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sabato 3 dicembre 2016

Police on my back


Police on my back – The Clash, Sandinista!, 1980

Forse non tutti sanno che "Police on my back" non è una canzone originale dei Clash, bensì una cover del gruppo Rock R'n'B The Equals. Gli Equals si formarono nel 1965 a Londra, erano uno dei pochissimi gruppi composti da musicisti bianchi e di colore di quegli anni.

The equals, i veri padri di "police on my back"


Il loro nome, "Gli uguali", deriva proprio dalla natura interraziale del gruppo. Va ricordato che in quegli anni il razzismo era più una regola che un reato. Gli Stati Uniti avevano di fatto bandito la segregazione razziale solo nel 1967 con l'approvazione del "Civil rights act", ed erano probabilmente i più all'avanguardia in fatto di integrazione raziale. Dunque vedere due bianchi e tre neri suonare assieme non era cosa scontata.
La versione originale di "Police on my back" uscì nel 1968 come quarta traccia dell'album "Equals explosion". I Clash ne faranno una versione loro dodici anni dopo che inseriranno nel doppio album "Sandinista!".
La versione dei Clash, sicuramente la più conosciuta, è più veloce ed elettrica dell'originale. Già nella versione originale la chitarra imitava il suono della sirena della polizia, ma è con la distorsione dei Clash che le due note diventano la caratteristica inconfondibile della canzone.
"Police on my back" è considerata da molti, in particolare dai più "punk", la miglior canzone di "Sandinista!".

TESTO ORIGINALE:

Police on my back

Well I'm running, police on my back
I've been hiding, police on my back
There was a shooting, police on my back
And the victim, well he won't come back

I been running Monday Tuesday Wednesday
Thursday Friday Saturday Sunday runnin'
Monday Tuesday Wednesday Thursday Friday
Saturday Sunday

What have I done?

Yes, I'm running down the railway track
Could you help me? Police on my back
They will catch me, if I dare drop back
Won't you give me, all the speed I lack

I been running Monday Tuesday Wednesday
Thursday Friday Saturday Sunday runnin'
Monday Tuesday Wednesday Thursday Friday
Saturday Sunday

What have I done?

- - -

TESTO TRADOTTO:

Polizia alle calcagna

Bene sto correndo, polizia alle calcagna
Mi sono nascosto, polizia alle calcagna
C'è stato uno sparo, polizia alle calcagna
Ed una vittima, bene non tornerà indietro

Corro Lunedì Martedì Mercoledì
Giovedì Venerdì Sabato Domenica corro
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì
Sabato Domenica

Che cosa ho fatto?

Si, sto correndo lungo i binari della ferrovia
Potresti aiutarmi? Polizia alle calcagna
Loro mi cattureranno, se torno indietro
Non mi vuoi dare, la velocità che mi serve

Corro Lunedì Martedì Mercoledì
Giovedì Venerdì Sabato Domenica corro
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì
Sabato Domenica

Che cosa ho fatto?

- - -


Il testo è una versione punk del "pescatore" di De Andrè. Gli amanti di De Andrè spero mi perdoneranno per il confronto, ma in effetti in entrambe le canzoni il protagonista è un omicida che scappa dalla legge e chiede aiuto per salvarsi. Sulla colpevolezza del protagonista non ci sono dubbi ( And the victim, well he won't come back), ma forse c'è spazio per il pentimento (What have I done?).
Alla fine il pescatore di De Andrè decide di aiutare il fuggitivo, in Police on my back la scelta viene lasciata all'ascoltatore (Could you help me? Police on my back... Won't you give me, all the speed I lack).
Ho deciso di inserire entrambe le versioni della canzone, un po' per curiosità un po' per omaggiare gli autori originali.


venerdì 28 febbraio 2014

Lost in the supermarket


Lost in the supermarket – The Clash, London calling, 1979

Sicuramente a qualcuno sarà capitato, magari da bambino, di perdersi in un supermercato. E' accaduto anche a Joe Strummer, da adulto, nel supermercato "The internationale" situato tra il 471 e 473 di Kings Road a pochi passi da dove viveva alla fine degli anni '70.
L'Internazionale non era abbastanza grande perchè Strummer potesse veramente perdersi, ma in un'intervista del 1999 racconta che all'epoca gli capitò di rimanere stordito dalle luci e dai colori di quel supermercato, da lì venne l'idea per "lost in the supermarket".

