mercoledì 17 febbraio 2016

Don't fear the reaper



Don’t fear the reaper - Blue Oyster Cult, Agents of fortune, 1976

I Blue Oyster Cult si formarono nel lontano 1967 e sono tutt’ora in attività. Negli anni hanno cambiato nomi e membri della band, hanno una storia talmente lunga che meriterebbe un articolo dedicato solo alle loro vicende. Oggi riassumo giusto qualche curiosità sul gruppo per poi passare direttamente alla canzone. La prima cosa degna di nota è il nome, che tradotto significa “Il culto dell’ostrica blu”. Il nome fa riferimento ad un poema scritto di Sandy Pearlman, manager della band. Essendo una band in odor di paganesimo ci si potrebbe aspettare che il culto dell’ostrica blu sia riferito a qualche religione perduta, invece nel poema di Pearlman sono alieni che vogliono (tanto per cambiare) invadere la terra. I più attenti avranno notato la mancanza dei due pallini sopra la O di Oyster nel mio scritto ed avranno magari storto il naso. Non ho messo l’umlaut (così si chiamano i puntini) per facilitare google, cosa che fa anche il sito ufficiale della band, e per avere una scusa per parlarne. L’umlaut, detto anche röck döt, è un espediente grafico per rendere più teutonico e accantivante il logo di un gruppo musicale. Scrivere Öyster è più massiccio, granitico e metal di un semplice Oyster. In alcune lingue, specie quelle del nord europa alla quale si ispira l’uso del röck döt, i puntini sulle lettere hanno un valore grammaticale e fonetico.  Nell’umlaut non cambia nulla, è solo una scelta grafica. I Blue Öyster Cult sono stati i primi ad usare l’umlaut, molti dopo di loro si divertiranno ad aggiungere i due occhietti sulle lettere, per citarne solo due Motörhead e Mötley Crüe.

Non temete il mietitore!

(Don’t fear) the reaper, (non temere) il mietitore, è la terza canzone del loro album del 1976 Agents of fortune. E’ stata la canzone che ha reso i Blue Öyster Cult famosi a livello planetario ed è tutt’ora il loro massimo successo. La canzone è stata scritta dalla prima chitarra della band, Donald Roeser, in un momento di crisi e pensieri profondi sulla vita e sulla morte.

TESTO ORIGINALE:

Don’t fear the reaper

All our times have come
Here but now they're gone
Seasons don't fear the reaper
Nor do the wind, the sun or the rain..we can be like they are
Come on baby, don't fear
the reaper
Baby take my hand, don't fear
the reaper
We'll be able to fly, don't fear
the reaper
Baby I'm your man,

Valentine is done
Here but now they're gone
Romeo and Juliet
Are together in eternity, Romeo and Juliet
Forty thousand men and women everyday, Like Romeo and Juliet
Forty thousand men and women everyday,
Redefine happiness
Another forty thousand coming everyday, We can be like they are
Come on baby, don't fear
the reaper
Baby take my hand, don't fear
the reaper
We'll be able to fly, don't fear
the reaper
Baby I'm your man,

Love of two is one
Here but now they're gone
Came the last night of sadness
And it was clear she couldn't
go on
Then the door was open and
the wind appeared
The candles blew then disappeared
The curtains flew then he appeared, saying don't be afraid
Come on baby, and she had no fear
And she ran to him, then they started to fly
They looked backward and
said goodbye, she had become like they are
She had taken his hand, she had become like they are
Come on baby, don't fear
the reaper

- - -

TESTO TRADOTTO:

Non temere il mietitore

Tutti i nostri tempi sono venuti
Qui, ma adesso sono andati
Le stagioni non temono il mietitore
Né il vento, ll sole o la pioggia.. possiamo essere come loro
Andiamo bambina, non temere il mietitore
Bambina prendi la mia mano, non temere il mietitore
Saremo capaci di volare, non temere il mietitore
Bambina sono il tuo uomo,

