martedì 12 gennaio 2016

Life on Mars?



Life on Mars? – David Bowie, Hunky Dory, 1971

Ieri all’età di 69 anni è morto David Bowie e, se non vivete su Marte, è impossibile che non ve ne siate accorti. Ogni telegiornale ha fatto il suo servizio in merito, alcuni migliori di altri, ripercorrendo la vita e i successi del grande David. Presto in tv rivedremo Labyrinth, alla radio già riascoltiamo le sue canzoni e sui giornali leggiamo le stesse cose dette in tv. E’ sempre così quando un grande personaggio muore, è giusto che sia così, però è triste. C’è qualcosa nel modo in cui i media trattano la scomparsa dei grandi personaggi che mi lascia l’amaro in bocca. Mi sembra che trattino l’argomento come una notizia sensazionale, non con il dovuto rispetto e cordoglio. Ma forse è solo una mia impressione…

C'è vita su marte, David?

Probabilmente è scontato che scriva di una sua canzone oggi, ma anche io voglio rendergli omaggio in qualche modo. Erano molti anni che non ascoltavo David, ma le sue canzoni mi hanno accompagnato come molti altri nel corso della vita. Ho scelto Life on Mars, perché assieme a Hero sono da sempre la mie preferite. Non è una scelta originale, lo so, ma preferisco la sincerità alla ricercatezza.  Life on Mars è stata scritta da Bowie nel giugno del 1973, a quanto pare non ha avuto alcuna difficoltà nel comporre la canzone che “si è scritta da se”.  Uscì in 45 giri assieme a “The man who sold the world”, altra insuperabile vetta nell’olimpo delle canzoni leggendarie.  Curiosamente, Life on Mars usa praticamente gli stessi accordi della canzone di Frank Sinatra My Way, anche se risulta completamente diversa all’ ascolto.

TESTO ORIGINALE:

Life on Mars?

It's a God-awful small affair
To the girl with the mousy hair
But her mummy is yelling no
And her daddy has told her to go

But her friend is nowhere to be seen
Now she walks through her sunken dream
To the seat with the clearest view
And she's hooked to the silver screen

But the film is a saddening bore
For she's lived it ten times or more
She could spit in the eyes of fools
As they ask her to focus on


Sailors fighting in the dance hall
Oh man look at those cavemen go
It's the freakiest show
Take a look at the lawman
Beating up the wrong guy
Oh man wonder if he'll ever know
He's in the best selling show
Is there life on Mars?

It's on America's tortured brow
That Mickey Mouse has grown up a cow
Now the workers have struck for fame
'Cause Lennon's on sale again
See the mice in their million hordes
From Ibiza to the Norfolk Broads
Rule Britannia is out of bounds
To my mother, my dog, and clowns
But the film is a saddening bore
'Cause I wrote it ten times or more
It's about to be write again
As I ask you to focus on


Sailors fighting in the dance hall
Oh man look at those cavemen go
It's the freakiest show
Take a look at the lawman
Beating up the wrong guy
Oh man wonder if he'll ever know
He's in the best selling show
Is there life on Mars?

- - -

TESTO TRADOTTO :

Vita su Marte?

E’ un orribile piccolo affare
Per la ragazza con i capelli castani chiari
Ma sua mamma ha gridato no
E suo padre le ha detto dandare

Ma il suo amico non si vede
Adesso lei cammina attraverso i suoi sogni infranti
Verso il posto con la vista migliore
E si attacca allo schermo argenteo

Ma il film è di una noia mortale
Perché lo ha già vissuto dieci volte e anche più
Lei potrebbe sputare negli occhi dei folli
Che le chiedono di concentrarsi (sul film)

Marinai che lottano nella sala da ballo
Oh gente! Guarda quei cavernicoli andare
E’ lo spettacolo più strano
Dai un’occhiata all’uomo di legge
Pestare il tizio sbagliato
Oh gente! Chissà se saprà mai
Che lui è nello spettacolo più venduto
C’è vita su marte?

E’ sulla fronte torturata dell’America
Che Topolino è diventato una mucca
Adesso i lavoratori hanno scioperato per fama
Perché Lennon è nuovamente in vendita
Guarda i topi nelle loro milioni di orde
Da Ibiza a Norfolk
“Rule Britannia” è fuori moda
A mia madre, il mio cane e i miei clown
Ma il film è di una noia mortale
Perché l’ho scritto dieci volte o più
Sta per essere scritto di nuovo
Mentre ti chiedo di contentrarti (sul film)

Marinai che lottano nella sala da ballo
Oh gente! Guarda quei cavernicoli andare
E’ lo spettacolo più strano
Dai un’occhiata all’uomo di legge
Pestare il tizio sbagliato
Oh gente! Chissà se saprà mai
Che lui è nello spettacolo più venduto
C’è vita su marte?