Mick Jones, la voce di "lost in the supermarket"

La canzone è stata scritta da Strummer, ma è cantata da Mick Jones. Rispetto alle altre canzoni di London calling ha un ritmo più lento. Il lavoro fatto in studio sulla canzone ha fatto di "lost in the supermarket" un pezzo difficile da eseguire dal vivo, tanto che è stata suonata pochissime volte nei concerti.

TESTO ORIGINALE:

Lost in the supermarket

I'm all lost in the supermarket
I can no longer shop happily
I came in here for that special offer
A guaranteed personality

I wasn't born so much as I fell out
Nobody seemed to notice me
We had a hedge back home in the suburbs
Over which I never could see

I heard the people who lived on the ceiling
Scream and fight most scarily
Hearing that noise was my first ever feeling
That's how it's been all around me

I'm all lost in the supermarket
I can no longer shop happily
I came in here for that special offer
A guaranteed personality

I'm all tuned in, I see all the programs
I save coupons from packets of tea
I've got my giant hit discotheque album
I empty a bottle and I feel a bit free

The kids in the halls and the pipes in the walls
Make me noises for company
Long distance callers make long distance calls
And the silence makes me lonely

I'm all lost in the supermarket
I can no longer shop happily
I came in here for that special offer
A guaranteed personality

And it's not hear

It disappear

I'm all lost in the supermarket
I can no longer shop happily
I came in here for that special offer
A guaranteed personality

I'm all lost

- - -

TESTO TRADOTTO:

Perso nel supermercato


Sono completamente perso nel supermercato
Non posso più acquistare felicemente
Sono venuto qui per questa offerta speciale
Una personalità garantita

Più che nato sono capitato
Nessuno sembrava notarmi
Avevamo una siepe ditro casa in periferia
Oltre la quale non potevo vedere

Sentivo la gente che viveva sopra di me
Urlare e litigare spaventosamente
Sentire quel rumore fu la mia prima emozione
Questo è quello che avevo intorno

Sono completamente perso nel supermercato
Non posso più acquistare felicemente
Sono venuto qui per questa offerta speciale
Una personalità garantita

Sono sempre sintonizzato, vedo tutti i programmi
Conservo i punti dai pacchetti del tè
Ho preso la mia raccolta gigante di canzoni disco
Svuoto una bottiglia e mi sento un po' più libero

I bambini nei corridoi ed i tubi nei muri
Fanno rumore che mi tiene compagnia
Chi chiama da lontano fa chiamate da lontano
Ed il silenzio mi rende solo

Sono completamente perso nel supermercato
Non posso più acquistare felicemente
Sono venuto qui per questa offerta speciale
Una personalità garantita

E non si sente

Sparisce

Sono completamente perso nel supermercato
Non posso più acquistare felicemente
Sono venuto qui per questa offerta speciale
Una personalità garantita