San Valentino è fatto
Qui ma adesso è andato
Romeo e Giulietta
Sono insieme nell’eternità, Romeo e Giulietta
Quarantamila uomini e donne ogni giorno, come Romeo e Giulietta
Quarantamila uomini e donne ogni giorno,
Ridefinisci la felicità
Altri quarantamila arrivano ogni giorno, possiamo essere come sono loro
Andiamo bambina, non temere il mietitore
Bambina prendi la mia mano, non temere il mietitore
Saremo capaci di volare, non temere il mietitore
Bambina sono il tuo uomo,

L’amore di due è uno
Qui ma adesso è andato
E’ venuta l’ultima notte di tristezza
Ed era chiaro che lei non poteva andare avanti
Allora la porta si aprì ed
apparve il vento
Le candele si spensero e scomparvero
Le tende volarono e lui apparì, dicendo di non avere paura
Andiamo Bambina, e lei non ebbe paura
E corse verso di lei, e loro presero
il volo
Guardarono indietro e dissero arrivederci, lei divenne come
sono loro
Lei prese la sua mano, lei divenne
come sono loro
Andiamo bambina, non temere
il mietitore

- - -

Già dai primi due versi viene tolta ogni speranza: è giunto il nostro tempo, è stato bello ma ora è finita (All our times have come / Here but now they're gone). Il terzo e quarto verso già rivelano il significato di tutta la canzone. Le stagioni, così come il vento, il sole e la pioggia non temono la morte e noi umani, possiamo essere come loro (Seasons don't fear the reaper / Nor do the wind, the sun or the rain..we can be like they are). Il resto della strofa vede un ragazzo (rappresentato dalla stessa voce del cantante) dire alla sua ragazza di non aver paura della morte, la rassicura e la invita a stringere la sua mano (Come on baby, don't fear the reaper .. Baby I'm your man). Nella seconda strofa l’attenzione si sposta sull’amore, un amore che c’è stato ma adesso è andato (Valentine is done / Here but now they're gone). Vengono portati ad esempio Romeo e Giulietta che divisi in vita, sono uniti per l’eternità (Romeo and Juliet, are together in eternity).  Si torna poi alla morte, con le quarantamila persone che ogni giorno se ne vanno, morendo (Forty thousand men and women everyday). Nell’ultima strofa si scoprono i ruoli dei due personaggi della canzone. L’amore tra due persone è sempre uno (Love of two is one), ed è quello che c’è tra i due protagonisti. Si scopre che la ragazza è in fin di vita e prossima alla morte (Came the last night of sadness  / and it was clear she couldn't go on). Come in un film sui fantasmi, il vento spalanca la porta e spenge le candele (Then the door was open and the wind appeared / The candles blew then disappeared). Dalla finestra tra lo scuotersi delle tende al vento appare il ragazzo che per tutta la canzone ha confortato la ragazza e che scopriamo adesso, essere morto in precedenza (The curtains flew then he appeared, saying don't be afraid). Finalmente la ragazza rivede il suo amato e corre da lui, abbandonando la paura della morte e questo mondo volando serena verso l’aldilà (and she had no fear / And she ran to him, then they started to fly.. ). Quel che la canzone vuol significare è chiaro, da una parte non bisogna temere la morte che è parte stessa della vita. Dall’altra ci ricorda che ci sono cose, come l’amore, che la morte non può realmente troncare.  Donald Roeser  ha dichiarato che scrivendo questa canzone pensava a cosa sarebbe accaduto se fosse morto giovane, e a come sarebbe stato riunirsi alle persone a lui care che erano venute a mancare.  Qualcuno aveva visto in questa canzone dei desideri di suicidio, ma sono stati fortemente smentiti dalla band. Donald Roeser si è dichiarato più volte dispiaciuto per questo fraintendimento, la canzone voleva essere tutt’altro.

Per chiudere con una nota leggera questo articolo di amore e morte, segnalo una gag comica andata in onda nel 2000 al Saturday night live, dove vengono mostrati i Blue Öyster Cult intenti a registrare don’t fear the reaper sotto la supervisione del produttore, interpretato addirittura da Christopher Walken. Nella gag viene preso in giro il largo uso del campanaccio che viene fatto nella canzone, un’idea che fu appunto del produttore (o almeno così si narra). La gag è stata così popolare che la frase “More cowbells”, più campanacci, è diventato un modo di dire nello slang americano. 


martedì 12 gennaio 2016

Life on Mars?



