto crack

E non voglio morire prima di aver vissuto
Tassisti sotto

Tassisti sotto crack
Tassisti sotto crack

- - -

Non c'è molto da spiegare sul significato del testo, se non forse qualche appunto sulla traduzione. "Cabbies on crack" in realtà in italiano suonerebbe più come "Tassisti impazziti" che non "Sotto crack". L'urban dictionary spiega che "on crack" si usa per descrivere un comportamento stupido, folle e frustrante come se il soggetto fosse sotto l'effetto di droga. Ma non significa che sia effettivamente fatto di crak (che per chi non lo sapesse è una droga).
Visto però che la canzone ripete molte volte la frase e che nel videoclip si vede il tassista fumare del crack, ho preferito la traduzione letterale.
Per tradurre "Disco blasting out" sono ricorso nuovamente all'urban dictionary, che ci spiega che "blasting" si usa per descrivere quando si mette la musica a volume massimo. "Blasting" ha anche molti altri significati, che però mal si sposano con il resto della canzone e che vi lascerò il piacere di scoprire da soli.
Solo i Ramones potevano fare una canzone su una disavventura del genere... amo i Ramones!


giovedì 5 dicembre 2013

All along the watchtower


All along the watchtower – Bob Dylan, John Wesley Harding, 1968

Correva l'anno 1967, Bob Dylan reduce da un incidente in motocicletta se ne stava a casa in convalescenza scrivendo canzoni per il suo prossimo album. Da quel periodo di riposo forzato nacque una canzone che avrebbe fatto epoca: "All along the watchtower". Registrata il 5 novembre del 1967 a Neshville in Tennessee, la canzone ha una struttura molto semplice e scarna. Chitarra acustica, batteria e basso passano in secondo piano rispetto alla voce di Dylan, cha canta strofe senza ritornello, distanziate tra loro dall'inconfondibile armonica.
Sulla torre di guardia...
Nella sua versione originale "All along the watchtower" era una bella canzone, ma fu Jimi Hendrix a renderla un vero capolavoro un anno dopo con la sua versione del 1968.
La chitarra di Hendrix rese questa canzone un'icona senza tempo, riuscì a renderla talmente bella che lo stesso Dylan se ne innamorò. Bob Dylan suonò "All along the watchtower" dal vivo per la prima volta nel 1974, prendendo ispirazione non dall'originale ma dalla versione di Hendrix. Da allora, ogni volta che Dylan suona questa canzone si lascia guidare da Hendrix. Nel booklet contenuto nell'album "Biograph" Dylan scrive :

"I liked Jimi Hendrix's record of this and ever since he died I've been doing it that way... Strange how when I sing it, I always feel it's a tribute to him in some kind of way."

"Mi piace la registrazione di Hendrix di questa (canzone) e da quando è morto ho continuato a farla quel modo... Strano come quando la canti, senta sempre che sia un omaggio a lui in qualche modo."

"All along the watchtower" è la canzone che Bob Dylan ha suonato più volte in assoluto. Stando a quanto riporta il suo sito web nel 2012 Dylan aveva suonato questa canzone 2034 volte.
La versione originale di questa canzone è contenuta nell'abum Jhon Wasley Harding del 1967. La versione di Hendrix è contenuta in Electric Ladyland del 1968.

TESTO ORIGINALE:
 

All along the watchtower

"There must be some way out of here," said the joker to the thief,
"There's too much confusion, I can't get no relief.
Businessmen, they drink my wine, plowmen dig my earth,
None of them along the line know what any of it is worth."

"No reason to get excited," the thief, he kindly spoke,
"There are many here among us who feel that life is but a joke.
But you and I, we've been through that, and this is not our fate,
So let us not talk falsely now, the hour is getting late."

All along the watchtower, princes kept the view
While all the women came and went, barefoot servants, too.
Outside in the cold distance a wildcat did growl,
Two riders were approaching, the wind began to howl.

- - -

TESTO TRADOTTO:

Lungo la torre di guardia


"Ci deve essere un modo di uscire da qui", disse il buffone al ladro,
"C'è troppa confusione, non riesco a trovar sollievo.
Uomini d'affari, bevono il mio vino, contadini scavano la mia terra.
Intanto nessuno di loro ha idea di quale sia il suo valore."

