lunedì 31 ottobre 2016

Monster Mash



Monster Mash - Bobby “Boris” Pickett, The original monster mash, 1962

Non ricordo esattamente quando, in Italia, ha preso piede la festa di Halloween. Io non l’ho mai festeggiata, non perché sia contrario, ma semplicemente non esisteva come tradizione. Sarebbe interessante sapere qual è stato il primo supermercato che ha cominciato a vendere zucche e costumi nel mese di ottobre, a questo sconosciuto esponente del consumismo dobbiamo la festa di Halloween in Italia. Insomma, è tutta una scusa per vendere orpelli a forma di scheletri e fantasmi e farci qualche soldo, se si va a vedere le cose come stanno. È anche però un’occasione in più per fare festa, far divertire i bambini che si travestono da mostri, e i meno bambini che con la scusa della festa dei morti si trovano per far bisboccia. Quindi, da parte mia, anche se ormai sono troppo vecchio per festeggiarla come si deve, apprezzo una festa in più. Il punto è che se devi organizzare un party di Halloween, lo devi fare come si deve e con il giusto commento sonoro…

Questa è la copertina del nostro Halloween

A Natale abbiamo White Christmas di Bill Cosby (o Merry Christmas dei Ramones, a scelta), in estate c’è sapore di sale (non ce ne libereremo mai, ci accompagnerà fino alla tomba, sappiatelo), e per Halloween Monster Mash di Bobby “Boris” Pickett. Il signor Pickett era un aspirante attore che di giorno andava a far provini, e di notte si esibiva con la band “The Cordials”. Una sera durante un’esibizione, improvvisò un’imitazione di Boris Karloff in Frankenstain sull’aria di Little Darling dei Diamonds. Il pubblico adorò da subito la strana combinazione di humor, mostri e musica. Lenny Capizzi, che faceva parte della band, capì il potenziale e convinse Pickett a lavorarci sopra. I due assieme a Gary S. Paxton, Leon Russell, Johnny McCrae, Rickie Page e Terry Page si rinominarono "The Crypt-Kickers", e scrissero la canzone. Monster Mash uscì come singolo il 25 Agosto del 1962, raggiunse il primo posto nelle classifiche americane il 20 ottobre e mantenne la posizione per due settimane. Da allora questa è LA canzone di Halloween.

TESTO ORIGINALE:

Monster Mash

I was working in the lab, late one night
When my eyes beheld an eerie sight
For my monster from his slab, began to rise
And suddenly to my surprise

He did the mash, he did the monster mash
The monster mash, it was a graveyard smash
He did the mash, it caught on in a flash
He did the mash, he did the monster mash

From my laboratory in the castle east
To the master bedroom where the vampires feast
The ghouls all came from their humble abodes
To get a jolt from my electrodes

They did the mash, they did the monster mash
The monster mash, it was a graveyard smash
They did the mash, it caught on in a flash
They did the mash, they did the monster mash

The zombies were having fun
The party had just begun
The guests included Wolfman,
Dracula, and his son

The scene was rockin', all were digging the sounds
Igor on chains, backed by his baying hounds
The coffin-bangers were about to arrive
With their vocal group, 'The Crypt-Kicker Five'

They played the mash, they played the monster mash
The monster mash, it was a graveyard smash
They played the mash, it caught on in a flash
They played the mash, they played the monster mash

Out from his coffin, Drac's voice did ring
Seems he was troubled by just one thing
Opened the lid and shook his fist and said
"Whatever happened to my Transylvania Twist? "

It's now the mash, it's now the monster mash
The monster mash, it was graveyard smash
It's now the mash, it caught on in a flash
It's now the mash, it's now the monster mash

Now everything's cool, Drac's a part of the band
And my Monster Mash is the hit of the land
For you, the living, this mash was meant too
When you get to my door, tell them Boris sent you

Then you can mash, then you can monster mash
The monster mash, and do my graveyard smash
Then you can mash, you'll catch on in a flash
Then you can mash, then you can monster mash

- - -

TESTO TRADOTTO:

(il ballo del) Monster Mash

Stavo lavorando in laboratorio, a tarda notte
Quando i miei occhi videro una una scena inquietante
Il mio mostro sul suo tavolo, cominciò ad alzarsi
Ed improvvisamente con mia sorpresa

Ha fatto il mash, ha fatto il monster mash
Il monster mash, è stato un successo al cimitero
ha fatto il mash, ha preso piede in un lampo
Ha fatto il mash, ha fatto il monster mash

Dal mio laboratorio nell’ala est del castello
Alla la camera da letto dove i vampiri banchettano
I ghoul vengono dalle loro umili dimore
Per prendere una scossa dai miei elettrodi