Life on Mars? – David Bowie, Hunky Dory, 1971

Ieri all’età di 69 anni è morto David Bowie e, se non vivete su Marte, è impossibile che non ve ne siate accorti. Ogni telegiornale ha fatto il suo servizio in merito, alcuni migliori di altri, ripercorrendo la vita e i successi del grande David. Presto in tv rivedremo Labyrinth, alla radio già riascoltiamo le sue canzoni e sui giornali leggiamo le stesse cose dette in tv. E’ sempre così quando un grande personaggio muore, è giusto che sia così, però è triste. C’è qualcosa nel modo in cui i media trattano la scomparsa dei grandi personaggi che mi lascia l’amaro in bocca. Mi sembra che trattino l’argomento come una notizia sensazionale, non con il dovuto rispetto e cordoglio. Ma forse è solo una mia impressione…

C'è vita su marte, David?

Probabilmente è scontato che scriva di una sua canzone oggi, ma anche io voglio rendergli omaggio in qualche modo. Erano molti anni che non ascoltavo David, ma le sue canzoni mi hanno accompagnato come molti altri nel corso della vita. Ho scelto Life on Mars, perché assieme a Hero sono da sempre la mie preferite. Non è una scelta originale, lo so, ma preferisco la sincerità alla ricercatezza.  Life on Mars è stata scritta da Bowie nel giugno del 1973, a quanto pare non ha avuto alcuna difficoltà nel comporre la canzone che “si è scritta da se”.  Uscì in 45 giri assieme a “The man who sold the world”, altra insuperabile vetta nell’olimpo delle canzoni leggendarie.  Curiosamente, Life on Mars usa praticamente gli stessi accordi della canzone di Frank Sinatra My Way, anche se risulta completamente diversa all’ ascolto.

TESTO ORIGINALE:

Life on Mars?

It's a God-awful small affair
To the girl with the mousy hair
But her mummy is yelling no
And her daddy has told her to go

But her friend is nowhere to be seen
Now she walks through her sunken dream
To the seat with the clearest view
And she's hooked to the silver screen

But the film is a saddening bore
For she's lived it ten times or more
She could spit in the eyes of fools
As they ask her to focus on


Sailors fighting in the dance hall
Oh man look at those cavemen go
It's the freakiest show
Take a look at the lawman
Beating up the wrong guy
Oh man wonder if he'll ever know
He's in the best selling show
Is there life on Mars?

It's on America's tortured brow
That Mickey Mouse has grown up a cow
Now the workers have struck for fame
'Cause Lennon's on sale again
See the mice in their million hordes
From Ibiza to the Norfolk Broads
Rule Britannia is out of bounds
To my mother, my dog, and clowns
But the film is a saddening bore
'Cause I wrote it ten times or more
It's about to be write again
As I ask you to focus on


Sailors fighting in the dance hall
Oh man look at those cavemen go
It's the freakiest show
Take a look at the lawman
Beating up the wrong guy
Oh man wonder if he'll ever know
He's in the best selling show
Is there life on Mars?

- - -

TESTO TRADOTTO :

Vita su Marte?

E’ un orribile piccolo affare
Per la ragazza con i capelli castani chiari
Ma sua mamma ha gridato no
E suo padre le ha detto dandare

Ma il suo amico non si vede
Adesso lei cammina attraverso i suoi sogni infranti
Verso il posto con la vista migliore
E si attacca allo schermo argenteo

Ma il film è di una noia mortale
Perché lo ha già vissuto dieci volte e anche più
Lei potrebbe sputare negli occhi dei folli
Che le chiedono di concentrarsi (sul film)

Marinai che lottano nella sala da ballo
Oh gente! Guarda quei cavernicoli andare
E’ lo spettacolo più strano
Dai un’occhiata all’uomo di legge
Pestare il tizio sbagliato
Oh gente! Chissà se saprà mai
Che lui è nello spettacolo più venduto
C’è vita su marte?