- - -

Nella prima strofa troviamo uno dei due protagonisti della canzone, una ragazzina adolescente. Preciso che la ragazzina non ha i capelli color topo,  mousy hair” significa castano molto chiaro, al limite capelli poco curati, ma per certo non capelli grigi color topo! La ragazza ha litigato con i genitori, una cosa di poco conto ma per lei molto importante (It's a God-awful small affair). Il suo amico non c’è (her friend is nowhere to be seen) e per sfuggire al cattivo umore (Now she walks through her sunken dream) decide di andare a vedere un film al cinema (To the seat with the clearest view / And she's hooked to the silver screen).  Il film però è terribilmente noioso, già visto, e la ragazza che cercava una fuga dalla realtà si trova a vedere qualcosa di già vissuto più e più volte (But the film is a saddening bore … As they ask her to focus on).  Il ritornello è composto da una serie di immagini non legate tra loro, come ne potremmo vedere facendo zapping alla televisione. La scena dei marinai che lottano (Sailors fighting in the dance hall) è un must del cinema degli anni 50 e 60. La frase con i cavernicoli (Oh man look at those cavemen go ) è sia un’altra immagine da film di serie B nonché una citazione dalla canzone “Alley oop” del gruppo “The hollywood Argyles” di fine anni ’50. Il poliziotto che se la prende con l’uomo sbagliato (Take a look at the lawman / Beating up the wrong guy) è una situazione cara al cinema Noir, nonché un voluto richiamo alla violenza tutt’altro che cinematografica. Oh man wonder if he'll ever know / He's in the best selling show, in questa strofa la linea tra realtà e finzione perde consistenza e ci si chiede se il protagonista sullo schermo del cinema sappia di essere all’interno di un film. Perché a questo punto non è chiaro se si stia parlando di una finzione o della vita reale, che in effetti la ragazza protagonista, ma anche tutti noi, abbiamo vissuto “dieci volte e anche più”.  Is there life on Mars? C’è vita su Marte? Nel cinema di fantascienza degli anni passati Marte catturava l’attenzione più di qualsiasi altro pianeta. Alieni, mostri, procaci donne marziane, tutto proveniva dal fratello minore della Terra. Oltre ad avere questo significato cinematografico, la frase rappresenta anche il desiderio della protagonista di fuggire verso una meta lontana e diversa, lontana dalla grigia quotidianità. Lo stesso Bowie ha confermato che la frase è un richiamo alla fuga, la ricerca di un posto migliore che sappiamo esistere ma che non riusciamo a trovare. La strofa seguente cambia protagonista, non è più il punto di vista della ragazza ma dello sceneggiatore del pessimo film. It's on America's tortured brow /
That Mickey Mouse has grown up a cow
, già dalle prime parole si vede la piega cinica che prende la canzone. La fronte torturata dell’America ha partorito il topo più famoso del mondo, Mikey Mouse… e lo ha trasformato in una fabbrica di soldi. Topolino è diventato una mucca da cui mungere soldi (Cash Cow), stessa poco gloriosa sorte è toccata a John Lennon (Now the workers have struck for fame / 'Cause Lennon's on sale again). In altre parole poco importa il significato di quel che viene veicolato tramite i media, che si tratti delle avventure per bambini di un topolino o i sogni di pace di Lennon, tutto diventa prodotto e quindi venduto e spremuto fino all’ultimo dollaro, svuotando i contenuti fino a lasciarne solo la foma (ne topo) o l’icona e il mito (Lennon). See the mice in their million hordes, prende spunto da una inquietante filastrocca per bambini, Three blind mice, dove i topolini ciechi finiscono per farsi tagliare la coda. In questo caso i topi sono la massa della gente, che si lascia convincere dai media dove andare e cosa fare.  From Ibiza to the Norfolk Broads, Ibiza e Norfolk erano mete di vacanza molto popolari all’epoca, posti dove i sopracitati topi vanno in massa. Rule Britannia is out of bounds  / To my mother, my dog, and clowns, “Rule Britannia” è una canzone inglese molto legata all’esercito, la marina ed il patriottistmo. Rappresenta i valori andati e non adatti ai media. But the film is a saddening bore / 'Cause I wrote it ten times or more, lo stesso creatore del film ammette che la sua opera è noiosa, perché è lo stesso argomento usato e riusato più volte. Qui non è solo il regista del film a parlare, ma lo stesso Bowie che per sua ammissione ama riutilizzare più volte lo stesso argomento per le sue canzoni. It's about to be write again / As I ask you to focus on, Lo stesso argomento sta per essere utilizzato ancora una volta, ma ci viene chiesto di concentrarci su come viene usato. Dunque in definitiva, David sembra suggerire alla ragazza che i film (ma qui si parla di musica, della musica dello stesso Bowie) se ben fatti non sono necessariamente una fuga dalla realtà, ma una sua rilettura proposta in modo da farci riflettere.  Bowie nelle sue canzoni, specie nel primo periodo, spesso usa il tema della solitudine nei suoi testi (anche in questo, la ragazza dopotutto è sola e triste), ma ogni volta propone una visione diversa del solito argomento.  L’argomento quindi non deve essere per forza originale, anche perché le cose più importanti non sono originali e vengono analizzate e riproposte sin da quando l’uomo ha messo le sue parole in poesia. Ogni componimento, ogni canzone, ogni film sul solito argomento però possono mostrarci e lasciarci qualcosa di unico e diverso.  Ammesso ovviamente che si tratti di lavori di qualità… la produzione scadente va lasciata ai topolini ciechi che vanno a fare le vacanze a Ibiza e Northfolk!