Sono completamente perso

- - -
 
Nel testo della canzone sono presenti 2 componenti: la critica al consumismo e lo spaccato della vita nei poveri quartieri della periferia di Londra.
Il ritornello con il quale apre la canzone porta il messaggio di monito al consumismo. "I'm all lost in the supermarket, I can no longer shop happily", pensiamo agli iper mercati che ormai hanno invaso anche l'Italia : Banchi lunghi decine di metri, ripieni di prodotti più simili a materiali di raffineria che cibo. Luci da tutte le parti, con pubblicità ad ogni angolo per convincerti a comprare un prodotto piuttosto che un altro (che poi sono uguali se non per la confezione). La folla, gente con carrelli sempre più grandi per metterci dentro sempre più roba e non scordiamoci le code alla cassa. Alla luce di questo scenario, non è difficile capire il "I can no longer shop happily" e la sensazione di smarrimento del protagonista della canzone.
Quelli che una volta nei negozi si chiamavano clienti nei supermercati diventano consumatori, la strofa "I came in here for that special offer, a guaranteed personality" si riferisce a questo. Il consumismo tramite la pubblicità cerca di rendere tutti uguali, degli animali da shopping. Si creano necessità inesistenti e problemi falsi per poter poi vendere la soluzione. La pubblicità è una macchina crea infelicità, in modo che la felicità sia raggiunta comprando il giusto prodotto. L'offerta speciale di cui parla Joe Strummer è una personalità da pubblicità, piatta e vuota.
Le strofe che seguono il ritornello sono scene di vita nei "Suburbs" di Londra. "We had a hedge back home in the suburbs, over which I never could see" è un ricordo autobiografico di Strummer di quando era bambino. Le altre strofe sono ispirate all'infanzia del chitarrista Mick Jones, cresciuto con la madre e la nonna nel seminterrato di un palazzone dei sobborghi. Chi vive in una casa popolare troverà alcune immagini familiari: "I heard the people who lived on the ceiling, scream and fight most scarily", le pareti sottili che lasciano passare ogni suono dei vicini, compresi i litigi. "The kids in the halls and the pipes in the walls", il suono dei bambini che giocano e le tubature che corrono per le pareti delle scale.
La vita nei suburbs è triste e povera : "Hearing that noise was my first ever feeling, that's how it's been all around me" i litigi sono così frequenti che sono il primo ricordo del protagonista della canzone. "I'm all tuned in, I see all the programs" il vuoto e la solitudine vengono riempiti dalla televisione, è anche la brutta condizione di molti anziani italiani rimasti praticamente soli e con il minimo per sopravvivere. "I save coupons from packets of tea, i've got my giant hit discotheque album", accompagnati dalla televisione, in molti si lasciano portare sulla via del consumismo fatta di acquisti inutili e raccolte punti. "I empty a bottle and I feel a bit free", in questo scenario degradato l'alcolismo regna sovrano come via di uscita e valvola di sfogo.
La canzone è stata scritta nel 1979, oggi nel 2014 le cose non sono cambiate per chi vive nei sobborghi tra povertà e degrado. Il consumismo non fa altro che peggiorare la vita di chi già è in condizioni difficili, come dare un osso di gomma ad un cane affamato.



lunedì 17 febbraio 2014

Rock in the Casbah


Rock in the Casbah – The Clash, Combat rock, 1982

Nel 1979 lo ayatollah Khomeini prende di fatto le redini dell'Iran dopo aver passato 16 anni in esilio. L'Iran diventa una teocrazia islamica e Khomeini decide di promulga una serie di leggi per ripristinare la moralità. Tra le più famose abbiamo l'abbassamento per le donne dell'età minima di matrimonio a 9 anni, sempre per le donne l'obbligo di copertura costante del volto con un velo, la pena di morte per adulterio e ancora pena di morte per la bestemmia. Una legge meno conosciuta è il divieto assoluto voluto da Khomeini di ascoltare o suonare musica rock, una cosa del tutto irrilevante se confrontata con le ben più pesanti "riforme" accennate prima.

Rock in the Casbah! Rockin' the Casbah!

A noi però interessa quest'ultima legge di Khomeini, perchè fu questa ad ispirare la canzone "Rock in the Casbah" dei Clash. Nella canzone non è mai citato direttamente l'Iran o Khomeini, ma l'abbondanza di termini mediorientali, l'anno di uscita della canzone ed il testo stesso non lasciano molti dubbi su chi fosse la fonte di ispirazione dei Clash.
Rock in the Casbah fu pubblicata come singolo tratto dall'album "Combat rock" del 1982. Ebbe un grandissimo successo, fu l'unico singolo dei Clash ad entrare nella top ten americana raggiungendo l'ottavo posto. Ebbe un tale successo che la frase "Rock the Casbah" nello slang americano ha guadagnato un proprio significato. Se cerciamo nell' Urban Dictionary sotto la voce "Rock the Casbah" troviamo :

"Disobeying and doing something you belive is right even though it isn't legal. Comes from the Clash song of the same name..."

"Disobbedire e fare qualcosa che si crede sia giusto anche se non è legale. Deriva dalla canzone dei Clash dallo stesso nome..."