E’ sulla fronte torturata dell’America
Che Topolino è diventato una mucca
Adesso i lavoratori hanno scioperato per fama
Perché Lennon è nuovamente in vendita
Guarda i topi nelle loro milioni di orde
Da Ibiza a Norfolk
“Rule Britannia” è fuori moda
A mia madre, il mio cane e i miei clown
Ma il film è di una noia mortale
Perché l’ho scritto dieci volte o più
Sta per essere scritto di nuovo
Mentre ti chiedo di contentrarti (sul film)

Marinai che lottano nella sala da ballo
Oh gente! Guarda quei cavernicoli andare
E’ lo spettacolo più strano
Dai un’occhiata all’uomo di legge
Pestare il tizio sbagliato
Oh gente! Chissà se saprà mai
Che lui è nello spettacolo più venduto
C’è vita su marte?

- - -

Nella prima strofa troviamo uno dei due protagonisti della canzone, una ragazzina adolescente. Preciso che la ragazzina non ha i capelli color topo,  mousy hair” significa castano molto chiaro, al limite capelli poco curati, ma per certo non capelli grigi color topo! La ragazza ha litigato con i genitori, una cosa di poco conto ma per lei molto importante (It's a God-awful small affair). Il suo amico non c’è (her friend is nowhere to be seen) e per sfuggire al cattivo umore (Now she walks through her sunken dream) decide di andare a vedere un film al cinema (To the seat with the clearest view / And she's hooked to the silver screen).  Il film però è terribilmente noioso, già visto, e la ragazza che cercava una fuga dalla realtà si trova a vedere qualcosa di già vissuto più e più volte (But the film is a saddening bore … As they ask her to focus on).  Il ritornello è composto da una serie di immagini non legate tra loro, come ne potremmo vedere facendo zapping alla televisione. La scena dei marinai che lottano (Sailors fighting in the dance hall) è un must del cinema degli anni 50 e 60. La frase con i cavernicoli (Oh man look at those cavemen go ) è sia un’altra immagine da film di serie B nonché una citazione dalla canzone “Alley oop” del gruppo “The hollywood Argyles” di fine anni ’50. Il poliziotto che se la prende con l’uomo sbagliato (Take a look at the lawman / Beating up the wrong guy) è una situazione cara al cinema Noir, nonché un voluto richiamo alla violenza tutt’altro che cinematografica. Oh man wonder if he'll ever know / He's in the best selling show, in questa strofa la linea tra realtà e finzione perde consistenza e ci si chiede se il protagonista sullo schermo del cinema sappia di essere all’interno di un film. Perché a questo punto non è chiaro se si stia parlando di una finzione o della vita reale, che in effetti la ragazza protagonista, ma anche tutti noi, abbiamo vissuto “dieci volte e anche più”.  Is there life on Mars? C’è vita su Marte? Nel cinema di fantascienza degli anni passati Marte catturava l’attenzione più di qualsiasi altro pianeta. Alieni, mostri, procaci donne marziane, tutto proveniva dal fratello minore della Terra. Oltre ad avere questo significato cinematografico, la frase rappresenta anche il desiderio della protagonista di fuggire verso una meta lontana e diversa, lontana dalla grigia quotidianità. Lo stesso Bowie ha confermato che la frase è un richiamo alla fuga, la ricerca di un posto migliore che sappiamo esistere ma che non riusciamo a trovare. La strofa seguente cambia protagonista, non è più il punto di vista della ragazza ma dello sceneggiatore del pessimo film. It's on America's tortured brow /
That Mickey Mouse has grown up a cow
, già dalle prime parole si vede la piega cinica che prende la canzone. La fronte torturata dell’America ha partorito il topo più famoso del mondo, Mikey Mouse… e lo ha trasformato in una fabbrica di soldi. Topolino è diventato una mucca da cui mungere soldi (Cash Cow), stessa poco gloriosa sorte è toccata a John Lennon (Now the workers have struck for fame / 'Cause Lennon's on sale again). In altre parole poco importa il significato di quel che viene veicolato tramite i media, che si tratti delle avventure per bambini di un topolino o i sogni di pace di Lennon, tutto diventa prodotto e quindi venduto e spremuto fino all’ultimo dollaro, svuotando i contenuti fino a lasciarne solo la foma (ne topo) o l’icona e il mito (Lennon). See the mice in their million hordes, prende spunto da una inquietante filastrocca per bambini, Three blind mice, dove i topolini ciechi finiscono per farsi tagliare la coda. In questo caso i topi sono la massa della gente, che si lascia convincere dai media dove andare e cosa fare.  From Ibiza to the Norfolk Broads, Ibiza e Norfolk erano mete di vacanza molto popolari all’epoca, posti dove i sopracitati topi vanno in massa. Rule Britannia is out of bounds  / To my mother, my dog, and clowns, “Rule Britannia” è una canzone inglese molto legata all’esercito, la marina ed il patriottistmo. Rappresenta i valori andati e non adatti ai media. But the film is a saddening bore / 'Cause I wrote it ten times or more, lo stesso creatore del film ammette che la sua opera è noiosa, perché è lo stesso argomento usato e riusato più volte. Qui non è solo il regista del film a parlare, ma lo stesso Bowie che per sua ammissione ama riutilizzare più volte lo stesso argomento per le sue canzoni. It's about to be write again / As I ask you to focus on, Lo stesso argomento sta per essere utilizzato ancora una volta, ma ci viene chiesto di concentrarci su come viene usato. Dunque in definitiva, David sembra suggerire alla ragazza che i film (ma qui si parla di musica, della musica dello stesso Bowie) se ben fatti non sono necessariamente una fuga dalla realtà, ma una sua rilettura proposta in modo da farci riflettere.  Bowie nelle sue canzoni, specie nel primo periodo, spesso usa il tema della solitudine nei suoi testi (anche in questo, la ragazza dopotutto è sola e triste), ma ogni volta propone una visione diversa del solito argomento.  L’argomento quindi non deve essere per forza originale, anche perché le cose più importanti non sono originali e vengono analizzate e riproposte sin da quando l’uomo ha messo le sue parole in poesia. Ogni componimento, ogni canzone, ogni film sul solito argomento però possono mostrarci e lasciarci qualcosa di unico e diverso.  Ammesso ovviamente che si tratti di lavori di qualità… la produzione scadente va lasciata ai topolini ciechi che vanno a fare le vacanze a Ibiza e Northfolk!