venerdì 25 dicembre 2015

Merry Christmas, I don’t want to fight tonight



Merry Christmas, I don’t want to fight tonight – Ramones, Brain Drain, 1989

Probabilmente nessuno si metterebbe a scrivere qualcosa su questa canzone, così come nessuno spenderebbe tempo a leggerne, se oggi non fosse Natale. Ma è molto tempo che non pubblico niente, è troppo tempo che non scrivo dei Ramones e per giunta è Natale ed ecco che “Merry Christmas, I don’t want to fight tonight” trova posto su questo piccolo blog.

Cartolina di Natale

Per dovere di cronaca diciamo che questa è la canzone di chiusura dell’undicesimo lavoro dei Ramones, Brain Drain, del 1989. L’album fu registrato nel Dicembre del 1988 e questo spiega la presenza di una canzone natalizia al suo interno, essendo però poi uscito nel Marzo dell’anno successivo si è perso un po’ del suo significato. La canzone è stata scritta interamente dal cantante della band, Joey Ramone, che probabilmente qualche problemino durante le feste natalizie deve averlo avuto…

TESTO ORIGINALE:

Merry Christmas, I don't want to fight tonight

Merry Christmas, I don't want to fight tonight with

Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight
with you

Where is Santa at his sleigh?
Tell me why is it always this way?
Where is Rudolph? Where is Blitzen, baby?
Merry Christmas, merry merry merry Christmas

All the children are tucked in their beds
Sugar-plum fairies dancing
in their heads
Snowball fighting,
it's so exciting baby

I love you and you love me
And that's the way it's got to be
I loved you from the start
'Cause Christmas ain't the time for breaking each other's heart

Where is Santa at his sleigh?
Tell me why is it always this way?
Where is Rudolph? Where is Blitzen, baby?
Merry Christmas, merry merry merry Christmas

All the children are tucked in their beds
Sugar-plum fairies dancing
in their heads
Snowball fighting,
it's so exciting baby

Ay yeah yeah yeah

I love you and you love me
And that's the way it's got to be
I knew it from the start
'Cause Christmas ain't the time for breaking each other's heart

Merry Christmas, I don't want to fight tonight with
Merry Christmas, I don't want to fight tonight with
Merry Christmas, I don't want to fight tonight with you

- - -

TESTO TRADOTTO:

Buon Natale, stasera non voglio combattere


Buon Natale, stasera non voglio combattere con

Buon Natale, stasera non voglio combattere
Buon Natale, stasera non voglio combattere
Buon Natale, stasera non voglio combattere
con te

Dov’è Santa con la slitta?
Dimmi perché è sempre così?
Dov’è Rudolph, Dov’è Blitzen, baby?
Buon Natale. Buon Buon Buon Natale

Tutti i bambini sono nascosti nei loro letti
Fate di zucchero e prugna danzano nelle
loro teste
Battaglie di palle di neve,
è così eccitante baby

Io ti amo e tu mi ami
Ed è così che deve essere
Ti ho amata dall’inizio
Perché il Natale non è il momento
per rompersi il cuore a vicenda

Dov’è Santa con la slitta?
Dimmi perché è sempre così?
Dov’è Rudolph, Dov’è Blitzen, baby?
Buon Natale. Buon Buon Buon Natale

Tutti i bambini sono nascosti nei loro letti
Fate di zucchero e prugna danzano
nelle loro teste
Battaglie di palle di neve,
è così eccitante baby

Ay yeah yeah yeah

Io ti amo e tu mi ami
Ed è così che deve essere
Ti ho amata dall’inizio
Perché il Natale non è il momento
per rompersi il cuore a vicenda

Buon Natale, stasera non voglio combattere con
Buon Natale, stasera non voglio combattere con
Buon Natale, stasera non voglio combattere
con te
 - - -

Merry Christmas i don’t want to fight tonight è una canzone di Natale, ma provenendo da un gruppo come i Ramones non è la classica canzone a base di bambini, neve e zuccherosi sentimenti. In realtà gli elementi ci sono tutti, ci sono persino le renne di Babbo Natale (Rudolph e Blitzen), ma il messaggio è molto più terreno e meno utopico del classico “dobbiamo essere tutti più buoni”. Qui ci limitiamo ad un “almeno per oggi, non litighiamo”, almeno a Natale non feriamoci a vicenda e vediamo di ricordarci perché ci vogliamo bene. Fosse possibile, sarebbe bello poter non litigare mai e ricordarsi sempre le cose profonde che ci legano a chi vogliamo bene, ma visto che non è possibile, almeno a Natale facciamo una tregua. Che poi il Natale non sia più una festa religiosa da molti anni, e che casomai era una festa pagana e non cristiana, non importa. Se il resto del mondo ha deciso che per un giorno dovremmo essere tutti un po’ migliori, che importanza ha il motivo? Può solo fare bene a noi, alle persone che amiamo e anche a quelle che proprio non amiamo. Facciamo uno sforzo e arriviamo anche al 26… poi possiamo tornare ad essere i soliti aridi Barabba senza cuore di sempre! Che dite, ce la faremo a resistere?