In un episodio dei Simpson Marge dice chiaramente "Rock the Casbah" per intendere "far confusione", se la frase è finita nei Simpson si è certi di aver lasciato il segno.
Sfortunatamente tanto successo ha avuto anche risvolti meno gradevoli, durante la prima guerra del golfo "Rock in the casbah" divenne l'inno non ufficiale dell'esercito USA. Quando Joe Strummer lo venne a sapere, scoppiò a piangere. I Soldati non si devono esser messi a cercare il significato della canzone, che non è assolutamente un inno contro gli arabi o a favore della guerra.

TESTO ORIGINALE:

Rock in the Casbah

Now the king told the boogie men
You have to let that raga drop
The oil down the desert way
Has been shakin' to the top
The Sheik he drove his Cadillac
He went a' cruisin' down the ville
The muezzin was a' standing
On the radiator grille

The Shareef don't like it
Rockin' the Casbah
Rock the Casbah
The Shareef don't like it
Rockin' the Casbah
Rock the Casbah

By order of the prophet
We ban that boogie sound
Degenerate the faithful
With that craazy Casbah sound
But the Bedouin they brought out
The electric camel drum
The local guitar picker
Got his guitar picking thumb
As soon as the Shareef
Had cleared the square
They began to wail

The Shareef don't like it
Rockin' the Casbah
Rock the Casbah
The Shareef don't like it
Rockin' the Casbah
Rock the Casbah

Now over at the temple
Oh! They really pack 'em in
The in crowd say it's cool
To dig this chanting thing
But as the wind changed direction
The temple band took five
The crowd caught a wiff
Of that crazy Casbah jive

The Shareef don't like it
Rockin' the Casbah
Rock the Casbah
The Shareef don't like it
Rockin' the Casbah
Rock the Casbah

The king called up his jet fighters
He said you better earn your pay
Drop your bombs between the minarets
Down the Casbah way

As soon as the Shareef was
Chauffeured outta there
The jet pilots tuned to
The cockpit radio blare

As soon as the Shareef was
Outta their hair
The jet pilots wailed

The Shareef don't like it
Rockin' the Casbah
Rock the Casbah
The Shareef don't like it
Rockin' the Casbah
Rock the Casbah

He thinks it's not kosher
Fundamentally he can't take it.
You know he really hates it.


- - -

TESTO TRADOTTO:

Rock nella Casbah


Ora il re ha detto all'uomo nero
Devi lasciar perdere il raga
Il petrolio giù nel deserto
E' schizzato alle stelle
Lo Sceicco ha guidato la sua Cadillac
Ha fatto un viaggio giù in città
Il muezzin stava lì
Sulla griglia del radiatore

Allo Sharif non piace
Rockeggiare la Casbah
Rock nella Casbah
Allo Sharif non piace
Rockeggiare la Casbah
Rock nella Casbah

Per ordine del profeta
Abbiamo proibito questo suono spaventoso
Che faceva degenerare il fedele
Con quel pazzo suono della Casbah
Ma i Beduini hanno portato
La batteria cammello elettrica
Il locale chitarrista
Ha il pollice sulla sua chitarra
Ma non appena lo Sharif
Ha sgomberato la piazza
Hanno cominciato a lamentarsi

Allo Sharif non piace
Rockeggiare la Casbah
Rock nella Casbah
Allo Sharif non piace
Rockeggiare la Casbah
Rock nella Casbah

Adesso, sopra al tempio
Oh! Lo hanno davvero affollato
La folla dice che è "cool"
Apprezzare questa musica
Ma come il vento ha cambiato direzione
La banda fa una pausa
La folla prende un respiro
Di quel matto ritmo della Casbah

Allo Sharif non piace
Rockeggiare la Casbah
Rock nella Casbah
Allo Sharif non piace
Rockeggiare la Casbah
Rock nella Casbah

Il re chiamò i suoi piloti di caccia
Dicendo che era meglio che si guadagnassero la paga
Gettate le vostre bombe tra i minareti
Giù sulla Casbah

Non appena lo Sharif fu
Portato via da li
I piloti sintonizzarono
La radio dell'aereo

Non appena lo Sharif fu
Fuori dai piedi
I piloti esultarono

Allo Sharif non piace
Rockeggiare la Casbah
Rock nella Casbah
Allo Sharif non piace
Rockeggiare la Casbah
Rock nella Casbah

Lui pensa che non sia kosher (appropriato)
Fondamentalmente non lo sopporta
Sai lo odia davvero