Hanno fatto il mash, hanno fatto il monster mash
Il monster mash, è stato un al successo cimitero
Hanno fatto il mash, ha preso piede in un lampo
Hanno fatto il mash, hanno fatto il monster mash

Gli zombie si stavano divertendo
La festa era appena iniziata
Tra gli ospiti l’Uomo lupo,
Dracula, e suo figlio

La scena era rock, tutti stavano scavando i suoni
Igor con le catene, accompagnato dai suoi segugi latranti
I suonatori di bare stavano per arrivare
Con il loro gruppo vocale, 'La Cripta-Kicker Five'

Hanno suonato il mash, hanno giocato il mash del  mostro
Il Monster Mash, è stato un successo al cimitero
Hanno suonato il mash, è catturato in un lampo
Hanno giocato il mash, hanno giocato il mash mostro

Fuori dalla sua bara, la voce di Drac ha fatto eco
Sembra che fu turbato da una sola cosa
Aprì il coperchio e scosse il pugno e disse:
"Che fine ha fatto il mio Transylvania Twist?"

Ora è il mash, ora è il monster mash
Il monster mash, ha fatto a pezzi il cimitero
E ora il mash, ha preso piede in un lampo
Ora è il mash, ora è il monster mash

Ora tutto è cool, Drac una parte della band
E il mio Monster Mash è la hit del momento
Per voi, i viventi, questo mash è anche per voi
Quando arrivate alla mia porta, dite che vi manda boris

allora puoi fare mash, puoi fare il Monster mash
Il monster mash, e fare a pezzi il mio cimitero
allora puoi fare mash, ti cattura su in un lampo
allora puoi fare mash, puoi fare il Monster mash

- - -

Il testo non è difficile, uno scienziato pazzo anima il suo Frankenstain che si mette a ballare. Il suo ballo, il “monster mash”, diventa popolare tra gli altri mostri tanto da rimpiazzare il “Transylvania Twist” di Dracula. Ma niente paura, il vecchio vampiro entra nella band e tutti assieme portano musica e divertimento tra i mostri nei cimiteri. Anche noi viventi siamo invitati, se abbiamo coraggio, alle scatenate feste dei mostri. Basta dire alla porta che ci manda “Boris”.
L’unica cosa che va precisata è la traduzione di “monster mash”. Non è traducibile, è il nome del ballo inventato da Boris, quello vero, che è simile al ballo del “mashed potato” molto in voga in quegli anni. Ma dove nel Mashed potato si imitava una patata… schiacciata, nel Monster mash si imitano i passi dei mostri.
Capisco che proporre ad una festa di Halloween del 2016 una canzone del 1962 possa sembrare, come dire, ardito. Per gli irriducibile del rock e del rumore, segnalo una cover di Monster Mash fatta dalla band Punk Rock dei Misfit. Adesso, non avete più scuse per non mettere questa canzone e ballarla ad ogni Halloween!


giovedì 27 ottobre 2016

My Hero



My Hero – Foo Fighters, The colour and the shape, 1997

Che cosa sono i Foo Fighters? Se voi foste degli aviatori alleati della seconda guerra mondiale e durante la vostra missione notaste qualcosa di insolito fuori dalla cabina, al ritorno alla base avreste detto ai vostri commilitoni “Ho visto un Foo Fighter”, un “caccia misterioso”. Del resto il termine UFO era ancora lontano dal venir coniato, ed in guerra si è più propensi a pensare di avvistare un caccia sperimentale nemico piuttosto che un disco volante alieno. La parola “Foo” non ha un preciso corrispettivo in italiano, si usa per intendere qualcosa di inaspettato e privo di senso, “Fighter” è appunto, caccia.  I Foo Fighters sono gli UFO degli anni ’40. 

I Foo Fighters hanno un certo amore per gli UFO...

Ma questo è un blog di musica, e non avrei mai parlato di dischi volanti se Dave Grohl non fosse talmente appassionato dall’argomento da aver deciso di chiamare la sua band “Foo Fighters” (e la sua etichetta Roswell records, dal ben noto incidente alieno…). The colour and the shape, letteralmente “la forma ed il colore”, è il secondo lavoro dei Foo fighters, ma deve essere considerato il primo vero album della band. Il lavoro precedente, “Foo fighters” del 1995 è considerato dallo stesso Grohl più una demo che un album vero e proprio. Incoraggiato dal successo del primo lavoro, Grohl continuò col nuovo gruppo nato dopo la fine dei Nirvana (Dave era il batterista dei Nirvana, il suicidio del cantante Kurt Kobain oltre ad essere per lui un durissimo colpo personale fu anche la fine della band) e nel 1997 the colour and the shape era pronto per il pubblico. L’album contiene molte canzoni che meriteranno in futuro la nostra attenzione, ma per oggi ci soffermeremo sulla settima traccia : My Hero, “mio eroe”.