mercoledì 30 settembre 2015

Where are they now


Where are they now – Cock sparrer, Shock troops, 1982

I Cock sparrer sono una Band Oi! nata nell'est side di Londra nel 1974 dall'unione di 4 amici di infanzia: Colin McFaull, Mick Beaufoy, Steve Burgess detto "Burge" e Steve Bruce. Il nome della band deriva da cock sparrow, che in dialetto cockney significa Familirità / Confidenza.
I Cock sparrer non hanno mai raggiunto le vette massime del successo, si sono sciolti e riformati più volte nella loro lunga storia, ma nonostante questo sono considerati una delle band più influenti nel genere punk. Le loro canzoni sono state reinterpretate da molti gruppi di successo venuti dopo di loro, si può dire senza rischiare di esagerare che se il punk è quello che conosciamo in parte è anche grazie a loro.

I Cock sparrer. Più punk di così...
 
La canzone "Where are they now" è uno spaccato di un periodo, una finestra sul punk del 1982. In "Where are they now" si passa al setaccio sei anni di movimento punk, vengono citate le figure di riferimento e messa in evidenza la loro latitanza. Nel 1982 il punk sembrava alla fine, era un movimento morente e a contribuire alla loro morte erano stati anche coloro che lo avevano fatto nascere. Personaggi forti ma incoerenti, in soli sei anni erano tutti spariti e senza di loro il punk non sembrava poter sopravvivere.
Il punk poi riprese vita grazie a nuovi gruppi e nuovi personaggi, ma all'epoca sembrava veramente finito e lo slogan "no future" dei Sex Pistols rischiava di diventare il suo epitaffio. 

TESTO ORIGINALE:

Where are they now

I believed in julie when she said how easy it could be
And I believed in Tommy and his written words of anarchy
And I believed in Joe when he said we had to fight
And I believed in Jimmy when he told us to unite

Where are they now
Where are they now
Where are they, six years on and they've all gone
Now it's all turned sour
Where are they now

Hollywood nights in Soho
Writing on the wall of The Roxy loo
Rotten on the telly
Showing what a few choice words can do
Was it ever worth it
Causing all the fuss
You know, I believed in them
Don't you believe in us

No more kids are innocent
We will get fooled again
Only faces ever change
The song remains the same

Was it ever worth it
Causing all the fuss
You know, I believed in them
Don't you believe in us

Where are they know....

- - -

TESTO TRADOTTO:


Dove sono loro adesso

Ho creduto in Julie quando ha detto che poteva essere facile
E ho creduto in Tommy e le sue parole scritte di anarchia
E ho creduto in Joe quando ha detto che dovevamo combattere
E ho creduto in Jimmy quando ci ha detto di stare uniti

Dove sono loro adesso
Dove sono loro adesso
Dove sono loro, sei anni e sono andati tutti
Ora è tutto si è guastato
Dove sono loro adesso


Notti di Hollywood a Soho
Scrivendo sul muro del The Roxy loo
Rotten in tivù
Mostrando ciò che alcune parole possono fare

Ne è valsa la pena
Causando tutto questo trambusto
Sai, ho creduto in loro
Non credere in noi

Non ci sono più i bambini innocenti

Finiremo nuovamente sommersi
Solo le facce cambiano
La canzone rimane la stessa

Era mai vale la pena
Causando tutto questo trambusto
Sai, ho creduto in loro
Non credere in noi

Dove sono loro sai....

- - -

Chi sono i personaggi citati all'inizio della canzone? Alcuni sono più facili da indovinare di altri, ma per toglierci ogni dubbio possiamo far riferimento ad un'intervista di Mickey Beaufoy, il chitarrista della band, rilasciata alla fanzina Shizopunk nel 2006:

Julie Burchill and Tony Parsons were rebellious "punk" journalists from the late 70’s. Joe is the late, great Joe Strummer, Jimmy is Jimmy Pursey and Rotten was Johnny Rotten from the Sex Pistols...

Julie Burchill e Tony Parsons erano giornalisti "punk" ribelli del tardo 1970. Joe è il solo, grande Joe Strummer, Jimmi è Jimmy Pursey (leader degli Sham 69) e Rotten era Johnny Rotten dei Sex Pistols...