"Non c'è motivo di agitarsi," Il ladro disse gentilmente,
"Ci sono molti qui tra noi che sentono che la vita è solo un gioco.
Ma tu ed io, ci siamo già passati, e questo non è il nostro destino,
Quindi non parliamoci falsamente ora, l'ora si sta facendo tarda."

Lungo la torre di guardia, principi contemplano la vista
Mentre le donne andavano e venivano, anche servitori scalzi.
Fuori nel freddo in lontananza, un puma ringhiò,
Due cavalieri si stavano avvicinando, il vento cominciò ad ululare.

- - -

Per quanto sia facile tradurre il testo, farne la spiegazione è tutta un'altra cosa. In molti si sono messi a cercare il vero significato di questa canzone, ed è possibile trovare scritti di decine di pagine che portano una loro spiegazione tirando in ballo tra le altre cose anche il vecchio testamento.
Partiamo dalla cosa che vede più o meno d'accordo tutti i commentatori di questo testo... ovvero l'inizio. L'inizio non è la prima strofa come in genere ci si aspetta, ma usando un espediente letterario Dylan ha messo per ultima quella che sarebbe la strofa iniziale.
Dunque (partendo dalla terza strofa) abbiamo una torre di guardia dalla quale i principi contemplano qual che accade sotto di loro, probabilmente con un certo distacco. Dal freddo accompagnati dal grido di un puma ecco che si avvicinano 2 cavalieri, il giullare (joker) ed il ladro (thief) che troviamo a parlare tra loro nella prima strofa. Queste due figure sono il cardine del testo, dar loro una precisa identificazione è difficile. C'è chi si è spinto tanto da identificare nel giullare Dio (o Gesù) e nel ladro Satana. Altri, meno biblici, hanno visto nel giullare lo stesso Bob Dylan, dopotutto Joker era uno dei suoi soprannomi. Io credo che queste due figure vadano viste nel loro valore di archetipo. Il Giullare, o matto, è quella figura poco affidabile e imprevedibile a cui non si dà fiducia. E' anche per tradizione l'unico che però possa dire ai Re quello che pensa veramente, senza rischiare la testa. Il ladro è in genere una figura negativa, qualcuno che vive senza accettare le regole. Che sia buono o cattivo non importa, sicuramente non riconosce le autorità e vive secondo le sue leggi facendosi beffa dell'ordine costituito. I 2 protagonisti sono dunque degli "outsider", personaggi che vivono ai margini della società che ha ben poca considerazione di loro.
I 2 personaggi cominciano a parlare tra loro, il primo è il giullare che si lamenta del senso di oppressione e della confusione. Non credo sia difficile capire che si tratta di una critica alla società, andando avanti con il testo diventa sempre più chiaro. Uomini d'affari che bevono vino e contadini che scavano la terra, senza che nessuno conosca il suo vero valore (o sappiano esattamente cosa stanno facendo). Non è un caso che sia un emarginato, un personaggio al di fuori della società a dire una cosa del genere. Qual'è il valore della terra? Per i "Businessmen" è il valore finanziario del lotto. Per i "Plowmen" probabilmente la terra ha valore per quanto riescono a ricavarne dai raccolti. Ma il "Joker", come i pellerossa americani, sa che la terra è una cosa a cui non si può dar valore monetario, che è sciocco ed arrogante stabilire confini e proprietà. Si può dire che la terra che hai sotto i piedi è tua solo perchè hai firmato un contratto? Era già li prima che l'uomo esistesse, rimarrà esattamente al suo posto ben dopo che l'uomo avrà cessato di esistere. Ma questo è un concetto che "uomini d'affari" e "contadini", completamente immersi nella società del possesso e del consumo, non possono comprendere. Il solo fatto che il giullare abbia dei pensieri simili lo rende ai loro occhi, appunto, un "Matto". Perchè il vino e la terra secondo il giullare sono "suoi"? Bella domanda, si possono sprecare interi quaderni cercando una risposta a questa domanda, io darò la mia personale opinione alla fine di questa piccola spiegazione.
Arriviamo alla parte del ladro, che per prima cosa dice al giullare di non prendersela troppo con tono amichevole. La frase "He kindly spoke" basta ad inquadrare quella del ladro come una figura positiva, a dispetto della "professione".
"There are many here among us who feel that life is but a joke. But you and I, we've been through that, and this is not our fate", in queste due frasi dette dal ladro si racchiude un po' tutto il significato della canzone. Talvolta capita di pensare che viviamo in una società di pazzi scatenati, dove le cose girano sempre al contrario e niente è a misura d'uomo. Provando queste cose e vedendo che tutto il resto del mondo invece sembra accettare ogni follia come se fosse una regolare normalità, ci si può sentire soli e matti come il giullare. Ed è qui che il Ladro ci conforta ricordandoci che non siamo soli, ma che sono in molti a non accettare un mondo fatto per creare e divorare ricchezza, invece di pensare alla vita e alla felicità. Quella della società è solo un gioco con determinate regole, che la maggior parte della gente fa proprie a livello tale da non accorgersi di quando il gioco si fa cattivo e per niente divertente. Ma se si riesce a rendersi conto di quanto siano sbagliate le regole di questo gioco, allora questo non deve più essere per forza il destino che ci attende.
Ed eccoci arrivati all'ultima frase: "So let us not talk falsely now, the hour is getting late". Ladro e Giullare sono entrambi riusciti ad uscire dalla follia della società, entrambi sanno di cosa si sta parlando e quindi "è il momento di parlarci chiaramente", anche perchè "si sta facendo tardi". Tardi per cosa? Forse in progetto hanno una rivoluzione? Forse i principi erano di vedetta sulla torre di guardia proprio perchè temevano il loro arrivo? Il senso di attesa di un qualcosa che deve accadere rimane, non si sa cosa sia ma sicuramente sarà qualcosa di grande...