- - -


Come già accennato, la canzone comprende un buon numero di termini arabi, ebraici, pakistani e nordafricani. Nella traduzione ho preferito non tradurre questi termini, così come non li troverebbe tradotti un ascoltatore madrelingua. Una volta analizzati i termini "stranieri", il significato della canzone è semplice.
Cominciamo con il capire cos'è la Casbah. "Casbah" Si riferisca a "Qasba", ovvero la fortificazione delle città arabe. Dunque "Rock in the Casbah" si legge come "Rock all'interno della città araba".
"You have to let that raga drop" talvolta si trova tradotto "Devi lasciar perdere questo reggae", frase non molto pertinente. "Raga" non è Reggae, ma è un genere musicale indiano estremamente complesso e di lunga durata. Le prime due strofe del testo vennero ispirate dal manager della band Bernie Rhodes che, dopo aver ascoltato una registrazione del gruppo a suo giudizio troppo lunga, ebbe a dire "does everything have to be as long as this raga?", "deve essere tutto così lungo come questo raga?". Le prime due strofe del testo vennero prima dell'idea di scrivere una canzone sul rock nel mondo arabo, sono quindi un po' a sé stanti.
Credo che tutti sappiano il significato di "sceicco" e "Beduino", quanto al "Muezzin" è l'incaricato di salmodiare una determinata preghiera ad una certa ora del giorno.
L'errore più comune, che troviamo praticamente in ogni traduzione disponibile su internet di questa canzone, è relativo al termine "Sharif". Se andiamo a cercare, vediamo che "Sharif" è sempre tradotto con "sceriffo" senza nessuna spiegazione in merito.
"Sharif" in arabo significa "nobile", ma non esistendo un sistema nobiliare simile a quello occidentale la nobiltà va intesa come morale e non dinastica. Il termine si usa per indicare la discendenza del profeta Maometto o come titolo onorifico in generale. Niente a che vedere con la carica di sceriffo come tutore della legge. "Sharif" dunque sembra più un richiamo diretto a Khomeini, il ritornello "The Shareef don't like it, Rockin' the Casbah...", verrebbe idealmente letto come "a Khomeini non piace il Rock nella Casbah".
Sarebbe bello poter spiegare chiaramente cos'è un "electric camel drum" che portano i beduini, la verità è che probabilmente si tratta solo di un gioco di parole. Si può leggere come "batteria elettrica portata a dorso di cammello".
Fatte le precedenti precisazioni, il testo è facile da interpretare. C'è un re (king), che poi è anche lo "Sharif", che odia il rock e lo dichiara proibito. Per quanto faccia però, la popolazione continua ad ascoltare e suonare il rock ignorando il divieto. L'ultima strofa ci spiega che il re odia davvero il rock, perchè trova che non sia "kosher". "Kosher" è un termine ebraico che, riferito al cibo, significa "adatto".
Se volessimo trovare una morale in questa canzone, questa sarebbe che se imponi un divieto stupido, nessuno lo seguirà.


domenica 15 dicembre 2013

London calling


London calling - The Clash, London calling, 1979

28 marzo del 1979, ore 4.00, centrale nucleare di Three Mile Island in Pennsylvania USA.
La centrale opera ad un regime del 97% quando qualcosa non funzione nel circuito di raffreddamento secondario del reattore. Strumentazione inadeguata e scarsa competenza del personale portarono a quello che fino ad oggi è considerato il peggiore incidente nucleare nella storia dell'energia nuclare commerciale. Il nocciolo del reattore arrivò ad una parziale fusione, tutt'oggi il reattore è chiuso e in stato di monitoraggio in attesa dello smantellamento (perchè è bene che si sappia, nessono finora ha mai smantellato una centrale nucleare e nessuno ha un'idea precisa di come si possa fare).
Da quel terribile incidente nacque la canzone "London calling" scritta da degli spaventati e sconcertati Clash.

Il punk va ascoltato così: vecchio, smagnetizzato e analogico!

Joe Strummer, leader della band, in merito "all' errore nucleare" che portò alla nascita della canzone ebbe a dire :

"We felt that we were struggling about to slip down a slope or something, grasping with our fingernails. And there was no one there to help us."