Dunque la canzone comincia con una rassegna dei personaggi chiave del movimento Punk, movimento in cui i Cock sparrer e migliaia di altri giovani credevano. La scelta della parola "Belive", ovvero "credere" è forte e appropriata. I punk non credono nella politica, non credono nella religione, praticamente non credono in niente. Ma i punk credevano nelle parole di Strummer, di Rotten e di coloro che propagandavano il punk come un modo per cambiare le cose. Credere in qualcosa è bello fa sentire sicuri, ma agli inizi degli anni '80 ai punk non era rimasta nessuna figura di riferimento. "...six years on and they've all gone", sei anni e sono tutti andati e adesso che non ci sono "...all turned sour", tutto si è guastato.
La seconda strofa cita un episodio abbastanza conosciuto riguardante i Sex Pistols. "Rotten on the telly showing what a few choice words can do" fa riferimento all' incidente "Grundy". Il primo dicembre 1976 i Sex Pistols sostituirono come ospiti all'ultimo momento i Queen nel programma televisivo Today. Rotten disse in diretta "Shit" (letteralmente merda), provocato dal giornalista Bill Grundy, Rotten rincarò la dose con un'altra serie di insulti. Viste con gli occhi di oggi, le parole di Rotten dette in televisione non fanno minimamente scalpore, ma nell'Inghilterra del 1976 causarono un terremoto mediatico di grandi dimensioni. Sebbene Today fosse trasmesso da una rete locale e solo a Londra videro l'intervista incriminata, la notizia si sparse per tutta l'Inghilterra. Televisioni e giornali ne parlarono e se anche Grundy non perse il lavoro, la sua carrierà finì quel giorno.
I Cock sparrer, citato l'episodio, sottolineano che ne è valsa la pena. Aggiungono nuovamente che loro avevano creduto e ci avvisano di non credere in loro, di non commettere il loro stesso errore.
L'errore che dobbiamo evitare è spiegato poco più avanti, "Only faces ever change, the song remains the same", le faccie cambiano ma le canzoni restano. I Cock sparrer avevano fatto l'errore di credere nelle persone che portavano le idee, ma le persone in soli sei anni sono sparite. Restano le idee, ed è in quelle che bisogna credere, le idee non ti abbandonano mai.


Dark was the night, cold was the ground


Dark was the night, cold was the ground – Blind Willie Jhonson, 1927

E' una serata fredda e buia, guardando fuori dalla finestra per un momento pensiamo a tutti quelli che non hanno un riparo e che sono fuori, sotto un tetto di stelle. La notte scura ed il suolo freddo, un'esperienza che moltissimi esseri umani in questo momento stanno vivendo. Tra i molti che non sono stati fortunati nella vita e si sono trovati a vivere questa scomoda esperienza troviamo Blind Willie Jhonson, adesso riconosciuto come uno dei più grandi compositori blues di tutti i tempi ma che ha vissuto ed è morto in povertà. 

La voce di Willie viaggia tra le stelle

Blind Willie Jhonson nacque a Brenham, Texas, il 22 gennaio 1897. Orfano di madre, a cinue anni si costruì la sua prima chitarra e annunciò al padre che avrebbe fatto il predicatore. Non era cieco dalla nascita, perse la vista a sette anni. Le informazioni sulla sua vita non sono certe, la storia più accreditata è che perse la vista a causa della madre adottiva, che gli lanciò della lisciva negli occhi dopo un violento litigio con il padre. Nonostante le disgrazie che sin da giovanissimo lo colpirono, Willie rimase molto religioso ed usò la musica per diffondere il suo credo. Passò la vita a suonare la sua musica, a metà tra il blues e lo spiritual, per le strade di molte città del Texas. Della sue canzoni restano 29 brani registrati per la Columbia Records durante gli anni della grande depressione. Tra questi "Dark was the night, cold was the ground" è uno dei più famosi, nonostante sia praticamente privo di testo. La canzone è un grande esempio di uso dello slide, dove la voce si limita ad accompagnare la chitarra con mormorii tipici dello spiritual. Per l'effetto slide Willie usava un collo di bottiglia, secondo altre fonti un coltello. Nel 1977 la canzone Dark was the night, cold was the ground, venne scelta per essere inserita nel disco d'oro a bordo delle sonde del progetto Voyager, per rappresentare la solitudine umana.


*la canzone non ha un testo, ma una serie di vocalizzazioni in stile gospel*



Il progetto Voyager prevedeva lo studio dei confini del sistema solare tramite due sonde, la Voyager 1 e la Voyager 2. Oltre agli strumenti scientifici necessari per la missione, i progettisti della nasa pensarono di inserire nelle sonde un disco che raccogliesse i suoni dell'umanità. Terminata la loro missione e sorpassati i confini del sistema solare, le due sonde Voyager si sono strasformate in messaggi in bottiglia che forse, un giorno, qualche intelligenza aliena recupererà.
Blind Willie Jhonson ha vissuto una vita difficile e triste, morì di malaria il 18 settembre 1945 dopo che gli venne negato il ricovero in ospedale. Non lo accettarono perchè era cieco, secondo altre fonti perchè era nero, o forse perchè era povero.
In questo momento le sonde sono a 19,899,332,774 Km dalla terra in continuo allontanamento, la malinconia e la difficile situazione umana sono in viaggio tra le stelle, sottoforma delle note e della voce di Willie. 



venerdì 31 luglio 2015

Losing my religion



Losing my religion – REM, Out of time, 1991

Losing my religion è senza dubbio la canzone più famosa e più apprezzata che i REM abbiano mai composto e probabilmente il loro successo mondiale è dovuto in buona parte anche a questa canzone, che ha fatto da trampolino di lancio per il gruppo. Contenuta come seconda traccia del loro settimo album intitolato Out of time, a dispetto del nome la canzone non parla assolutamente di religione e di perdita di fede. "Losing my religion" è un modo di dire del sud degli Stati Uniti che in italiano si potrebbe tradurre con "Perdere il cervello", ovvero una persona o una situazione che ti porta al limite della sopportazione.