venerdì 25 dicembre 2015

Merry Christmas, I don’t want to fight tonight



Merry Christmas, I don’t want to fight tonight – Ramones, Brain Drain, 1989

Probabilmente nessuno si metterebbe a scrivere qualcosa su questa canzone, così come nessuno spenderebbe tempo a leggerne, se oggi non fosse Natale. Ma è molto tempo che non pubblico niente, è troppo tempo che non scrivo dei Ramones e per giunta è Natale ed ecco che “Merry Christmas, I don’t want to fight tonight” trova posto su questo piccolo blog.

Cartolina di Natale

Per dovere di cronaca diciamo che questa è la canzone di chiusura dell’undicesimo lavoro dei Ramones, Brain Drain, del 1989. L’album fu registrato nel Dicembre del 1988 e questo spiega la presenza di una canzone natalizia al suo interno, essendo però poi uscito nel Marzo dell’anno successivo si è perso un po’ del suo significato. La canzone è stata scritta interamente dal cantante della band, Joey Ramone, che probabilmente qualche problemino durante le feste natalizie deve averlo avuto…

TESTO ORIGINALE:

Merry Christmas, I don't want to fight tonight

Merry Christmas, I don't want to fight tonight with

Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight
with you

Where is Santa at his sleigh?
Tell me why is it always this way?
Where is Rudolph? Where is Blitzen, baby?
Merry Christmas, merry merry merry Christmas

All the children are tucked in their beds
Sugar-plum fairies dancing
in their heads
Snowball fighting,
it's so exciting baby

I love you and you love me
And that's the way it's got to be
I loved you from the start
'Cause Christmas ain't the time for breaking each other's heart

Where is Santa at his sleigh?
Tell me why is it always this way?
Where is Rudolph? Where is Blitzen, baby?
Merry Christmas, merry merry merry Christmas

All the children are tucked in their beds
Sugar-plum fairies dancing
in their heads
Snowball fighting,
it's so exciting baby

Ay yeah yeah yeah

I love you and you love me
And that's the way it's got to be
I knew it from the start
'Cause Christmas ain't the time for breaking each other's heart