TESTO ORIGINALE:

My Hero

Too alarmin' now to talk about
Take your pictures down and shake it out
Truth or consequence, say it aloud
Use that evidence, race it around

There goes my hero
Watch him as he goes
There goes my hero
He's ordinary

Don't the best of them bleed it out
While the rest of them peter out?
Truth or consequence, say it aloud
Use that evidence, race it around

There goes my hero
Watch him as he goes
There goes my hero
He's ordinary

Kudos, my hero, leavin' all the best
You know my hero, the one that's on
There goes my hero
Watch him as he goes
There goes my hero
He's ordinary
There goes my hero
Watch him as he goes
There goes my hero
He's ordinary

- - -

TESTO TRADOTTO:

Mio Eroe

Non c’è tempo per parlare ora
Fatti un’idea e trova una soluzione
Verità o conseguenza, dillo chiaramente
Usa quel che c’è, datti da fare

Là va il mio eroe
Guardalo mentre va
Là va il mio eroe
Lui è uno comune

Non esce il meglio di loro
Mentre gli altri si arrendono?
Verità o conseguenza, dillo chiaramente
Usa quel che c’è, datti da fare

Là va il mio eroe
Guardalo mentre va
Là va il mio eroe
Lui è uno comune

Gloria, mio eroe, lasciando tutto il meglio
Tu conosci il mio eroe, quello che agisce
Là va il mio eroe
Guardalo mentre va
Là va il mio eroe
Lui è uno comune
Là va il mio eroe
Guardalo mentre va
Là va il mio eroe
Lui è uno comune

- - -

My hero ci descrive che cos’è per Dave Grohl un eroe. Lo stesso Dave spiega che sin da piccolo non ha mai avuto eroi che fossero star dello sport o famosi cantanti. Per lui i veri eroi sono tra le persone comuni, sono coloro che nel momento del bisogno non si tirano indietro ma si danno da fare per risolvere la situazione. Difficile non essere d’accordo con il cantante dei Foo fighters sulla definizione di eroe, ed è per loro che questa canzone è stata scritta. Qualche nota alla traduzione: la prima frase “Too alarmin' now to talk about” spesso è tradotta con una cosa simile a “Troppo preoccupato per parlarne ora”. Anche se grammaticalmente è così, si perde del tutto il significato che è molto più simile a “non c’è tempo da perdere in chiacchere ora”. “Take your pictures down” in questo caso non significa “prendi le tue foto” che in effetti non ha senso. È un modo di dire che suona come “fatti un’idea di quel che accade”.  shake it out” è un altro modo di dire che significa “fallo funzionare”, come quando qualcosa non funziona e lo si scuote (o percuote) finché non riparte. In questo contesto ho preferito tradurlo con “trova una soluzione” che rende meglio l’idea del significato della frase. “Use that evidence” sarebbe da tradurre con “usa quelle prove”, ma ancora una volta questo renderebbe difficile capire il significato di tutto il primo verso. “Usa quello che c’è” rende meglio l’idea. “race it around” è un altro modo di dire, significa “darsi una mossa”. Ricapitolando, l’intero primo verso può essere letto in prosa come “non perdere tempo in chiacchere che la situazione è grave, fatti un’idea di quel che accade, vedi quel che hai a disposizione e datti da fare per risolvere”.  Avendo chiaro il significato sino a questo punto, diventa comprensibile la frase “Truth or consequence, say it aloud”, che rappresenta la natura varia dell’eroismo. Durante un incendio un uomo senza paura, si getta tra le fiamme e ne esce con un bambino. E’ chiaramente un eroe. Ma si è comportato così perché dentro è forte ed eroico, o perché era l’unico che in quel momento poteva fare qualcosa? Dentro è impavido, o è un timoroso che mai avrebbe rischiato tanto se non fosse stato costretto dagli eventi? “Truth or consequence “, eroismo vero o conseguenza degli eventi? Credo che non faccia alcuna differenza, in ogni caso si tratta di un eroe e va’ detto chiaramente, “Say it aloud”. Altra curiosità linguistica… spesso “say it aloud” è tradotto come “dillo forte, urla”. E’ sbagliato, se si urla o grida si dice “out loud”, ma se si parla con voce sicura e chiara per farsi ben sentire è “aloud”. Tornando al testo, siamo giunti al ritornello, che ci ricorda che  per i Foo Fighters gli eroi sono tra la gente comune, “He's ordinary“. “Don't the best of them bleed it out While the rest of them peter out?“, è quello che distingue l’eroe dal resto della folla. Secondo Grohl, l’eroe dà il meglio di se mentre tutti gli altri si danno per vinti. Infine “Kudos, my hero, leavin' all the best”, gloria all’eroe che non agisce per gloria, ma che agisce perché c’è bisogno, e non si tira indietro.
Un’ultima curiosità, la canzone My Hero fu usata senza permesso durante la campagna elettorale del repubblicano John McCaine per la presidenza degli Stati Uniti del 2008, facendo arrabbiare moltissimo i Foo Fighters. Qualche anno prima nel 2004, anche il repubblicano George W. Bush usò in campagna elettorale un’altra canzone dei Foo Fighters, sempre senza permesso. Si vede che i repubblicani odiano le rock band ma poi ne amano le canzoni…