I Rem "perdono" la religione...

Il riff dela canzone è nato per caso, mentre il chitarrista Peter Buck stava strimpellando un mandolino appena comprato nel tentativo di imparare a suonarlo, mentre guardava la televisione. Il giorno dopo, riascoltando la registrazione, Buck trovò il riff interessante. Il basso è fortemente ispirato ai Fleetwood Mac, è lo stesso bassista Mike Mills ad ammettere di non essere riuscito a trovare qualcosa di più originale che si sposasse bene con la canzone. Ad oggi, losing my religion è la canzone di maggior successo dei REM e riuscì a piazzarzi al quarto posto nelle classifiche USA.


TESTO ORIGINALE:
 
Loosing my religion

Oh life, it's bigger
It's bigger than you
And you are not me
The lengths that I will go to
The distance in your eyes
Oh no, I've said too much
I set it up

That's me in the corner
That's me in the spotlight
Losing my religion
Trying to keep up with you
And I don't know if I can do it
Oh no, I've said too much
I haven't said enough

I thought that I heard you laughing
I thought that I heard you sing
I think I thought I saw you try

Every whisper
Of every waking hour
I'm choosing my confessions
Trying to keep an eye on you
Like a hurt, lost and blinded fool, fool
Oh no, I've said too much
I set it up

Consider this
Consider this, the hint of the century
Consider this, the slip
That brought me to my knees, failed
What if all these fantasies come
Flailing around
Now I've said too much

I thought that I heard you laughing
I thought that I heard you sing
I think I thought I saw you try

But that was just a dream
That was just a dream

That's me in the corner
That's me in the spotlight
Losing my religion
Trying to keep up with you
And I don't know if I can do it
Oh no, I've said too much
I haven't said enough

I thought that I heard you laughing
I thought that I heard you sing
I think I thought I saw you try

But that was just a dream
Try, cry, why try
That was just a dream
Just a dream
Just a dream, dream

- - -

TESTO TRADOTTO:


Perdendo la mia religione

Oh vita, è più grande
E' più grande di te
E tu non sei me
Le distanze che percorrerò
La distanza nei tuoi occhi
Oh no, ho detto troppo
L'ho voluto io

Quello sono io in un angolo
Quello sono io sotto i riflettori
Perdendo la mia religione
Cercando di stare al passo con te
E non so se ce la posso fare
Oh no, ho detto troppo
Non ho detto abbastanza

Ho pensato di sentirti ridere
Ho pensato di sentirti cantare
Credo di aver pensato di averti visto provare

Ogni sussurro
Di ogni ora di veglia
Sto scegliendo le mie confessioni
Cercando di tenere un occhio su di te
Come un ferito, perso e cieco stupido, stupido
Oh no, ho detto troppo
L'ho voluto io

Considera questo
Considera questo, il suggerimento del secolo
Considera questo, lo scivolare
Qusto mi ha portato in ginocchio, fallito
Cosa succede se queste fantasie si avverano
Agitando attorno
Ora ho detto troppo

Ho pensato di sentirti ridere
Ho pensato di sentirti cantare
Credo di aver pensato di averti visto provare

Ma era solo un sogno
Solo un sogno

Quello sono io in un angolo
Quello sono io sotto i riflettori
Perdendo la mia religione
Cercando di stare al passo con te
E non so se ce la posso fare
Oh no, ho detto troppo
Non ho detto abbastanza

Ho pensato di sentirti ridere
Ho pensato di sentirti cantare
Credo di aver pensato di averti visto provare

Ma era solo un sogno
Provare, piangere, perchè provare
E' stato solo un sogno
Solo un sogno
Solo un sogno. sogno