Merry Christmas, I don't want to fight tonight with
Merry Christmas, I don't want to fight tonight with
Merry Christmas, I don't want to fight tonight with you

- - -

TESTO TRADOTTO:

Buon Natale, stasera non voglio combattere


Buon Natale, stasera non voglio combattere con

Buon Natale, stasera non voglio combattere
Buon Natale, stasera non voglio combattere
Buon Natale, stasera non voglio combattere
con te

Dov’è Santa con la slitta?
Dimmi perché è sempre così?
Dov’è Rudolph, Dov’è Blitzen, baby?
Buon Natale. Buon Buon Buon Natale

Tutti i bambini sono nascosti nei loro letti
Fate di zucchero e prugna danzano nelle
loro teste
Battaglie di palle di neve,
è così eccitante baby

Io ti amo e tu mi ami
Ed è così che deve essere
Ti ho amata dall’inizio
Perché il Natale non è il momento
per rompersi il cuore a vicenda

Dov’è Santa con la slitta?
Dimmi perché è sempre così?
Dov’è Rudolph, Dov’è Blitzen, baby?
Buon Natale. Buon Buon Buon Natale

Tutti i bambini sono nascosti nei loro letti
Fate di zucchero e prugna danzano
nelle loro teste
Battaglie di palle di neve,
è così eccitante baby

Ay yeah yeah yeah

Io ti amo e tu mi ami
Ed è così che deve essere
Ti ho amata dall’inizio
Perché il Natale non è il momento
per rompersi il cuore a vicenda

Buon Natale, stasera non voglio combattere con
Buon Natale, stasera non voglio combattere con
Buon Natale, stasera non voglio combattere
con te
 - - -

Merry Christmas i don’t want to fight tonight è una canzone di Natale, ma provenendo da un gruppo come i Ramones non è la classica canzone a base di bambini, neve e zuccherosi sentimenti. In realtà gli elementi ci sono tutti, ci sono persino le renne di Babbo Natale (Rudolph e Blitzen), ma il messaggio è molto più terreno e meno utopico del classico “dobbiamo essere tutti più buoni”. Qui ci limitiamo ad un “almeno per oggi, non litighiamo”, almeno a Natale non feriamoci a vicenda e vediamo di ricordarci perché ci vogliamo bene. Fosse possibile, sarebbe bello poter non litigare mai e ricordarsi sempre le cose profonde che ci legano a chi vogliamo bene, ma visto che non è possibile, almeno a Natale facciamo una tregua. Che poi il Natale non sia più una festa religiosa da molti anni, e che casomai era una festa pagana e non cristiana, non importa. Se il resto del mondo ha deciso che per un giorno dovremmo essere tutti un po’ migliori, che importanza ha il motivo? Può solo fare bene a noi, alle persone che amiamo e anche a quelle che proprio non amiamo. Facciamo uno sforzo e arriviamo anche al 26… poi possiamo tornare ad essere i soliti aridi Barabba senza cuore di sempre! Che dite, ce la faremo a resistere?


mercoledì 30 settembre 2015

Where are they now


Where are they now – Cock sparrer, Shock troops, 1982

I Cock sparrer sono una Band Oi! nata nell'est side di Londra nel 1974 dall'unione di 4 amici di infanzia: Colin McFaull, Mick Beaufoy, Steve Burgess detto "Burge" e Steve Bruce. Il nome della band deriva da cock sparrow, che in dialetto cockney significa Familirità / Confidenza.
I Cock sparrer non hanno mai raggiunto le vette massime del successo, si sono sciolti e riformati più volte nella loro lunga storia, ma nonostante questo sono considerati una delle band più influenti nel genere punk. Le loro canzoni sono state reinterpretate da molti gruppi di successo venuti dopo di loro, si può dire senza rischiare di esagerare che se il punk è quello che conosciamo in parte è anche grazie a loro.

I Cock sparrer. Più punk di così...
 