E adesso torniamo al perchè il vino e la terra sono "del giullare". La mia impressione è, che a conti fatti, il joker della canzone non sia altri che l'ascoltatore. Da qui, il fatto di dire che il vino e la terra sono "miei" ci ricorda che siamo noi i padroni, non gli uomini d'affari che ci fanno credere altro. E il ladro allora chi sarebbe? La nostra umanità? La coscienza? Chi ci fa aprire gli occhi su una società sbagliata? Bob Dylan?
A voi la risposta.

martedì 3 dicembre 2013

Do the evolution


Do the evolution – Pearl jam, Yield, 1998

Yield è il quinto album dei Pearl jam, registrato durante l'arco del 1997 nello Studio Litho e nello Studio X della loro città natale, Seattle. Uscito il 3 febbraio del 1998, la critica lo accolse con entusiasmo e le vendite surclassarono gli album precedenti. Il successo di Yield è il frutto di un'importante cambio di rotta all'interno dei Pearl jam. Il cantante Eddie Vedder decise di concentrarsi sulla stesura dei testi, lasciando la composizione al resto del gruppo. Il risultato fu un gradito ritorno alle origini, con un suono più rock che risultò vincente. L'album debuttò con un secondo posto sulla America Billboard 200. A togliere il primo posto ai Pearl jam fu un mostro imbattibile: la colonna sonora del film “Titanic”.
La copertina minimale di Yield
Per la settima traccia di Yield abbiamo una chitarra sporca e una voce urlata, che assieme formano la bellissima Do the evolution. Il testo composto da Eddie Vadder prende ispirazione dal libro Ishmael di Daniel Quinn. A grandi linee nel libro troviamo una scimmia conversare con un essere umano in proposito di evoluzione, gli esseri umani non ne usciranno molto bene. Lo stesso Daniel Quinn ha dichiarato che Do the evolution rappresenta perfettamente il messaggio del suo libro. In un'intervista Eddie Vadder consiglia a tutti di leggere Ishmael, un consiglio che vi riporto e al quale mi unisco.

TESTO ORIGINALE:

Do the evolution

Woo..
I'm ahead, I'm a man
I'm the first mammal to wear pants, yeah
I'm at peace with my lust
I can kill 'cause in God I trust, yeah
It's evolution, baby

I'm at piece, I'm the man
Buying stocks on the day of the crash
On the loose, I'm a truck
All the rolling hills, I'll flatten 'em out, yeah
It's herd behavior, uh huh
It's evolution, baby

Admire me, admire my home
Admire my son, he's my clone
Yeah, yeah, yeah, yeah
This land is mine, this land is free
I'll do what I want but irresponsibly
It's evolution, baby

I'm a thief, I'm a liar
There's my church, I sing in the choir:
(hallelujah, hallelujah)

Admire me, admire my home
Admire my son, admire my clones
'Cause we know, appetite for a nightly feast
Those ignorant Indians got nothin' on me (superiorità)
Nothin', why?
Because... it's evolution, baby!