"Ci sentivamo come se stessimo per scivolare giù per un pendio o qualcosa di simile, grattando con le nostre unghie (per non cadere). E non ci fosse nessuno lì ad aiutarci"

"London calling" però non è solo paura per il nucleare, è un insieme dei timori dei Clash. Nella canzone sono inseriti anche riferimenti alla brutalità della polizia, al disagio sociale, alle droghe ed infine alla precaria situazione della band in quel periodo.
I Clash non avevano più un manager, erano fortemente indebitati e l'ondata punk ormai era alla fine. Per fortuna i Clash poi hanno superato quel momento difficile, anche grazie a questa canzone che riuscì a rimanere nelle classifiche inglesi per 15 settimane. Fu anche la prima canzone dei Clash ad entrare nelle classifiche straniere, rimase la canzone di maggior successo fino a "Shoul I stay or Should i go" composta dieci anni dopo. In parte la popolarità di questa canzone è dovuta anche al videoclip, girato su una chiatta in una piovosa sera lungo il Tamigi.

TESTO ORIGINALE:

London calling

London calling to the faraway towns
Now war is declared, and battle come down
London calling to the underworld
Come out of the cupboard,
you boys and girls
London calling, now don't look to us

Phoney Beatlemania has bitten the dust
London calling, see we ain't got no swing
'Cept for the ring of that truncheon thing

The ice age is coming, the sun's zooming in
Meltdown expected, the wheat is growing thin
Engines stop running, but I have no fear
'Cause London is drowning, and I live by the river

London calling to the imitation zone
Forget it, brother, you can go it alone
London calling to the zombies of death
Quit holding out, and draw another breath
London calling, and I don't wanna shout
But while we were talking, I saw you nodding out
London calling, see we ain't got no high
Except for that one with the yellowy eyes

The ice age is coming, the sun's zooming in
Engines stop running, the wheat is growing thin
A nuclear error, but I have no fear
'Cause London is drowning, and I live by the river

Now get this

London calling, yes, I was there, too
An' you know what they said?
Well, some of it was true!
London calling at the top of the dial
After all this, won't you give me a smile?
London calling

I never felt so much alike alike alike alike

- - -

TESTO TRADOTTO:

Londra chiama

Londra chiama le città lontane
Adesso la guerra è dichiarata, la battaglia in arrivo
Londra chiama l'oltretomba
Venite fuori dall'armadio,
ragazzi e ragazze
Londra chiama, adesso non guardate noi
La falsa Beatlemania ha mangiato la polvere
Londra chiama, vedi noi non abbiamo oscillazioni
Eccetto che per l'anello del manganello

L'era glaciale sta arrivando, il sole sta ingrandendo
La fusione è prevista, il grano cresce magro
Motori smettono di girare, ma io non ho paura
Perchè Londra sta affondando, ed io vivo sulla riva del fiume

Londra chiama alla zona d'imitazione
Lascia perdere, fratello, puoi andare da solo
Londra chiama gli zombie della morte
Molla la presa, e prendi un altro respiro
Londra chiama, ed io non voglio urlare
Ma mentre stavamo parlando, ti ho visto fare un cenno fuori
Londra chiama, vedi non siamo andati troppo in alto
Eccetto quello con gli occhi giallastri

L'era glaciale sta arrivando, il sole sta ingrandendo
Motori smettono di girare, il grano cresce magro
Un errore nucleare, ma io non ho paura
Perchè Londra sta affondando, ed io vivo sulla riva del fiume

Ora prendete questo

Londra chiama, si, ero li, anche io
E lo sai cosa hanno detto?
Bene, che in parte era vero !
Londra chiama dalla cima del quadrante
Dopo tutto questo, non vuoi farmi un sorriso?
Londra chiama