La canzone "Where are they now" è uno spaccato di un periodo, una finestra sul punk del 1982. In "Where are they now" si passa al setaccio sei anni di movimento punk, vengono citate le figure di riferimento e messa in evidenza la loro latitanza. Nel 1982 il punk sembrava alla fine, era un movimento morente e a contribuire alla loro morte erano stati anche coloro che lo avevano fatto nascere. Personaggi forti ma incoerenti, in soli sei anni erano tutti spariti e senza di loro il punk non sembrava poter sopravvivere.
Il punk poi riprese vita grazie a nuovi gruppi e nuovi personaggi, ma all'epoca sembrava veramente finito e lo slogan "no future" dei Sex Pistols rischiava di diventare il suo epitaffio. 

TESTO ORIGINALE:

Where are they now

I believed in julie when she said how easy it could be
And I believed in Tommy and his written words of anarchy
And I believed in Joe when he said we had to fight
And I believed in Jimmy when he told us to unite

Where are they now
Where are they now
Where are they, six years on and they've all gone
Now it's all turned sour
Where are they now

Hollywood nights in Soho
Writing on the wall of The Roxy loo
Rotten on the telly
Showing what a few choice words can do
Was it ever worth it
Causing all the fuss
You know, I believed in them
Don't you believe in us

No more kids are innocent
We will get fooled again
Only faces ever change
The song remains the same

Was it ever worth it
Causing all the fuss
You know, I believed in them
Don't you believe in us

Where are they know....

- - -

TESTO TRADOTTO:


Dove sono loro adesso

Ho creduto in Julie quando ha detto che poteva essere facile
E ho creduto in Tommy e le sue parole scritte di anarchia
E ho creduto in Joe quando ha detto che dovevamo combattere
E ho creduto in Jimmy quando ci ha detto di stare uniti

Dove sono loro adesso
Dove sono loro adesso
Dove sono loro, sei anni e sono andati tutti
Ora è tutto si è guastato
Dove sono loro adesso


Notti di Hollywood a Soho
Scrivendo sul muro del The Roxy loo
Rotten in tivù
Mostrando ciò che alcune parole possono fare

Ne è valsa la pena
Causando tutto questo trambusto
Sai, ho creduto in loro
Non credere in noi

Non ci sono più i bambini innocenti

Finiremo nuovamente sommersi
Solo le facce cambiano
La canzone rimane la stessa

Era mai vale la pena
Causando tutto questo trambusto
Sai, ho creduto in loro
Non credere in noi

Dove sono loro sai....

- - -

Chi sono i personaggi citati all'inizio della canzone? Alcuni sono più facili da indovinare di altri, ma per toglierci ogni dubbio possiamo far riferimento ad un'intervista di Mickey Beaufoy, il chitarrista della band, rilasciata alla fanzina Shizopunk nel 2006:

Julie Burchill and Tony Parsons were rebellious "punk" journalists from the late 70’s. Joe is the late, great Joe Strummer, Jimmy is Jimmy Pursey and Rotten was Johnny Rotten from the Sex Pistols...

Julie Burchill e Tony Parsons erano giornalisti "punk" ribelli del tardo 1970. Joe è il solo, grande Joe Strummer, Jimmi è Jimmy Pursey (leader degli Sham 69) e Rotten era Johnny Rotten dei Sex Pistols...

Dunque la canzone comincia con una rassegna dei personaggi chiave del movimento Punk, movimento in cui i Cock sparrer e migliaia di altri giovani credevano. La scelta della parola "Belive", ovvero "credere" è forte e appropriata. I punk non credono nella politica, non credono nella religione, praticamente non credono in niente. Ma i punk credevano nelle parole di Strummer, di Rotten e di coloro che propagandavano il punk come un modo per cambiare le cose. Credere in qualcosa è bello fa sentire sicuri, ma agli inizi degli anni '80 ai punk non era rimasta nessuna figura di riferimento. "...six years on and they've all gone", sei anni e sono tutti andati e adesso che non ci sono "...all turned sour", tutto si è guastato.
La seconda strofa cita un episodio abbastanza conosciuto riguardante i Sex Pistols. "Rotten on the telly showing what a few choice words can do" fa riferimento all' incidente "Grundy". Il primo dicembre 1976 i Sex Pistols sostituirono come ospiti all'ultimo momento i Queen nel programma televisivo Today. Rotten disse in diretta "Shit" (letteralmente merda), provocato dal giornalista Bill Grundy, Rotten rincarò la dose con un'altra serie di insulti. Viste con gli occhi di oggi, le parole di Rotten dette in televisione non fanno minimamente scalpore, ma nell'Inghilterra del 1976 causarono un terremoto mediatico di grandi dimensioni. Sebbene Today fosse trasmesso da una rete locale e solo a Londra videro l'intervista incriminata, la notizia si sparse per tutta l'Inghilterra. Televisioni e giornali ne parlarono e se anche Grundy non perse il lavoro, la sua carrierà finì quel giorno.
I Cock sparrer, citato l'episodio, sottolineano che ne è valsa la pena. Aggiungono nuovamente che loro avevano creduto e ci avvisano di non credere in loro, di non commettere il loro stesso errore.
L'errore che dobbiamo evitare è spiegato poco più avanti, "Only faces ever change, the song remains the same", le faccie cambiano ma le canzoni restano. I Cock sparrer avevano fatto l'errore di credere nelle persone che portavano le idee, ma le persone in soli sei anni sono sparite. Restano le idee, ed è in quelle che bisogna credere, le idee non ti abbandonano mai.