I am ahead, I am advanced
I am the first mammal to make plans, yeah
I crawled the earth, but now I'm higher
2010, watch it go to fire
It's evolution, baby
Do the evolution
Come on, come on, come on

- - -

TESTO TRADOTTO:

Fare l'evoluzione

Woo..
Io sono avanti, io sono un uomo
Io sono il primo mammifero ad indossare i pantaloni
Io sono in pace con la mia avidità
Io posso uccidere perché credo in Dio, si
E' evoluzione, baby

Sono a pezzi, Io sono l'uomo
Comprare azioni nel giorno del crollo
A piede libero, io sono un camion
Tutte le dolci colline, io le spiano, si
E' un comportamento da gregge, uh huh
E' evoluzione, baby

Ammiratemi, ammirate la mia casa
Ammirate mio figlio, lui è il mio clone
Si, si, si, si
Questa terra è mia, questa terra è libera
Io farò quello che voglio ma irresponsabilmente
E' evoluzione, baby

Io sono un ladro, io sono un bugiardo
C'è la kmia chiesa, io canto nel coro:
(hallelujah, hallelujah)

Ammiratemi, ammirate la mia casa
Ammirate mio figlio, ammirate il mio clone
Perchè si sa, lappetito per un banchetto serale
Quegli indiani ignoranti non mi importa niente di loro
Niente, perché?
Perchè... è evoluzione, baby!

Io sono avanti, io sono avanzato
Io sono il primo mammifero a fare progetti, si
Ho strisciato sulla terra, ma adesso sono superiore
2010, guardalo andare a fuoco
E' evoluzione, baby
Fai l'evoluzione
Vieni, vieni, vieni

- - -


Il significato della canzone è chiarissimo, la specie umana che è su questo pianeta da soli 3 milioni di anni si sta rivelando la più distruttiva mai apparsa nella storia dell'evoluzione. 3 milioni di anni dal punto di vista dell'evoluzione sono un battito di ciglia, eppure è sufficiente all'uomo per distruggere praticamente ogni ecosistema ed ogni specie vivente sulla Terra.
Il ritornello “It's evolution, baby” è la visione distorta e malata che buona parte della popolazione umana ha dell'evoluzione. Non è evoluzione costruire camion, indossare pantaloni ed uccidere le specie “inferiori” impunemente. Il progresso che ci fa sentire tanto evoluti e superiori sta portando il pianeta al collasso, condannandoci all'estinzione. L'evoluzione è una cosa che migliora la specie e fa in modo che sopravviva, non che si estingua. Chi pensa che dobbiamo salvare il pianeta si sbaglia di grosso, non è la Terra che va salvata, dobbiamo salvare noi stessi. Avvelenando gli oceani, la terra e l'aria otterremo solo la nostra estinzione. Per la Terra, che è vecchia circa 3,5 miliardi di anni la nostra permanenza di 3 milioni di anni sarà soltanto un brevissimo incidente. Se non cambiamo il nostro modo di rapportarci con l'ambiente finiremo per estinguerci, come i dinosauri. E come l'uomo è succeduto ai dinosauri, nuove specie verranno dopo la nostra. Perchè basta una singola cellula per avviare il motore dell'evoluzione, così come si vede all'inizio e alla fine del videoclip.

E proprio del videoclip voglio parlare in chiusura, non è solo un video musicale ma è un piccolo capolavoro. E' stato realizzato da due geni dell'animazione e del disegno: Kevin Altieri e Todd McFarlane. Per chi non sapesse chi sono questi due signori, Kevin Altieri realizzò la bellissima serie cartoon di Batman dei primi anni '90 (che consiglio di guardare, altro che roba da bambini!). Todd McFarlane è il realizzatore del fumetto Spawn, a base di demoni e dannati. Nessuno meglio di loro due poteva realizzare un cortometraggio animato per dare le immagini necessarie alla canzone. Graficamente stupendo e contemporaneamente inquietante, il video è pieno di citazioni storiche che vi lascio il piacere di scoprire da soli.