Non mi sono mai sentito così così così così

- - -

Ed ora un'occhiata al testo:
Il ripetuto "London calling" fa riferimento alla frase "This is London calling..." che usava l'emittente radio BBC durante la seconda guerra mondiale, quando trasmetteva verso i paesi occupati.
"Now war is declared, and battle come down" sembrerebbe far riferimento ad un'eventuale guerra nucleare, dopotutto in quegli anni non era poi così improbabile.
"Phoney Beatlemania has bitten the dust" è un riferimento alla fine dell'ondata punk degli anni '70.
" 'Cept for the ring of that truncheon thing" è una frase nella quale i Clash esprimono la loro preoccupazione per la brutalità della polizia, "ring of that truncheon thing" altro non è che il manganello che all'epoca era dotazione standard per le forze dell'ordine inglesi.
"The ice age is coming, the sun's zooming in Meltdown expected, the wheat is growing thin Engines stop running" sono tutti riferimenti alle conseguenze di una catastrofe nucleare. "Engines stop running" potrebbe riallacciarsi all'iniziale frase sulla guerra dichiarata, in caso di un'esplosione nucleare l'onda elettromagnetica "friggerebbe" tutti i componenti elettronici di un motore facendolo fermare. Ma è anche probabile che si continui a far riferimento alla crisi di Three Mile Island, senza l'energia prodotta dalla centrale i motori si fermano. Quale sia la spiegazione più veritiera solo i Clash lo sanno.
" 'Cause London is drowning, and I live by the river" è una delle ennesime paure di Strummer: che il Tamigi rompa gli argini e sommerga buona parte del centro di Londra. Oggi per evitare questa eventualità esiste la Thames Barrier, segno che le paure di Strummer non erano del tutto infondate.
Il testo segue con frasi di paura e paranoia da disastro nucleare, fino a "Except for that one with the yellowy eyes". Questa frase sugli occhi gialli è un riferimento all'abuso di alcolici.
L'ultima frase su cui soffermarsi è "London calling, yes, I was there, too An' you know what they said? Well, some of it was true!". Questa frase è la più personale della canzone, riassume un po' il sentimento dal quale è nata. Si potrebbe leggere come "Ho un sacco di paure e sai Londra cos'ha detto? Che buona parte di queste sono fondate!". Da questa amara presa di coscienza arriva la frase finale : "I never felt so much alike alike alike alike".

Chiudo questa piccola recensione con qualche parola sull'energia nucleare. Il nucleare non è affatto "pulito e sicuro", in realtà è sporchissimo e pericolosissimo. In Italia abbiamo avuto (stranamente) il buon senso di non costruire centrali nucleari. Tramite 2 referendum popolari siamo riusciti a rimanere "denuclearizzati" (almeno fino ad un certo punto, perchè anche se non se ne parla molto ci sono reattori nucleari in Italia. Piccoli, militari, ma ci sono). E' questione di tempo prima che i politicanti di turno non tornino a favoleggiare di un "nucleare italiano". Quando questo accadrà, fermiamoci un attimo ad ascoltare i Clash e poi vediamo di dire "NO" ancora una volta. Perchè se il nucleare è già dannatamente pericoloso un eventuale "nucleare italiano", visto come vanno le cose qui da noi, è assicurazione di catastrofe.

venerdì 9 agosto 2013

Rebel waltz



Rebel waltz - The clash, Sandinista!, 1980


Che un gruppo punk parli di rivoluzione non è strano, che lo faccia sulle note di un valzer e con delle parole degne di una vecchia ballata irlandese si. Eppure è questo che fanno i Clash con "Rebel Waltz", contenuta nell'album "Sandinista!". In realtà "Sandinista!" stesso è un album molto strano, di difficile collocazione tra i generi musicali. Nelle 36 canzoni dell'album ci sono influenze funky, raggae, jazz, gospel, rockabilly, folk, R'n'B e chissà cos'altro. Un lavoro così vario e fuori dagli schemi non fu subito apprezzato, in molti si aspettavano del punk e trovarsi con un frullato di ogni genere musicale lasciò molti ascoltatori perplessi (compreso il sottoscritto, almeno inizialmente). E' nella natura del punk rompere le convenzioni e infrangere le regole, "Sandinista!" forse si rivelò più punk dei punk all'epoca.
Il signor Strummer
Oggi comunque è considerato uno dei migliori album rock del secolo scorso.
Tornando alla canzone in particolare, "Rebel waltz" parla della rivoluzione nei suoi tratti più romantici: Dei ribelli che combattono contro un nemico infinitamente più potente, una guerra che non può essere vinta, un valzer ballato assieme ad una ragazza e una voce che grida "Resistere!". Nel testo non ci sono riferimenti ad una rivoluzione in particolare. In molti pensano che sia riferita alla guerra civile spagnola, ma personalmente non penso sia così. Potrebbe benissimo essere un testo adatto alla rivoluzione messicana o russa. Non si accenna mai ai motivi della rivoluzione, perchè qualsiasi sia il motivo tutti i ribelli si trovano a ballare lo stesso valzer di eventi descritti nella canzone.