Dark was the night, cold was the ground


Dark was the night, cold was the ground – Blind Willie Jhonson, 1927

E' una serata fredda e buia, guardando fuori dalla finestra per un momento pensiamo a tutti quelli che non hanno un riparo e che sono fuori, sotto un tetto di stelle. La notte scura ed il suolo freddo, un'esperienza che moltissimi esseri umani in questo momento stanno vivendo. Tra i molti che non sono stati fortunati nella vita e si sono trovati a vivere questa scomoda esperienza troviamo Blind Willie Jhonson, adesso riconosciuto come uno dei più grandi compositori blues di tutti i tempi ma che ha vissuto ed è morto in povertà. 

La voce di Willie viaggia tra le stelle

Blind Willie Jhonson nacque a Brenham, Texas, il 22 gennaio 1897. Orfano di madre, a cinue anni si costruì la sua prima chitarra e annunciò al padre che avrebbe fatto il predicatore. Non era cieco dalla nascita, perse la vista a sette anni. Le informazioni sulla sua vita non sono certe, la storia più accreditata è che perse la vista a causa della madre adottiva, che gli lanciò della lisciva negli occhi dopo un violento litigio con il padre. Nonostante le disgrazie che sin da giovanissimo lo colpirono, Willie rimase molto religioso ed usò la musica per diffondere il suo credo. Passò la vita a suonare la sua musica, a metà tra il blues e lo spiritual, per le strade di molte città del Texas. Della sue canzoni restano 29 brani registrati per la Columbia Records durante gli anni della grande depressione. Tra questi "Dark was the night, cold was the ground" è uno dei più famosi, nonostante sia praticamente privo di testo. La canzone è un grande esempio di uso dello slide, dove la voce si limita ad accompagnare la chitarra con mormorii tipici dello spiritual. Per l'effetto slide Willie usava un collo di bottiglia, secondo altre fonti un coltello. Nel 1977 la canzone Dark was the night, cold was the ground, venne scelta per essere inserita nel disco d'oro a bordo delle sonde del progetto Voyager, per rappresentare la solitudine umana.


*la canzone non ha un testo, ma una serie di vocalizzazioni in stile gospel*



Il progetto Voyager prevedeva lo studio dei confini del sistema solare tramite due sonde, la Voyager 1 e la Voyager 2. Oltre agli strumenti scientifici necessari per la missione, i progettisti della nasa pensarono di inserire nelle sonde un disco che raccogliesse i suoni dell'umanità. Terminata la loro missione e sorpassati i confini del sistema solare, le due sonde Voyager si sono strasformate in messaggi in bottiglia che forse, un giorno, qualche intelligenza aliena recupererà.
Blind Willie Jhonson ha vissuto una vita difficile e triste, morì di malaria il 18 settembre 1945 dopo che gli venne negato il ricovero in ospedale. Non lo accettarono perchè era cieco, secondo altre fonti perchè era nero, o forse perchè era povero.
In questo momento le sonde sono a 19,899,332,774 Km dalla terra in continuo allontanamento, la malinconia e la difficile situazione umana sono in viaggio tra le stelle, sottoforma delle note e della voce di Willie.