- - -

Losing my religion non parla di religione, ma è una canzone d'amore. Per la precisione è una canzone che parla dell'ossessione che si può avere per un'altra persone che, ovviamente, non ricambia i sentimenti e non si accorge di niente. Normalmente non apprezzo le canzone che trattano questo argomento sfruttatissimo nel mondo della musica (ma anche della poesia e delle arti in generale), ma trattandosi dei REM farò un'eccezione alla regola.
"I wanted to write a classic obsession song. So i did it". "volevo scrivere una classica canzone sull'ossessione. Così ho fatto", dice lo stesso Stipe, cantante del gruppo. Aggiunge anche che è una canzone sull'amore non corrisposto quindi non ci sono dubbi sul significato di questo testo. Quanto al testo, non è necessario esaminarlo per capirlo.
La parte probabilmente più significativa a mio parere è subito all'inizio. Oh life, it's bigger, It's bigger than you, and you are not me. Sembra che subito all'inizio il protagonista della canzone sia già consapevole che tutto il male che prova (e che segue nel testo) è frutto di una sua idea, sa che la vita "è grande", più grande dell'oggetto della sua ossessione e che quindi non dovrebbe perdere la testa (o la religione) in quel modo. Poi però come spesso accade nella realtà, il sapere le cose non serve a niente ed il povero protagonista della canzone scivola nei suoi mali fino a quella che a me sembra genuina autocommiserazione, il finale Just a dream. Quanto alla traduzione, l'unico passo un po' difficile è la frase I set it up che ha un sacco di significati che non sembrano calzare con il resto del testo. Cercando di capire quello che probabilmente Stipe voleva dire, ho deciso di tradurlo con un "l'ho voluto io" che dovrebbe essere appropriato. Infine, il nome provvisorio della canzone era "Sugar cane", ovvero canna da zucchero. Non ho la più pallida idea del perchè questa canzone dovesse chiamarsi canna da zucchero.

Rise


Rise – Public Image LTD, Album, 1986

John Lydon sarà sempre ricordato per essere il Johnny Rotten dei Sex Pistols, ma in realtà ha passato molto più tempo e inciso molte più canzoni con il suo gruppo successivo, i PIL. Il quinto album dei PIL ha un nome molto generico: Album. Se nel 1986 avessimo acquistato l'ultimo lavoro dei PIL su cassetta avremmo comprato "Album: cassette". Se invece fossimo stati all'avanguardia e avessimo preferito comprare l'innovativo Cd, avremmo preso "Album: CD". Esistono anche un Album:12'' e un Album: Video. Insomma, l'album prende il nome dal supporto su cui è registrato. 

John Lydon, meglio noto come Johnny Rotten

Per rendere l'esperienza dell'acquisto ancora più impersonale e generica, la grafica della copertina è la più piatta e anonima possibile, come potrebbe essere un qualsiasi prodotto non di marca acquistato in un supermercato economico.
La seconda canzone di Album, Rise, uscì come singolo. In origine la canzone doveva chiamarsi South Africa Song (canzone del sud Africa), comunque andando in un negozio di dischi avreste comprato semplicemente "single" in una confezione anonima come quella di Album.
Nel 1986 in sud Africa vigeva ancora l'Apartheid, neri e bianchi dovevano vivere in maniera separata e chi non sottostava a questa regola rischiava molto. Rise parla di quel mondo, di coloro che sono finiti in carcere per aver cercato la parità dei diritti e degli orrorri perpetrati in nome della razza superiore.

TESTO ORIGINALE:

Rise

I could be wrong, I could be right
could be wrong

I could be wrong, I could be right
I could be black, I could be white
I could be right, I could be wrong
I could be white, I could be black
Your time has come, your second skin
The cost so high the gain so low
Walk through the valley
The written word is a lie

May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you

Could be wrong, I could be right
Could be wrong, I could be right

I could be wrong, I could be right
I could be black, I could be white
I could be right, I could be wrong
I could be black, I could be white
They put a hot wire to my head
cos of the thing I did and said
And made these feelings go away
Model citizen in every way

May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you

Anger is an energy
Anger is an energy
Anger is an energy
Anger is an energy

May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you

Anger is an energy
Anger is an energy
Anger is an energy
Anger is an energy

Could be wrong, I could be right
Could be wrong, I could be right
I could be wrong, I could be right
I could be black, I could be white
I could be right, I could be wrong
I could be black, I could be white
Your time has come your second skin
The cost so high the gain so low
Walk through the valley
The written word is a lie

May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you

Could be wrong, I could be right
Could be wrong
They put a hot wire to my head
Cos of the things I did and said
They made these feelings go away
A model citizen in every way
Your time has come your second skin
The cost so high the gain so low

- - -

TESTO ORIGINALE:

Crescere


Potrei sbagliarmi, potrei essere nel giusto
potrei sbagliarmi

Potrei sbagliarmi, potrei essere nel giusto
Potrei essere nero, potrei essere bianco
Potrei essere nel giusto, potrei sbagliarmi
Potrei essere bianco, potrei essere nero
E' giunto il tuo momento, la tua seconda pelle
Il costo è così alto il guadagno così basso
Cammina attraverso la valle
La parola scritta è una menzogna

Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te

Potrei sbagliarmi, potrei essere nel giusto
Potrei sbagliarmi, potrei essere nel giusto

Potrei sbagliarmi, potrei essere nel giusto
Potrei essere nero, potrei essere bianco
Potrei essere nel giusto, potrei sbagliarmi
Potrei essere nero, potrei essere bianco
Hanno messo un filo caldo sulla mia testa
Per le cose che ho fatto e che ho detto
E hanno fatto andare via questi sentimenti
Cittadino modello in ogni modo

Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te

La rabbia è un'energia
La rabbia è un'energia
La rabbia è un'energia
La rabbia è un'energia

Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te

La rabbia è un'energia
La rabbia è un'energia
La rabbia è un'energia
La rabbia è un'energia

Potrei sbagliarmi, potrei essere nel giusto
Potrei sbagliarmi, potrei essere nel giusto
Potrei sbagliarmi, potrei essere nel giusto
Potrei essere nero, potrei essere bianco
Potrei essere nel giusto, potrei sbagliarmi
Potrei essere nero, potrei essere bianco
E' giunto il tuo momento la tua seconda pelle
Il costo è così alto il guadagno così basso
Cammina attraverso la valle
La parola scritta è una menzogna

Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te
Possa la strada crescere con te

Potrei sbagliarmi, potrei essere nel giusto
Potrei sbagliarmi
Hanno messo un filo caldo sulla mia testa
Per le cose che ho fatto e che ho detto
E hanno fatto andare via questi sentimenti
Cittadino modello in ogni modo
E' giunto il tuo momento, la tua seconda pelle
Il costo è così alto il guadagno così basso
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Alla fine degli anni '80 in Sud Africa la segregazione razziale non solo era presente, ma voluta e trasformata in forma di governo. Neri e bianchi non dovevano mescolarsi, dovevano rimanere divisi in ogni cosa. Per chi non avesse presente che cosa era l'Apartheid, immaginate uno stato dove ogni cosa è doppia. Esistevano autobus per i bianchi, e autobus più vecchi e senza posti a sedere per i neri. Esistevano negozi per bianchi forniti di ogni prodotto, e negozi per neri dove si trovava poca merce di bassa qualità. Bar per bianchi comodi ed eleganti, e bettole per neri. Dove non era possibile dividere completamente bianchi e neri, come in alcuni posti di lavoro, esistevano ben 4 bagni: 2 per uomini e donne bianchi, e 2 più piccoli e senza WC ma solo una buca per uomini e donne nere. In televisione venivano trasmessi spot commerciali doppi dello stesso prodotto, uno rivolto ai bianchi e uno rivolto ai neri. Questo mondo doppio può far sorridere per la sua palese stupidità, ma il sorriso muore velocemente se pensiamo alle atrocità commesse in nome della divisione. Per farla breve, come spesso succede nel mondo, per mantenere un governo delirante e stupido si ricorre a mezzi barbari: carcere, tortura e omicidio.
In quegli anni il cantante dei PIL ebbe modo di leggere un manuale che descriveva le tecniche di tortura utilizzate in sud Africa sui dissidenti, una lettura tutt'altro che piacevole che lo portò a scrivere la canzone Rise. Come accennato la canzone doveva chiamarsi "canzone del sud Africa", ma poi Lydon scelse di chiamarla "Rise" citando le parole di alcuni dei sopravvissuti agli interrogatori sud africani. In un intervista del 2013 Lydon ha dichiarato che Rise era fortemente ispirata a Nelson Mandela.
Passando al testo, il ripetuto "I could be wrong, I could be right" è ironico, è ovvio che l'apartheid è sbagliata e che almeno in questo caso il caro vecchio Johnny Rotten è nel giusto al 100%.
"I could be white, I could be black" significa che non fa alcuna differenza se si è bianchi o se si è neri. "Your time has come, your second skin" probabilmente è la frase detta dal carnefice alla povera vittima. "The cost so high the gain so low", è chiaramente riferito all'inutile spreco causato dalla segregazione razziale. Spreco di risorse, spreco di materiale e soprattutto spreco di vite umane. "Walk through the valley, The written word is a lie" è una frase che va intesa in maniera generica. Nelle intenzioni dei PIL oltre che denunciare l'Apartheid sud africana, c'era anche l'idea di fare un parallelo con la segregazione che si può vivere anche nel nostro mondo. Il "camminare per la valle" ha un sentore molto biblico, "la parola scritta è una bugia" si riferisce alle convenzioni che ci vengono imposte che siano giuste o meno.
"May the road rise with you" è una frase tratta da un'antica preghiera irlandese, un augurio di buona sorte.
"They put a hot wire to my head, cos of the thing I did and said", qui siamo arrivati alla parte della repressione e della tortura ai danni di chi cerca libertà e parità dei diritti.
"And made these feelings go away, Model citizen in every way", attraverso la tortura si cerca di annullare la personalità di una persona, cancellare la sua individualità e renderlo un "cittadino modello". Questa strofa va rapportata anche al nostro mondo dove, seppure non si viene torturati fisicamente, si cerca di forzare la personalità in modo che tutti pensino ed agiscano allo stesso modo considerato corretto (oppure vantaggioso, specie per chi si occupa di affari).
"Anger is an energy" è una frase che ci ricorda le origini punk di Jhon Lydon, la rabbia è una potente energia che se ben incanalata può essere usata per cambiare le cose.

Otto anni dopo l'uscita di questa canzone, nel 1994, finalmente l'apartheid viene abolita ed il sud africa comincia una nuova era sotto la presidenza di Nelson Mandela. Da allora sono passati molti anni, ma continuare ad ascoltare canzoni come questa può aiutarci a non dimenticare.