TESTO ORIGINALE:

Rebel waltz

I slept and I dreamed of a time long ago
I saw an army of rebels, dancing on air
I dreamed as I slept, I could see the campfires,

A song of the battle, that was born in the flames,
and the rebels were waltzing on air.

I danced with a girl to the tune of a waltz
that was written to be danced on the battlefield
I danced to the tune of a voice of a girl
A voice that called "Stand till we fall
we stand till all the boys fall."

As we danced came the news that the war was not won

5 armies were coming, with carrige and gun
Through the heart of the camp
swept the news from the front
A cloud crossed the moon, a child cried for food

We knew the war could not be won.

So we danced with a rifle, to the rhythm of the gun
in a glade through the trees i saw my only one
Then the earth seemed to rise hell hot as the sun

The soldiers were dying, there was tune to the sighing.
The song was an old rebel one.

As the smoke of our hopes rose high from the field
My eyes played tricks through the moon and the trees

I slept as I dreamed I saw the army rise
A voice began to call, stand till you fall
The tune was an old rebel one. 

- - - 

TESTO TRADOTTO:
 
Valzer ribelle

Ho dormito e sognato di un tempo molto lontano
Ho visto un'armata di ribelli, danzanti in aria
Ho sognato mentre dormivo, potevo vedere i fuochi dell'accampamento,
Un canto di battaglia, che è nato tra le fiamme,
E i ribelli danzavano valzer in aria.

Ho bellato con una ragazza, sulle note di un valzer
che è stato scritto per essere ballato sul campo di battaglia
Ho danzato sulle note della voce di una ragazza
Una voce che ha gridato "Resistiamo finchè cadiamo
resisteremo finchè tutti i ragazzi saranno caduti."

Mentre danzavamo arrivò la notizia che la guerra non era vinta
5 armate stavano arrivando, con carro e pistola
Attraverso il cuore dell'accampamento
filtrò la notizia dal fronte
Una nuvola attraversò la luna, un bambino piangeva per il cibo
Sapevamo che la guerra non poteva essere vinta

Così danzammo con un fucile, al ritmo della pistola
In una radura attraverso gli alberi, ho visto il mio unico
Allora la terra sembrò salire (in un) inferno caldo come il sole
I soldati stavano morendo, c'era motivo di sospirare
La canzone era una vecchia ribelle.

Come il fumo delle nostra speranze salì in alto dal campo
I miei occhi mi giocavano scherzi attraverso la luna e gli alberi
Ho dormito e ho sognato ho visto un'armata sorgere
Una voce iniziò a gridare, resisti finchè non cadi
La melodia era una vecchia ribelle.

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Questa è una di quelle canzoni che nella traduzione perdono molta della loro espressività, quindi ecco un po' di note. La frase "and the rebel were waltzing on air" si riferisce più a dei combattenti sbalzati in aria dalle esplosioni che a dei ribelli che "danzavano valzer in aria". " I saw my only one" è particolarmente difficile da tradurre nel contesto. Qui ci si riferisce probabilmente ad un amore, qualcuno caro intravisto nel bosco pochi attimi prima che i cannoni rendano la terra "un inferno più caldo del sole". La mancanza di ogni altro riferimento a questo personaggio rende davvero difficile tradurre la frase, sono stato costretto a mettere un orribile "ho visto il mio unico" ma non va assolutamente bene. "The soldiers were dying, there was tune to the sighing" è un altro passo un po' particolare da tradurre. Per quanto la traduzione sia in effetti "i soldati stavano morendo, c'era motivo di sospirare" non credo sia questo il vero significato della frase. Probabilmente "Tune" è usato nel significato di melodia, quindi la frase dovrebbe essere qualcosa tipo "I soldati stavano morendo, c'era una melodia di lamenti" che avrebbe più senso. Ma la mia conoscenza dell'inglese non è così ferrea da poter dare con certezza questa interpretazione.