mercoledì 17 febbraio 2016

Don't fear the reaper



Don’t fear the reaper - Blue Oyster Cult, Agents of fortune, 1976

I Blue Oyster Cult si formarono nel lontano 1967 e sono tutt’ora in attività. Negli anni hanno cambiato nomi e membri della band, hanno una storia talmente lunga che meriterebbe un articolo dedicato solo alle loro vicende. Oggi riassumo giusto qualche curiosità sul gruppo per poi passare direttamente alla canzone. La prima cosa degna di nota è il nome, che tradotto significa “Il culto dell’ostrica blu”. Il nome fa riferimento ad un poema scritto di Sandy Pearlman, manager della band. Essendo una band in odor di paganesimo ci si potrebbe aspettare che il culto dell’ostrica blu sia riferito a qualche religione perduta, invece nel poema di Pearlman sono alieni che vogliono (tanto per cambiare) invadere la terra. I più attenti avranno notato la mancanza dei due pallini sopra la O di Oyster nel mio scritto ed avranno magari storto il naso. Non ho messo l’umlaut (così si chiamano i puntini) per facilitare google, cosa che fa anche il sito ufficiale della band, e per avere una scusa per parlarne. L’umlaut, detto anche röck döt, è un espediente grafico per rendere più teutonico e accantivante il logo di un gruppo musicale. Scrivere Öyster è più massiccio, granitico e metal di un semplice Oyster. In alcune lingue, specie quelle del nord europa alla quale si ispira l’uso del röck döt, i puntini sulle lettere hanno un valore grammaticale e fonetico.  Nell’umlaut non cambia nulla, è solo una scelta grafica. I Blue Öyster Cult sono stati i primi ad usare l’umlaut, molti dopo di loro si divertiranno ad aggiungere i due occhietti sulle lettere, per citarne solo due Motörhead e Mötley Crüe.

Non temete il mietitore!

(Don’t fear) the reaper, (non temere) il mietitore, è la terza canzone del loro album del 1976 Agents of fortune. E’ stata la canzone che ha reso i Blue Öyster Cult famosi a livello planetario ed è tutt’ora il loro massimo successo. La canzone è stata scritta dalla prima chitarra della band, Donald Roeser, in un momento di crisi e pensieri profondi sulla vita e sulla morte.

TESTO ORIGINALE:

Don’t fear the reaper

All our times have come
Here but now they're gone
Seasons don't fear the reaper
Nor do the wind, the sun or the rain..we can be like they are
Come on baby, don't fear
the reaper
Baby take my hand, don't fear
the reaper
We'll be able to fly, don't fear
the reaper
Baby I'm your man,

Valentine is done
Here but now they're gone
Romeo and Juliet
Are together in eternity, Romeo and Juliet
Forty thousand men and women everyday, Like Romeo and Juliet
Forty thousand men and women everyday,
Redefine happiness
Another forty thousand coming everyday, We can be like they are
Come on baby, don't fear
the reaper
Baby take my hand, don't fear
the reaper
We'll be able to fly, don't fear
the reaper
Baby I'm your man,

Love of two is one
Here but now they're gone
Came the last night of sadness
And it was clear she couldn't
go on
Then the door was open and
the wind appeared
The candles blew then disappeared
The curtains flew then he appeared, saying don't be afraid
Come on baby, and she had no fear
And she ran to him, then they started to fly
They looked backward and
said goodbye, she had become like they are
She had taken his hand, she had become like they are
Come on baby, don't fear
the reaper

- - -

TESTO TRADOTTO:

Non temere il mietitore

Tutti i nostri tempi sono venuti
Qui, ma adesso sono andati
Le stagioni non temono il mietitore
Né il vento, ll sole o la pioggia.. possiamo essere come loro
Andiamo bambina, non temere il mietitore
Bambina prendi la mia mano, non temere il mietitore
Saremo capaci di volare, non temere il mietitore
Bambina sono il tuo uomo,

San Valentino è fatto
Qui ma adesso è andato
Romeo e Giulietta
Sono insieme nell’eternità, Romeo e Giulietta
Quarantamila uomini e donne ogni giorno, come Romeo e Giulietta
Quarantamila uomini e donne ogni giorno,
Ridefinisci la felicità
Altri quarantamila arrivano ogni giorno, possiamo essere come sono loro
Andiamo bambina, non temere il mietitore
Bambina prendi la mia mano, non temere il mietitore
Saremo capaci di volare, non temere il mietitore
Bambina sono il tuo uomo,

L’amore di due è uno
Qui ma adesso è andato
E’ venuta l’ultima notte di tristezza
Ed era chiaro che lei non poteva andare avanti
Allora la porta si aprì ed
apparve il vento
Le candele si spensero e scomparvero
Le tende volarono e lui apparì, dicendo di non avere paura
Andiamo Bambina, e lei non ebbe paura
E corse verso di lei, e loro presero
il volo
Guardarono indietro e dissero arrivederci, lei divenne come
sono loro
Lei prese la sua mano, lei divenne
come sono loro
Andiamo bambina, non temere
il mietitore

- - -

Già dai primi due versi viene tolta ogni speranza: è giunto il nostro tempo, è stato bello ma ora è finita (All our times have come / Here but now they're gone). Il terzo e quarto verso già rivelano il significato di tutta la canzone. Le stagioni, così come il vento, il sole e la pioggia non temono la morte e noi umani, possiamo essere come loro (Seasons don't fear the reaper / Nor do the wind, the sun or the rain..we can be like they are). Il resto della strofa vede un ragazzo (rappresentato dalla stessa voce del cantante) dire alla sua ragazza di non aver paura della morte, la rassicura e la invita a stringere la sua mano (Come on baby, don't fear the reaper .. Baby I'm your man). Nella seconda strofa l’attenzione si sposta sull’amore, un amore che c’è stato ma adesso è andato (Valentine is done / Here but now they're gone). Vengono portati ad esempio Romeo e Giulietta che divisi in vita, sono uniti per l’eternità (Romeo and Juliet, are together in eternity).  Si torna poi alla morte, con le quarantamila persone che ogni giorno se ne vanno, morendo (Forty thousand men and women everyday). Nell’ultima strofa si scoprono i ruoli dei due personaggi della canzone. L’amore tra due persone è sempre uno (Love of two is one), ed è quello che c’è tra i due protagonisti. Si scopre che la ragazza è in fin di vita e prossima alla morte (Came the last night of sadness  / and it was clear she couldn't go on). Come in un film sui fantasmi, il vento spalanca la porta e spenge le candele (Then the door was open and the wind appeared / The candles blew then disappeared). Dalla finestra tra lo scuotersi delle tende al vento appare il ragazzo che per tutta la canzone ha confortato la ragazza e che scopriamo adesso, essere morto in precedenza (The curtains flew then he appeared, saying don't be afraid). Finalmente la ragazza rivede il suo amato e corre da lui, abbandonando la paura della morte e questo mondo volando serena verso l’aldilà (and she had no fear / And she ran to him, then they started to fly.. ). Quel che la canzone vuol significare è chiaro, da una parte non bisogna temere la morte che è parte stessa della vita. Dall’altra ci ricorda che ci sono cose, come l’amore, che la morte non può realmente troncare.  Donald Roeser  ha dichiarato che scrivendo questa canzone pensava a cosa sarebbe accaduto se fosse morto giovane, e a come sarebbe stato riunirsi alle persone a lui care che erano venute a mancare.  Qualcuno aveva visto in questa canzone dei desideri di suicidio, ma sono stati fortemente smentiti dalla band. Donald Roeser si è dichiarato più volte dispiaciuto per questo fraintendimento, la canzone voleva essere tutt’altro.

Per chiudere con una nota leggera questo articolo di amore e morte, segnalo una gag comica andata in onda nel 2000 al Saturday night live, dove vengono mostrati i Blue Öyster Cult intenti a registrare don’t fear the reaper sotto la supervisione del produttore, interpretato addirittura da Christopher Walken. Nella gag viene preso in giro il largo uso del campanaccio che viene fatto nella canzone, un’idea che fu appunto del produttore (o almeno così si narra). La gag è stata così popolare che la frase “More cowbells”, più campanacci, è diventato un modo di dire nello slang americano.